DONNE DONNE DONNE

Bessie Head
La donna dei tesori
Racconti da un villaggio del Botswana

“«Mi hai messo in grandi difficoltà, figlia mia», le disse il padre distogliendo lo sguardo dal suo viso addolorato. «Le donne non sanno mai quello che vogliono e quando tutto questo sarà passato e tu avrai avuto molti figli, ti chiederai il perché di tanto baccano». «Può darsi che altre donne non sappiano quello che vogliono... », ribatté lei, ma egli la zittì con un gesto della mano, levata ad indicare il marito che era stato scelto per lei. Nei volti di coloro che la attorniavano non vi era solidarietà né volontà di aiutarla, e così elle si lasciò condurre quietamente verso la sua nuova casa.”

Finalmente l'Italia sembra aver “scoperto” l'Africa. La grande mostra alla Gam di Torino appena conclusa (“Capolavori da un continente”), che illustrava con grande ricchezza di fonti l'arte e l'artigianato africani più classici, passa il testimone a “Made in Africa” la biennale di fotografia che dal 16 marzo al 25 aprile 2004 racconterà a Milano, attraverso oltre 120 opere realizzate da 11 fotografi provenienti da tutto il Continente Nero, momenti della realtà contemporanea di questi luoghi. Negli ultimi anni anche l'editoria ha dimostrato crescente interesse verso la produzione narrativa africana. Sono nate collane e addirittura case editrici che su questi testi impostano la direzione editoriale. Anche le Edizioni Lavoro, da sempre attente alle voci più deboli della società, hanno recentemente dedicato spazio crescente alla realtà africana. Ed ecco questo La donna dei tesori, raccolta di racconti brevi ambientati sul confine tra Botswana e Sudafrica e scritti da un'autrice tragicamente scomparsa nel 1986. Sono testi che raccontano un'Africa impregnata di miti e leggende di tradizione orale che si riflettono anche nel segno di questa scrittura. Una chiave di lettura interessante potrà essere il capitolo del nuovo romanzo di Coetzee, Elizabeth Costello, intitolato Il romanzo in Africa. L'autore sudafricano (come Bessie Head) crea un immaginario dibattito fra due scrittori sull'origine del romanzo africano. “Leggere ha sempre colpito noi africani come un'attività stranamente solitaria, imbarazzante [...] L'Africa è un continente dove la gente è abituata a condividere. Leggere un libro da soli non è condividere. È come mangiare da soli o parlare da soli. Non è nostro costume. Lo troviamo un po' folle” afferma Emmanuel Egudu, personaggio a cui Coetzee fa giocare il ruolo del “fondamentalista” convinto che in un continente in cui la tradizione orale è sempre stata la cultura centrale (“il romanzo africano, il vero romanzo africano è romanzo orale”), non vi sia vero spazio per la scrittura. Mentre Elizabeth Costello, l'altra voce nel dibattito, punta l'indice contro il vezzo africano di scrivere per gli stranieri e non per i connazionali, di scrivere per raccontare un mondo a chi non lo conosce e non a chi lo vive tutti i giorni. Un dibattito aperto e interessante che dovrebbe uscire dal romanzo del Premio Nobel e trovare spazio nella saggistica e in cui, forse, Bessie Head avrebbe avuto una posizione intermedia perché, come scrive Maria Antonietta Saracino nell'introduzione la scrittrice sudafricana è “una creatura di confine” non solo geografico (quello tra due stati del Sud del continente) ma anche culturale ed etnico, nella sua difficile situazione personale di coloured, con una madre bianca e un padre nero: testimone della frattura tra tradizione e modernità e del salto che i suoi conterranei hanno fatto di questa spaccatura, portando con sé molto del passato (anche coloniale) e recependo altrettanto del presente. Il modo di narrare queste storie è così semplice, fiabesco (quasi da cantastorie) che sembra davvero un racconto orale: anche in questo la Head ha saputo fare da collante tra due realtà culturali. Ci racconta un'Africa quasi schizofrenica, ma lo fa con parole piane, serene che sicuramente sono rivolte anche a chi le sta vicino e non unicamente allo sguardo occidentale curioso di capire.

La donna dei tesori. Racconti da un villaggio del Botswana di Bessie Head
Titolo originale: The Collector of Treasures
Traduzione di Maria Antonietta Saracino
XXI-185 pag., Euro 10,00 - Edizioni Lavoro (L'altra riva n. 7)
ISBN: 88-7313-031-3

Le prime righe

Il fiume profondo:
storia di un'antica migrazione tribale

Molto tempo fa, quando la terra non era altro che viottoli e sentieri, gli esseri umani vivevano tutti insieme, quasi formassero un fiume profondo. In questo fiume profondo, non increspato da alcun conflitto o cambiamento improvviso, la gente viveva senza volto, ad eccezione del loro capo, il cui volto era quello di tutta la sua gente; così, se il nome del capo era Monemapee, allora essi diventavano tutti il popolo di Monemapee. I membri della tribù Talaote, invece, nel corso del loro viaggio verso sud — essendosi mescolati e rimescolati più volte con molte altre tribù — hanno dimenticato le proprie origini e la lingua di un tempo, cosicché il nome che portano, Talaote, è tutto ciò che hanno conservato a ricordo della loro storia. Prima che un conflitto giungesse ad increspare quel fiume profondo, erano tutti sudditi di Monemapee, il cui regno sorgeva da qualche parte al centro dell'Africa.
Essi ricordavano che Monemapee aveva governato la tribù per molti anni, dal momento che alla sua morte ogni capello che aveva in testa già gridava «sono diventato bianco!». Su ciascuna riva di quel fiume profondo avrebbero potuto esserci tribù ostili o grandi pericoli, così le persone vivevano tutte insieme in un'unica grande città. I campi nei quali coltivavano il raccolto si trovavano sempre nei pressi della città.

© 2003 Edizioni Lavoro


L'autrice

Bessie Head, nata in Sudafrica nel 1937, era figlia naturale di una bianca di famiglia agiata e di uno stalliere nero. Segnata da tragiche esperienze infantili, cresce nella difficile situazione di paria sociale e razziale. Si diploma come insegnante a Durban, dopo aver studiato in scuole di missionari inglesi. Nel 1964 abbandona il Sudafrica e muore suicida ed esule nel villaggio di Serowe in Botswana nel 1986. Scrittrice di professione, ha pubblicato racconti, saggi critici e cinque grandi romanzi.


Di Giulia Mozzato


5 marzo 2004