DONNE DONNE DONNE

Giovanna Gabetta
L’alternativa negata
La donna, la scienza, il potere

“Non credo che tutte le donne si lamentino o siano in cerca di simpatia e aiuto; credo che abbiano molto da offrire e condividere, prima di tutto una diversa attitudine verso il potere e la responsabilità.”

L’autrice, un’ingegnere nucleare (la prima persona di sesso femminile laureatasi in questa branca dell’ingegneria al Politecnico di Milano) ha vinto con questo volume il premio di Soroptimist Internazionale d’Italia, associazione mondale di servizio che ha per scopo la promozione dei diritti umani e l’avanzamento della condizione femminile.
Nel saggio si possono esaminare le conclusioni, le statistiche e le analisi tratte dalle risposte a un questionario sottoposto dall’autrice a 127 donne provenienti da una ventina di paesi diversi e che svolgono un lavoro tradizionalmente considerato “da uomini”. Il lavoro della Gabetta è nato in inglese proprio perché la maggior parte delle interlocutrici era straniera e il desiderio era che potessero leggere facilmente il risultato della loro collaborazione. Ora il saggio appare in italiano e si propone principalmente (ma certamente non solo) a lettori, uomini e donne, che operino in ambito tecnico-scientifico e che possano venire sospinti a riflettere se veramente all’interno della loro realtà lavorativa, o in situazioni loro note, siano pienamente rispettate le pari opportunità tra i sessi. Inoltre vengono indicate due possibili prospettive: che l’ingresso delle donne in ambiti tecnico-scientifici le costringa ad assumere e a fare propri valori prettamente maschili; oppure che la presenza femminile modifichi in qualche modo l’ambiente di lavoro e le sue regole. La fotografia del presente propone una situazione non proprio incoraggiante: data la vasta presenza di donne in possesso di alte competenze utilizzate in aziende e industrie tecniche, non esiste una accettabile percentuale di manager tra loro, ben poche insomma hanno ruoli di gestione del lavoro spesso a causa della necessità di avere un orario ridotto o flessibile per motivi familiari. La mancanza di competitività (tipica per fortuna della personalità femminile) spesso le danneggia, anche se si può notare qualche cambiamento nei comportamenti maschili meno tradizionalisti.
Dopo questa premessa di tipo più generale la Gabetta entra nello specifico e, grazie a numerosi grafici, presenta la situazione femminile da vari punti di vista traendo informazioni e dati inediti dall’indagine compiuta sul suo campionario femminile.

L’alternativa negata. La donna, la scienza, il potere di Giovanna Gabetta
IX-134 pag., ill., Euro 12,00 - Editore EGEA (I saggi)
ISBN: 88-238-3049-4

Le prime righe

1        Il questionario

Sono un’ingegnere nucleare (l’apostrofo è voluto, perché l’articolo è al femminile!) e lavoro nella ricerca scientifica dal 1974. La mia vita lavorativa si è svolta in alcuni centri di ricerca in Italia e, a parte due brevi periodi negli Stati Uniti, ho praticamente sempre lavorato nelle strutture di ricerca di proprietà di grandi aziende — pubbliche fino a poco tempo fa, ora in via di privatizzazione. C’è da dire che in Italia abbiamo una tradizione ormai consolidata per quanto riguarda le donne ingegnere, tradizione che iniziò nel 1908 con la prima laureata al Politecnico di Torino, Emma Strada. Siamo sempre state poche, però. Io stessa sono stata la prima donna laureata in ingegneria nucleare al Politecnico di Milano: la ragione è che ingegneria nucleare a Milano esiste solo a partire dalla fine degli anni Sessanta. Quando ho fatto l’università, nella mia facoltà le donne erano solo circa l’1 per cento degli studenti, nonostante il numero di quelle che studiavano fosse già discretamente alto, specie nelle facoltà letterarie. Anche al lavoro, naturalmente, gli uomini erano in grande maggioranza, ma fin dall’inizio ricordo di aver avuto a che fare con un numero piccolo ma significativo di donne ricercatrici. La situazione non sembrava diversa all’estero: ho spesso fatto parte di gruppi internazionali dove ero la sola donna, o dove al massimo ce n’erano altre due o tre.

© 2003 Edizioni Egea


L'autrice

Giovanna Gabetta si è laureata in ingegneria nucleare nel 1975 e da allora lavora nella ricerca industriale, nel campo della metallurgica e della stabilità dei materiali metallici. Ha al suo attivo circa un centinaio di pubblicazioni scientifiche su riviste specializzate e di interventi e congressi, in Italia e all’estero. Più di recente, ha cominciato a interessarsi di organizzazione del lavoro e dei problemi delle donne che lavorano in ambienti maschili. Nel 1998 ha pubblicato, insieme a Valeria Fieramente, il libro Sesso, amore e gerarchia. Sposata con un ingegnere, ha tre figli. Nessuno di loro studia ingegneria.


Di Grazia Casagrande


5 marzo 2004