NARRATIVA ITALIANA

Barbara Garlaschelli
Sorelle

"La sera prima Amelia e Virginia lo avevano invitato a bere qualcosa dopo che era rientrato dal giro in città, in quella specie di rito che mettevano in scena per lui da alcune settimane e a cui si era prestato volentieri. Vederle affaccendarsi attorno a sé gli dava un senso di euforia."

Un romanzo volutamente claustrofobico, una vicenda che, pagina dopo pagina, crea un'atmosfera densa di angoscia, di paure inconfessabili e di desideri altrettanto indicibili. Barbara Garlaschelli è davvero abile nel costruire personaggi enigmatici, difficili da inquadrare secondo canoni tradizionali, nei confronti dei quali è quasi impossibile provare un'istintiva simpatia. Come nella realtà, così nell'esasperazione romanzesca, non esiste una netta distinzione tra bene e male, spesso anzi intenzioni positive conducono ad azioni riprovevoli e producono un eccesso di dolore negli altri. Ugualmente certi luoghi oscuri dell'anima, certe colpe lontane soffocate nel fondo della coscienza possono condizionare tutta la vita e impedire un'autentica libertà d'azione e di scelta. Così il peso di un'infanzia infelice, l'assenza di un rapporto familiare affettivamente caldo, il ricordo della fuga del padre, della malattia oscura della madre, del suo suicidio, del tragico "incidente" che ha provocato la morte di una piccola amica, rendono, in maniera diversa, le sorelle protagoniste del romanzo, due donne infelici e asociali. Il dolore e la solitudine le ha strette in una specie di legame indissolubile che neppure una passione amorosa (l'unica che entrambe si sono concesse nella loro vita) può rompere. L'uomo, l'oggetto del loro desiderio e della loro vendetta, che credeva di poter sperimentare su di loro il gioco a lui noto della seduzione, si ritrova invece inaspettatamente vittima di una perversione che lo travalica.
La conclusione del romanzo, che appare a un certo punto aprirsi a un lieto fine consolatorio, riconduce al tema centrale: certi legami sono patologicamente forti e indissolubili, se il collante poi è dato dal senso di colpa non è possibile vedere nessun elemento estraneo capace di spezzarlo.
Il piano narrativo che passa dalla descrizione dei fatti al monologo interiore, senza soluzione di continuità, rende efficacemente la contraddittoria esplosione di sentimenti e di riflessioni dei vari personaggi, così che il lettore riesce a seguire il percorso, logico nella sua follia, che accompagna azioni e pensieri.

Sorelle di Barbara Garlaschelli
177 pag., Euro 13,50 - Editore Frassinelli (Narrativa)
ISBN: 88-7684-780-4

Le prime righe

Uno

Non riesce a muoversi né a gridare. Qualcosa lo tiene inchiodato a terra. Nonostante gli sforzi, le gambe e le braccia restano immobili. I muscoli sotto sforzo tirano e spingono, si flettono e si tendono, senza risultato. La cosa più terribile, però, è non poter gridare. L'urlo sale dallo stomaco, scivola per la gola e si raccoglie in bocca. Ma tutto ciò che è in grado di produrre è un irritante lamento da gatto. Il cuore galoppa nel petto e il sudore scende a grosse gocce lungo le tempie. Deve urlare. Deve chiamare aiuto. Deve...

Dario spalancò gli occhi di colpo e lo accolse la penombra.
Inspirò ed espirò fino a che il respiro tornò a farsi regolare. Abbracciò l'intera stanza con una sola occhiata. La testa gli scoppiava. Erano i suoi occhi a guardare, ma non riusciva a sentire. La sensazione di vivere era come evaporata. Il cervello, trasformato in una macchina da presa, passava in rassegna le immagini aride di emozioni.
C'era odore di caldo e sudore. Chiuse gli occhi e si sforzò di immergersi in sé stesso.

© 2004 Edizioni Frassinelli


L'autrice

Barbara Garlaschelli, milanese, si è occupata di testi teatrali e letteratura per ragazzi. Diversi suoi racconti sono apparsi su varie antologie. Tra le voci più interessanti della nuova narrativa noir italiana, ha pubblicato Ladri e barattoli, O ridere o morire, Sirena, Nemiche e Alice nell'ombra.


Di Grazia Casagrande


27 febbraio 2004