NARRATIVA STRANIERA

Penelope Fitzgerald
La casa sull'acqua

"« ...Tu sai benissimo che noi due siamo della stessa razza, Nenna. Per noi è giusto vivere dove viviamo, tra terra e acqua. Tu, mia cara, sei mezza innamorata di tuo marito, poi c'è Martha che è per metà bambina e per metà ragazza. Richard che non riesce a rinunciare a essere per metà della marina, Willis che è mezzo artista e mezzo scaricatore di porto, una gatta che è mezza viva e mezza morta...».
Si fermò prima di descrivere se stesso sempre che avesse avuto l'intenzione di farlo".

Lord Jim, Maurice, Dreadnought e Grace sono i protagonisti di questo romanzo di Penelope Fitzgerald. Non pensate però di trovarvi di fronte a personaggi in carne e ossa, stiamo parlando di imbarcazioni riadattate ad abitazioni, che popolavano le rive del Tamigi negli anni Sessanta. La loro struttura rispecchiava in parte il temperamento delle persone che ospitavano: la Lord Jim, solida, immacolata, ordinata, ben equipaggiata, rifletteva il rigore e la precisione di Richard. Le decorazioni eccentriche della Maurice e la sua ampia stiva, adibita a deposito di beni rubati dall'amico Harry, rivelavano la stravagante personalità di Maurice, il suo buon cuore, la sua incapacità di rifiutare favori agli amici. La Dreadnought, "una povera, vecchia chiatta rimasta a galla per più di sessant'anni", era una sorta di alter ego del pittore Willis, un uomo che non amava i cambiamenti, non aveva mai sentito la necessità di badare al suo aspetto fisico e alla sua salute, così come di apportare modifiche alla sua imbarcazione. Era convinto che "il corpo doveva ripararsi da solo o smettere di funzionare", e questo fu proprio quello che accadde alla sua imbarcazione: a causa della marea affondò. La Grace infine era una barca trascurata, disordinata, proprio come Nenna dopo essere stata abbandonata dal marito. Scopriamo il legame indissolubile che si è instaurato tra i personaggi e i loro battelli attraverso un gioco narrativo dell'autrice che spesso sceglie di scambiarne i nomi, come se tra cose e persone non vi fosse più distinzione.
Ma Richard, Maurice, Willis e Nenna sono accomunati anche da un'altra caratteristica: l'incapacità di prendere una decisione definitiva circa il proprio futuro. L'incertezza è tipica della loro condizione, del fatto di "non essere né di terra né di acqua", definizione ripetuta diverse volte nelle pagine del romanzo. Ogni scelta porta inevitabilmente con sé molta sofferenza e nasconde risvolti negativi. Quando Willis decide di abbandonare il Battersea Reach e vendere la Dreadnought per andare a trascorrere il resto dei suoi giorni nella casa della sorella, l'imbarcazione affonda. Quando Nenna si reca dal marito per cercare di ricucire il loro rapporto, incrinatosi soprattutto a causa del disaccordo su dove andare a vivere, riceve solamente umiliazioni e offese... Resta l'amicizia a riscaldare il cuore di questi personaggi, confinati nelle loro fredde imbarcazioni, ma sempre pronti ad aiutarsi e a sostenersi nelle situazioni più complicate. E Penelope Fitzgerald fa di Maurice il portavoce di questo sentimento. "La sensibilità lo minacciava adesso, poiché quello che Maurice non era stato in grado di sopportare era la vista del Reach che si svuotava. La Dreadnought, il Lord Jim, ora la Grace. Maurice, per il suo lavoro, conosceva troppe persone, piuttosto che troppo poche, ma davanti alla visione di una vita senza amici, si mise a sedere col whisky nel buio".

La casa sull'acqua di Penelope Fitzgerald
Titolo originale: Offshore
Traduzione di Masolino D'Amico
189 pag., Euro 9,00 - Edizioni Sellerio di Giorgianni (La memoria n. 572)
ISBN: 88-389-1818-X

Le prime righe

1

« Dobbiamo pensare che Dreadnought sta chiedendo a tutti noi di fare qualcosa di disonesto ? », domandò Richard.
Dreadnought annuì, lieto di essere stato capito così facilmente.
« Solo per arrivare a una vendita. Sembra l'unica soluzione per il mio problema. Se tutti i presenti sono d'accordo a non accennare alla mia falla principale, o piuttosto a non sollevare la questione della mia falla principale, a meno che non vengano fatte delle domande precise in proposito».
«Di fatto, tu vorresti che noi dicessimo che la Dreadnought non imbarca acqua?», chiese Richard pazientemente.
«Messa così è eccessiva».
Tutte le riunioni dei proprietari di barche, per via di un moto naturale come le maree stesse, avevano luogo sul dragamine convertito di Richard, classe Ton. La Lord Jim, rimprovero ai dilettanti di cui questi erano ben consci, in immacolata, costantemente rinnovata vernice grigia, eclissava le altre imbarcazioni ed era di un tonnellaggio quasi doppio, allo stesso modo in cui Richard, nel suo decente blazer blu scuro, dominava la riunione stessa.

© 2003 Edizioni Sellerio


L'autrice

Penelope Fitzgerald (1916-2000), laureatasi a Oxford nel 1939, ebbe varie esperienze di lavoro e di vita, fra l'altro il giornalismo e la storia dell'arte. Iniziò a scrivere opere narrative all'età di sessant' anni. Quasi tutti i suoi romanzi hanno vinto premi prestigiosi fra cui il Booker Prize. Fra i suoi libri ricordiamo Il fiore azzurro (1998), Il cancello degli angeli (2001), Il fanciullo d'oro (2000) e Voci umane (2003).


Di Michela Pizzi


27 febbraio 2004