MUSICA E DINTORNI

Rudolf Arnhein
La radio, l’arte dell’ascolto
e altri saggi

“La musica così entra nel mondo delle cose, il mondo sprofonda nella musica, e la nuova realtà creata dal pensiero ci si offre in tutta la sua audacia, con più immediatezza, oggettività e concretezza che non nel libro o sulla carta stampata; e cose finora solo pensate e descritte sembrano materializzarsi ed apparire nella loro concreta presenza.”

Un classico ormai degli studi di comunicazione questi saggi di Arnheim hanno una eccezionale capacità anticipatoria, tanto che pur essendo nati quando la radio era ancora agli albori (il 1936 è l’anno della loro prima edizione) riescono a cogliere alcuni dati di assoluta attualità fissando elementi costanti della scienza della comunicazione.
Come viene indicato nella Prefazione da Emilio Garroni, Arnheim non si è “mai accontentato di inquadrare e descrivere … i fenomeni artistici”, piuttosto si è sforzato di “comprenderli, nello stesso tempo, nella loro possibilità o pensabilità, nella loro interna connessione con l’esperienza in genere e, quindi, con la cultura nelle sue più diverse manifestazioni, artistiche e no”.
La radio apparve così (dice Abruzzese nella Postfazione) una “via d’uscita dai vincoli della percezione visiva”, fuga dalle “leggi” imposte dal mondo fisico allo spirito dell’uomo, mostrando il mondo così com’è, cioè come appare e non come è interiormente sentito. Ma ciò che appare può anche ingannare e soprattutto chiudere gli orizzonti, impedire alla mente, come dichiara Arnheim di “attraversare lo spazio e il tempo” e di raggiungere “le forme libere, svincolate da ogni oggettività”.
Altro elemento di grande modernità di questo autore e, in particolare, di questo saggio, è l’intuizione dell’enorme importanza dei mezzi di comunicazione come rappresentazione della vita quotidiana.
Si può così concludere che è facile, per chi ne ha la lucidità intellettuale, saper cogliere in un dato sociale del momento l’importanza che nel futuro potrà assumere e soprattutto saper osservare il peso culturale che sempre più hanno le trasformazioni dovute alle nuove tecnologie.

La radio, l’arte dell’ascolto e altri saggi di Rudolf Arnheim
Prefazione di Emilio Garroni, postfazione di Alberto Abruzzese
Pag. 255, euro 18,00 - Editori Riuniti (White Box)
ISBN 88-359-5448-7

Le prime righe

Una nuova introduzione (1978)

Questo libro sui problemi artistici e percettivi posti dalla radiofonia fu scritto, come del resto il mio libro precedente sul film muto e gli esordi del film sonoro, in un periodo in cui l’argomento sembrava aver fatto il suo tempo. Non c’è dubbio che anche qui si parla molto di possibilità future, ma nei primi anni ‘30 si aveva l’impressione che la radio appartenesse al passato. La televisione — si diceva — avrebbe quanto prima completato l’arte uditiva, aggiungendo l’immagine, e la radio avrebbe quindi perso quella virtù della cecità di cui avevo tanto fatto gli elogi. Al tempo stesso il film sembrava impedire, con il parlato, che le notevoli possibilità dell’immagine si sviluppassero ulteriormente e il suo uso simbolico, artisticamente cosi prezioso e dovuto alla limitatezza dei mezzi espressivi, sarebbe divenuto superfluo e impossibile da praticare. Forse sceglievo cosi i miei argomenti perché, per temperamento, ero attaccato alle cose antiquate e sorpassate. Nei decenni successivi alla pubblicazione dei due libri, invece, si è potuto constatare che tanto il suono senza l’immagine quanto l’immagine senza suono corrispondono a un autentico bisogno umano. Questo bisogno ha fatto valere i suoi diritti anche dopo che le produzioni di tipo più popolare si sono conquistate, alla televisione e nel film sonoro, una più completa presenza percettiva. La musica e la parola umana possiedono una loro completezza; e lo stesso vale per l’immagine in movimento.

© 2003 Editore Edizioni Riuniti


L'autore

Rudolf Arnheim, laureatosi in Psicologia sperimentale all’Università di Berlino, ebbe come suoi maestri i fondatori della scuola della Gestalt: Wertbeimer, Kohler e Lewin. Trasferitosi negli Stati Uniti, ha insegnato Psicologia dell’arte al Sarah Lawrence College di Bronxville (New York). Tra i suoi ultimi volumi tradotti in italiano Pensieri sull’educazione artistica, La dinamica della forma architettonica, Entropia e arte, Arte e percezione visiva. Nuova versione.


Di Grazia Casagrande


20 febbraio 2004