NARRATORI ITALIANI

Valerio Massimo Manfredi
L’isola dei morti

“Barrese si voltò e quasi lasciò cadere il vassoio con le tazzine: davanti a lui, appoggiato su una pila di libri, c’era un teschio umano, nero come la pece, che sembrava guardarlo con le sue occhiaie vuote.”

L’isola dei morti è l’ultimo lavoro letterario di Valerio Massimo Manfredi. Si tratta indubbiamente di un’opera minore di questo autore, reso celebre, prima, dalla sua partecipazione a molte campagne di scavo nelle sue vesti di topografo del mondo antico e dal ruolo di docente universitario, e popolare poi grazie al serial di narrativa “Aléxandros” e alla trasmissione televisiva “Stargate. Linea di confine” trasmessa da La7. Siamo ormai abituati ad aspettarci dai suoi romanzi un viaggio a metà tra la ricostruzione fedele del tempo in cui sono ambientati e la fantasia di un narratore completo. In questo caso ci troviamo in mano un racconto lungo, che ancora una volta ripercorre la strada della storiografia, dell’indagine, dell’avventura. E il viaggio riparte verso il fondo del mare e l’archeologia navale: un relitto affascinante e misterioso viene ritrovato nelle acque dell’isola di San Marco in Boccalama. Una società inglese decide di sovvenzionare i lavori di recupero. Si tratta di una nave deliberatamente affondata praticando fori nello scafo in cui giacciono i pochi resti di un uomo: perché? E perché il fondale è ricoperto di teschi e pezzi di scheletri? La risposta a queste domande si intreccia con un giallo legato al ritrovamento di una pergamena, illegalmente sottratta e nascosta durante i caotici lavori di scavo tra fango e melma. La scoperta di una mappa incisa a graffito nel legno del paramezzale rende ancor più intricata la vicenda e al tempo stesso scatena ulteriormente l’interesse degli studiosi. A condurre l’indagine, infatti, sono esperti come Lucio Masera, topografo come l’autore, Rocco Barrese, filologo romanzo, Alberto Fossa e Stefano Marras, che dall’alba al tramonto con le mute intrise di fango scavano per far emergere il relitto, il paleografo (e mago dell’informatica) Agostino Fanti... Quando tutti insieme decidono di risalire alla radice del mistero non sanno ancora quale straordinaria scoperta sembra aspettarli dietro l’angolo. E neppure il lettore può immaginare cosa potrebbe nascondersi tra gli scheletri degli appestati gettati in laguna durante l’epidemia del 1348...

L’isola dei morti di Valerio Massimo Manfredi
93 pag., Euro 8.00 – Edizioni Marsilio
ISBN 88-317-8231-2

Le prime righe

Quale ne l’arzanà de’ Viniziani
bolle l’inverno la tenace pece
a rimpalmare i legni br non sani.

«Mi sono venuti in mente quei versi dell’Inferno appena ho visto quel relitto, non so perché, anzi, lo so benissimo. Siamo a Venezia, o in ogni caso non molto distante, sul fondo della laguna a poche spanne dalla superficie c’è una nave risalente al quattordicesimo secolo, lunga una trentina di metri, che gli archeologi stanno liberando dal fango che la ricopre, e il fasciame comincia a riapparire... Uno spettacolo, ti assicuro, una tecnica costruttiva formidabile, una perfezione nelle connessure che faceva pensare a un violino, non allo scafo di una galea. Stavano liberando la scassa dell’albero: c’era ancora la stoppa tutto attorno e le zeppe per fissarlo... »
Lucio Masera si accalorava mentre descriveva ciò che aveva visto durante la sua immersione nelle acque non proprio limpide di San Marco in Boccalama e il suo amico Rocco Barrese lo ascoltava con grande interesse. Barrese era un filologo romanzo che insegnava letteratura medievale a Ca’ Foscari e che aveva pubblicato un importante studio sulle fasi compositive della Divina Commedia, suscitando anche una certa polemica negli ambienti degli specialisti.

© 2003 Edizioni Marsilio


L'autore

Valerio Massimo Manfredi, topografo del mondo antico, ha preso parte a numerose campagne di scavo e a spedizioni scientifiche in Italia e all’estero. Ha insegnato in molte università italiane e straniere e attualmente insegna archeologia classica all’Università Bocconi di Milano. Come antichista collabora a “Panorama” e al “Messaggero”. Per “La7” è autore e conduce la trasmissione “Stargate. Linea di confine”.
Ha tradotto e commentato l’Anabasi di Senofonte e ha pubblicato numerosi articoli e saggi, tra cui La strada dei Diecimila, Gli etruschi in Val Padana (con Luigi Malnati), Mare greco e I greci d’Occidente (con Lorenzo Braccesi), I celti d’Italia (con Venceslas Kruta). Dei suoi romanzi si ricorda: Polladion, Lo scudo di Talos, L’Oracolo, Le paludi di Hesperia, Storie di inverno con Giorgio Celli e Francesco Guccini, La torre della solitudine, Il faraone delle sabbie. Sono seguiti la trilogia Alèxandros, tradotta in tutto il mondo, Ghimaira, L’ultima legione e, recentemente, Il tiranno.


Di Giulia Mozzato


20 febbraio 2004