NARRATORI ITALIANI

Valerio Aiolli
Fuori tempo

“Lei rilesse alla mutevole luce del fuoco la dedica che lui le aveva scritto sul frontespizio umido del libro su Botticelli: “La musica dopo la musica è come restare a una festa quando quasi tutti se ne sono andati: dolcemente eccitante. Alla mia dolce eccitazione. Carlo”. Pensò che tutto sommato avrebbe preferito se si fosse firmato Del Pozzo. E che era una dedica troppo sdolcinata per i suoi gusti.”

Amore e terza età: un binomio che furoreggia anche al cinema, a segno dell’interesse del grande pubblico per un tema d’attualità, destinato a far sognare la nostra società in via d’invecchiamento. Emma e Carlo, i protagonisti del romanzo di Valerio Aiolli Fuori Tempo, non sono Diane Keaton e Jack Nicholson, ma due professori – lei di liceo, lui d’università – alla vigilia della pensione, che pensano di non avere davanti a sé che frammenti di vita non più incollabili. Lui, vedovo e deluso dal figlio, vive con la sorella nubile; lei, separata dal marito, deve gestire due figlie e tre nipotini spesso in rotta di collisione. La loro conoscenza comincia con uno scontro, ma ciascuno dei due scopre poi che l’altro è la risposta alla subdola insoddisfazione che li tallonava, e iniziano un rapporto che un po’ li consola e un po’ li mette a disagio. Se al centro del romanzo c’è la storia di questa coppia “fuori tempo”, attorno si disegna un dinamico mondo intergenerazionale: l’infanzia confusa dei nipotini alle prese con le famiglie aperte, l’adolescenza delusa degli allievi cui la scuola non dà motivazioni, la giovinezza attardata dei figli che non vogliono o non sanno crescere. La decisione di Emma e Carlo di vivere insieme rimescola le carte mettendo in luce conflitti occulti: la prova finale di saggezza starà nel compresso.
Volendo sottolineare la coralità del romanzo, Valerio Aiolli con il compiacimento dello sperimentatore alterna le voci narranti, alternando anche descrizione e introspezione mediante il passaggio dalla terza alla prima persona. È la sua implicita risposta a chi dà il romanzo per morto: finché c’è sperimentazione, c’è vita, anche se da laboratorio.

Fuori tempo di Valerio Aiolli
Pag.247, euro 15,00 - Edizioni Rizzoli
ISBN 88-17-00088-4

Le prime righe

Del pozzo

“Cioè?” dice la laureanda col piercing a forma di cono sotto il labbro inferiore.
Da dieci minuti lui cerca di farle capire che quei primi sei capitoli su otto della tesi su “Economie di scala nell’effimero: il caso Bimbo” vanno un po’ ripensati. Ci vuole un sovrappiù di riflessione. E lei gli dice: “Cioè?”
È la sua ultima studentessa prima del pensionamento e lui vuole lasciare un bel ricordo. Una tesi fatta bene. Sa che nessuno ci farà troppo caso, che finirà a impolverarsi come le altre decine e decine di tesi che ha curato nella sua lunga carriera. Ma vuole lasciare un bel ricordo. Soprattutto a se stesso.
Per quando mi capiterà di ripensarci.

© 2003 Edizioni Rizzoli


L'autore

Valerio Aiolli è nato a Firenze nel 1961 dove vive. Suoi racconti sono apparsi su "Nuovi Argomenti". Ha pubblicato la raccolta di racconti Male ai piedi, il romanzo Io e mio fratello e Luce profuga.


Di Daniela Pizzagalli


20 febbraio 2004