MUSICA E DINTORNI

Giorgio Pestelli
Gli immortali
Come comporre una discoteca di musica classica

“Questa guida potrebbe servire anche come una specie di Libro d’ore, da consultare quando il desiderio di musica s’ingrana nella realtà quotidiana d’impressioni momentanee, gravitazioni dell’umore, ricorrenze annuali, influssi stagionali, o in altre cose o sentimenti in cui la musica si rivela una insostituibile compagna di vita. Dischi quindi sopra tutto da ascoltare e riascoltare, più che possedere con il puntiglio del collezionista.”

Chi ha avuto la fortuna di avere Giorgio Pestelli come docente (insegna Storia della Musica alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino) sa che è uno studioso dotato di notevole capacità divulgativa e una rara predisposizione alla sintesi che ne fanno un maestro straordinario. Alcuni, invece, l’avranno conosciuto attraverso gli scritti di critica apparsi su La Stampa, in particolare nelle pagine di Tuttolibri. Sono proprio quei testi, essenziali ma straordinariamente completi, dedicati a “un ipotetico lettore digiuno di musica classica” a essere finalmente raccolti nel volume dal significativo titolo Gli immortali. Chi meglio di lui potrebbe indicare quali siano i tasselli indispensabili per creare una discoteca di musica classica? Come scrive lo stesso Pestelli nella Prefazione, “il panorama è essenzialmente quello dei classici intesi come autori di composizioni ormai fuori del tempo, che valgono in se stesse, sciolte da ogni considerazione di evoluzione o di progresso”. Sfogliando il volume incontriamo via via opere che amiamo: ognuno di noi avrà le sue preferite e sarà lieto e curioso di leggere la scheda critica che le riguarda, ma ognuno scoprirà anche note interessanti su lavori poco conosciuti o addirittura mai ascoltati. Se molte pagine sono dedicate a Beethoven, Rossini, Chopin, Haydn, Bertok, Monteverdi, Bach (solo per citarne alcuni) e alle loro composizioni più celebri, sfogliando tutto il volume potremo incontrare sia opere meno famose dei medesimi autori che nomi assai meno popolari: Wozzeck di Alban Berg, Songs di John Dowland, i Quartetti per archi di Leós Janá_ek, i Mottetti di Jean- Baptiste Lully, l’Inno a Santa Cecilia di Benjamin Britten, la sinfonia Mathis der Mahler di Paul Hindemith.
Nel libro Pestelli ha modificato l’ordine secondo cui gli articoli erano apparsi sull’inserto settimanale de La Stampa, “alternando epoche e generi (sinfonie, oratori, opere teatrali, musica da camera, vocale, per pianoforte) in modo che anche una lettura continua presentasse segmenti di qualche interesse”. Un dettagliato indice elenca per ogni autore tutte le opere presentate, anche se sparse in vari punti del volume.
Com’è tradizione all’interno delle schede critiche Pestelli segnala anche la esecuzioni suggerite, “su cui naturalmente si potrebbe discutere all’infinito, essendo l’interpretazione musicale la vita in atto dell’opera, da fare ogni volta da capo”.

Gli immortali. Come comporre una discoteca di musica classica di Giorgio Pestelli
VII-225 pag., Euro 9,00 - Editore Einaudi, 2004 (Einaudi tascabili. Saggi n. 1191)
ISBN: 88-06-16788-X

Le prime righe

Prefazione

Raccolgo in questo libro gli articoli della rubrica settimanale che per quattro anni, con il titolo sonante di Immortali, ho tenuto su «Ttl», il supplemento di cultura e tempo libero de «La Stampa». L’idea della rubrica è stata di Gianni Riotta, che mi ha messo di fronte un ipotetico lettore digiuno di musica classica, ma desideroso di farne esperienza, cui fornire una traccia per formarsi una discoteca essenziale; a questo personaggio mi sono affezionato in astratto, via via che ogni settimana gli somministravo il titolo di un disco tolto a un patrimonio di opere come si dice irrinunciabili, quelle che non si possono non conoscere per un orientamento nel continente della musica classica. Mentre procedevo, ecco arrivare sul tavolo, o comparire dentro lo schermo del mio pc, informazioni, integrazioni e precisazioni, che sostituivano l’ipotetico lettore senza un disco con un coro di competenti: molto più addentro di me in materia discografica, che appartengo a una generazione che ha imparato la musica suonando il pianoforte e che ha sempre considerato il disco (78 giri, long playing, compact disc) come un complemento all’esperienza della musica «dal vivo». E tuttavia: anche in tempi di diffusa competenza e di minute catalogazioni, questa raccolta continua a sembrarmi utile perché, al di là della costituzione della discoteca elementare, mi è venuto spontaneo, consigliando una certa opera musicale, cercare d’individuarla in pochi tratti comprensibili a tutti, recepibili all’ascolto, e quindi farne un pretesto per un modo generale di ascoltare la musica; confortato in ciò dalle dichiarazioni di alcuni lettori, di aver ricevuto dalle mie schede sabatine conferme, sorprese e persino qualche scoperta, anche su musiche che già conoscevano.

© 2004 Edizioni Giulio Einaudi


L'autore

Giorgio Pestelli (1938) insegna Storia della musica alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino ed è critico musicale del quotidiano «La Stampa». Ha pubblicato studi sulla musica del Settecento e sul periodo classico e romantico occupandosi anche di storia dell’opera e di storia della critica musicale. Dal 1982 al 1985 è stato direttore artistico dell’Orchestra Sinfonica della Rai di Torino. Ha pubblicato Canti del destino. Studi su Brahms («Saggi», Premio Viareggio 2001).


Di Giulia Mozzato


20 febbraio 2004