IL MONDO MODERNO

Owe Wikström
La dolce indifferenza dell’attimo
Elogio della lentezza

“Forse la quotidianità viene sottovalutata. Ci si lascia sedurre – e sfinire – dallo scintillio mediatico. Si crea l’illusione che si comincerà a vivere in qualche momento del futuro (quando si avrà tempo o disponibilità economica). Il presente raramente viene apprezzato.”

“Questo libro tocca due facce della stessa medaglia: la gioia di vivere e una conoscenza profonda, le più gravi lacune del nostro tempo. Davanti a entrambe occorre fermarsi, frenare”... Non si tratta di un manuale, non troverete in queste pagine risposte assolute o metodi da seguire pedestremente. Piuttosto potrete incontrare spunti, idee e osservazioni che l’autore ha raccolto nel corso degli anni e che possono rivelarsi utili per fermarsi e riflettere sulla nostra quotidianità. Qual è il senso di un’esistenza spesa interamente alla ricerca di qualcosa di diverso da ciò che già si possiede? Ansia e irrequietezza caratterizzano tutte le persone che non sono riuscite a ritagliarsi quello spazio tutto per sé adesso e non domani, “quando avrò tempo”: perché con il passare degli anni ci si accorge che quel domani non verrà mai e che una vita impostata su certi ritmi (ed esigenze correlate) non si potrà mutare in qualcosa di diverso. “Il pensiero che si possa aspettare a vivere la propria vita fino al giorno in cui si avrà tempo è seducente, ma traditore”. Naturalmente la società non è priva di responsabilità in questo senso, ma è proprio la coscienza di un tale, ingombrante elemento condizionante a rappresentare il primo passo verso il suo superamento. Leggiamo qua e là i titoli dei paragrafi: i miti dell’essere giovane e del successo; l’importanza di oziare; elogio della pigrizia; l’impegno a rimanere dilettanti; l’inquietudine esistenziale; l solitudine positiva; la lettura riflessiva; coltivare lo spirito: è possibile? Queste sono le “fermate” iniziali del percorso dell’autore, quelle che scandiscono la prima parte del volume e fanno da introduzione alla seconda, impostata in una direzione un po’ differente. Infatti con “Viaggi interiori ed esteriori” (il titolo della seconda parte) l’autore intraprende un vero e proprio pellegrinaggio in diverse tappe: da “Budapest a novembre”, dove si trova ad approfondire tematiche fondamentali come l’assurdità della vita e il senso della morte, a “San Pietroburgo a marzo”, viaggio dedicato alla scoperta di Dio e del sacro, fino ad “Assisi a maggio”, dove si chiude il percorso iniziatico verso l’equilibrio interiore con spunti sulla gioia di vivere, le regole spirituali e l’alto valore del silenzio.

La dolce indifferenza dell'attimo. Elogio della lentezza di Owe Wikström
Titolo originale: Långsamhetens
Traduzione di Monica Corbetta
222 pag., Euro 14,50 - Editore Longanesi (Il Cammeo n. 412)
ISBN: 88-304-2061-1

Le prime righe

INTRODUZIONE

Sulla quotidianità

UN mattino dal parrucchiere mi capita di sfogliare una rivista. Pagine patinate piene di bella gente. Riconosco le firme della moda: Armani, Gucci, indicatori di successo. Abiti nuovi, scarpe lucide. Giovani corpi, visi dagli zigomi sporgenti, persone sprofondate nelle poltroncine degli aerei. Larghi sorrisi. Bocche dai denti bianchi e forti, il tintinnio del ghiaccio nei bicchieri di whisky quando l’aereo si sposta rombando sulla pista, pronto al decollo. E io mi chiedo: cosa si cela dietro quei visi abbronzati?
Appoggio la rivista e guardo fuori verso la strada. Una mamma spinge una carrozzina sul marciapiede. Cammina lentamente e sorride al piccolo che si allunga verso di lei. Uno studente le passa accanto pedalando su una vecchissima bicicletta da donna. Fischietta. Un anziano signore passeggia con il suo cane spelacchiato. Sembra stia amabilmente conversando con il cagnolino mentre aspettano il verde. Un sorriso, un fischio, una conversazione con un cane.
Nella città che si risveglia tutto sembra come al solito. La mattina qualcuno ha sicuramente accarezzato una guancia dicendo: «Riguardati oggi, ci vediamo ». Un papà ha osservato dalla finestra il proprio figlio allampanato andare a scuola e ha pensato: «Come corre il tempo, solo ieri lo accompagnavamo all’asilo ». Una donna è rimasta seduta in un caffè e ha telefonato a un’amica. E questa sera qualcuno chiederà: « Come va?» e i più risponderanno senza rifletterci troppo: «Bene, grazie, come al solito ».

© 2004 Edizioni Longanesi


L'autore

Owe Wikstrom è professore di Psicologia della religione presso la facoltà di Teologia dell’università svedese di Uppsala. Ha pubblicato numerosi volumi su argomenti riguardanti la fede, la concezione della vita, la musica e la letteratura.


Di Giulia Mozzato


13 febbraio 2004