I libri di Antonello Dose sono ordinabili presso Internet Bookshop


Antonello Dose

Il binomio vincente Dose-Presta continua a mietere successi tra radio e televisione. È sempre in onda la mattina su Radio2 il mitico programma Il Ruggito del Coniglio e contemporaneamente da poco è ripartita la divertente trasmissione televisiva Dove osano le quaglie, sempre "gestita" dall'ironica e intelligente coppia di autori-attori-presentatori. Ancora insieme a Presta, Antonello Dose ha scritto sceneggiature per fiction Tv, libri e testi teatrali per personaggi come Enrico Montesano, Fabio Fazio, Simona Marchini, Tullio Solenghi... una fucina inesauribile di idee. Chi meglio di lui, dunque, può suggerirci letture interessanti e curiose?

Che tipo di lettore sei?

Disordinato. Passo da Saul Bellow all'Uomo Ragno. Credo però che sia fondamentale nella lettura non incanalarsi in un genere preciso. Passo dal romanzo al saggio, di cui magari non ho nessuna competenza, al fumetto. Spilucco e rubo da tutte le parti, cosa che peraltro mi serve anche professionalmente. C'è quindi una sorta di curiosità e di avidità di lettura a 360 gradi.

Autori preferiti?

Calvino e Flaiano.

Quali tempi di lettura riesci a ritagliarti?

I più disparati. Generalmente la sera, la classica lettura che ti porta al crollo. Gli unici momenti liberi sono quelli, dopo le 10 di sera, per una lettura notturna.

Quali sono stati i tuoi libri di formazione?

Ho letto molta letteratura per l'infanzia e mi ricordo in particolare il papà di Tarzan, Edgar Burroughs, che per certi aspetti può essere considerato un Salgari di serie B, con un certo fascino. E poi ho seguito la trafila classica: I ragazzi della via Pal e Cuore. Il primo libro che mi ha fatto sentire un po' più grande è stato Il giovane Holden. Un libro che da principio mi era stato imposto e quindi l'ho letto con un certo fastidio, atteggiamento tipico dell'adolescente che legge un libro consigliato fortemente da un adulto... e invece ho scoperto essere incredibile. Quel libro ha rappresentato il salto dalla lettura infantile alla lettura un po' più matura. Si tratta di un testo importante che consiglierei a mia volta.

Riesci a seguire le novità editoriali?

Sì ma mi infastidiscono. È difficile che io legga un libro che è sulla cresta dell'onda in quel momento. In genere i libri li leggo due anni dopo: tutto ciò che è moda un po' mi infastidisce. È un mio difetto o un mio pregio, non ho ancora capito.

Ti ricordi un titolo?

Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Mi ricordo che decisi di non leggerlo ma di aspettare. E in generale applico questo parametro alla lettura. Per il resto non ho preclusioni. Leggo anche delle "boiate" terribili, ma è importante anche leggere quelle.

Probabilmente in questo modo applichi ulteriori selezioni ai testi che vuoi leggere...

Sì, in un certo senso sì. Li leggo "postumi" rispetto al successo e secondo me il segreto è questo: leggere fuori dall'ondata emozionale, dalle critiche dei giornali e dal consiglio dell'amico.

Hai mai fatto delle eccezioni?

Mi è capitato con Pennac, bravissimo scrittore. Lo lessi nella fase di grande successo e mi sembrava di fare parte di un rito collettivo, mentre invece la lettura in qualche modo è il contrario.

E allora quali libri ti sono veramente piaciuti negli ultimi tempi?

Un libro di Luca Goldoni intitolato Garibaldi. L'amante dei due mondi, ossia la storia privata di Garibaldi. Al confronto Ridge di Beautiful è un uomo banale, è un geometra del catasto. È stato molto interessante vedere il suo rapporto con le donne, non solo con Anita, la litigiosità e la passionalità... proprio un libro interessante.

Un autore ricorrente nelle tue letture?

Saul Bellow, un autore per tutte le stagioni. In realtà è lo scrittore meno estivo in assoluto, non è sicuramente da leggere sotto l'ombrellone... però secondo me è straordinario.

Cosa ti piace di Bellow?

È un autore che, pur essendo americano, ti colpisce. Generalmente gli autori americani li leggi, li ammiri ma ti sembrano distanti perché raccontano di una realtà lontana dalla nostra, come italiani e come europei. Invece Bellow secondo me, è più vicino al gusto di un europeo e di un italiano soprattutto nel descrivere le psicologie dei personaggi. In realtà parla sempre di Chicago e dell'America, ma nella caratterizzazione è molto europeo. Come nel cinema lo è Woody Allen che finisce per essere più amato in Europa che in America.

In fondo si può dire che ciò che ti attira in un libro è lo stile e il modo di scrivere?

Sì e anche l'ironia.

Leggi autori italiani?

Andrea De Carlo, Alessandro Baricco ... ma non mi coinvolgono troppo.

Mi dici uno scrittore che non leggeresti mai?

Nessuno. Francamente nessuno. È un modo per sbirciare dentro l'anima di chiunque e credo che l'anima di chiunque meriti di essere sbirciata.

Un libro che ti incuriosisce?

Il libro della Mazzantini.

Perché?

Perché era mia compagna di Accademia. Era una bellissima ragazza, molto corteggiata e mi fa una certa impressione sapere che scrive, ma è un mio blocco psicologico, non perché non lo meriti. Sono curioso e sto rimandando per vigliaccheria perché la vorrei ricordare così com'era in Accademia, magari invece potrebbe essere una bellissima scoperta!

Di Piera Passalacqua


30 gennaio 2004