PRIMI ROMANZI

Paola Pitagora
Antigone e l'onorevole

"Aveva abbandonato i mocassini e gli zoccoli per risalire sui tacchi alti. Si era nell'anno 1989 ed era obbligo fasciarsi in costosi tailleur firmati, con la doppia etichetta grande e bene in vista. Le donne, lasciate cadere le rabbie rivendicanti, sprimacciavano uomini un po' spaventati: erano disciplinatamente riapparse giarrettiere, tacchi alti e reggiseno"

Antigone, detta Tina, è una donna sui quarant'anni, nubile, romana, che torna all'amore dopo le solite diserzioni: le storie sentimentali si concludono disertando, infatti, da una parte o dall'altra; in gioventù aveva rinunciato alla sua prima relazione per esserle stata preferita la televisione: consumati tre anni di convivenza con un ex compagno di università, era finito tutto perché alla di lei domanda su che cosa avrebbe gradito per cena, lui non aveva risposto, o meglio, incurante le aveva fatto il gesto di spostarsi perché le ostruiva la visione della rivale, la Tv appunto. Questa volta a tentarla è un politico di sinistra, Sergio, sposato con una moglie dai gusti saffici, Elena, madre di due figli, Camilla e Matteo, avuti da un precedente matrimonio con un archeologo ebreo, il che sarebbe irrilevante se non fosse che Camilla, "occhi dal taglio orientale su un volto ovale" ha un naso "con una leggera gobba (che) ne rivela l'ascendenza ebraica". La passione esplode tra gli amanti, certo lui è un uomo impegnato, con degli ideali, anzi con una missione, traghettare il vecchio granitico PC (per chi non lo ricordasse si tratta del Partito Comunista e non del personal computer) verso le ambigue ramificazioni della Quercia, siamo infatti negli anni della caduta del Muro; ma le ambiguità non finiscono qui, Elena rivuole suo marito, Sergio si lascia "rivolere" ma ovviamente non vorrebbe rinunciare alla quarantenne in disarmo, la quale rappresenta un comodo galleggiante a cui aggrapparsi, per lui che ha famiglia a Milano e impiego politico a Roma. Da qui le accuse scontate di "maritus italicus" lanciate fin dalle prime pagine e ribadite in seguito, alle quali egli non può sfuggire, intrappolato com'è dalla moglie lesbica e dall'amante che scopre alla sua non più verde età di essersi dimenticata di fare un figlio. Il giudizio di uomini simili sembra univoco in tutti i romanzi della modernità, in questo la Pitagora tenta una via nuova, individuando nel surplus erotico che ovunque allaga, affonda, sommerge, l'arcipelago delle relazioni umane, alcune sfumature delicate e cerca di esplorarle, dal versante femminile, il più accessibile alla scrittrice.
Racconto garbato, atmosfere nostalgiche, con il puntiglio dei riferimenti storici, della registrazione evolutiva e involutiva dei costumi, degli avvicendamenti politici, che forse lo rendono il meno inutile tra i molti romanzi inutili che si possono leggere in questo periodo di grande povertà immaginativa. Ci sono luoghi comuni? La trama è scontata? I personaggi sono fin troppo cartacei? Questi non sono difetti letterari se l'intento della nuova scrittrice era di rappresentare la realtà di oggi; il mondo che ci circonda è uno sfacelo di ipocrisie, sembra dire la Pitagora, e si ha l'impressione che sappia ben rappresentarlo.

Antigone e l'onorevole di Paola Pitagora
Pag. 198, Euro 13,80 - Editore Baldini Castoldi Dalai (Romanzi e racconti n. 269)
ISBN 88-8490-407-2

Le prime righe

Tina, quella sera di mezza estate, nel tramonto di un Gianicolo inconsueto: poche centinaia di persone assorte, in silenzio. Un solo grande orecchio a captare il concerto esclusivo di campane proveniente da sessantacinque chiese della capitale per salutare l'anno santo, luna piena, ultima estate del millennio.
Una sposa vestita di bianco attraversava la piazza seguita dal codazzo in ghingheri di amici e parenti, incuranti dell'eccezionalità dell'evento musicale.
"Bacio! Bacio!" grida, applausi, la gente li sbirciava sorridendo. Una piccola monaca seduta sul terriccio pregava, concentrata. Nonostante il passaggio di un aereo o qualche cellulare inopportuno, il concerto cresceva, prendeva forza anche se attutito, soffuso. Quell'ascolto era un guardare lo splendore della città che si abbigliava di luci.

© 2003 Edizioni Baldini Castoldi Dalai


L'autrice

Paola Pitagora è nata a Parma. Attrice di sceneggiati televisivi di successo come I Promessi Sposi e A come Andromeda e di film come I pugni in tasca di Marco Belloccio, ha ottenuto notevoli consensi anche nella sua attività teatrale. Nel 2001 ha pubblicato Fiato d'artista: dieci anni a Piazza del Popolo. Attualmente recita nella fiction Incantesimo su Rai2. Questo è il suo primo romanzo.


Di Alvaro Strada


6 febbraio 2004