PRIMI ROMANZI

Silvia Andreoli
Malvina

"Disse che era inutile mettersi a cercare di inventare visi o intrecci, che se davvero lui sapeva di essere uno scrittore le storie gli sarebbero arrivate, senza comando."

Malvina di Silvia Andreoli rappresenta in realtà il desiderio di raccontare come nasce un romanzo, come nasce la magia della scrittura che ha il potere di dare immortalità alla caducità delle cose e creare senso laddove la realtà lo abbia perso. "Troppe storie girano intorno al nucleo inaccessibile del racconto, inventate forse da quelli che non sanno rispettare i segreti e l'enigma dell'incertezza". Segreto e mistero circondano tutte le figure che popolano queste pagine, che spesso possiedono anche un "nome simbolico" oltre a quello reale. La protagonista, Malvina, viene chiamata anche "Giovane Visitatrice" e il vecchio Gregor è anche "l'Uomo del mare", mentre la vecchia, dalla cui storia tutto ha inizio, sarà sempre e solo "la donna della piazza" così come "il giovane scrittore" è la definizione dell'innamorato di Malvina. Anche la vicenda di Gregor narrata dopo aver consumato l'amore con la Giovane Visitatrice, vera storia nella storia, ha una valenza fortemente simbolica: l'avventura sui mari, i luoghi lontani, la morte in agguato, il sacrificio estremo, sembrano veri nuclei narrativi classici della tradizione del romanzo.
L'atto sessuale sembra significare l'aggancio al reale, il gesto che consola e riporta alla verità delle emozioni, mentre ogni parola, ogni racconto quasi inevitabilmente si trasforma in finzione letteraria. Venezia, un vecchio seduto a un caffè, la morte come conclusione: inevitabile pensare a La morte a Venezia. Qui il tentativo non è possedere la bellezza assoluta, quanto fermare la vita: entrambe le aspirazioni hanno come unico approdo la morte.

Malvina di Silvia Andreoli
141 pag., Euro 12,90 - Editore La Tartaruga (Narrativa)
ISBN: 88-7738-413-1

Le prime righe

I

Tutto era cominciato in un giorno d'autunno, l'anno prima.
Sebbene non si conoscessero, i loro corpi avevano preso a cercarsi e possedersi senz'altro spazio che una passione divorante. E la storia sarebbe proceduta così, per salti e folgorazioni, incontri e separazioni, giungendo a un epilogo che soltanto la fiducia cieca aveva intuito e infine portato a compimento.
C'è un antico monastero diroccato sull'orlo della collina.
Un paesino dimenticato, poche case, molte disabitate.
Aveva appena smesso di piovere, le zolle di terra s'erano fatte scure e melmose.
Era salito, camminando lungo la provinciale che congiungeva la città alla collina, sospinto dal ricordo di un luogo che aveva veduto otto anni prima, al suo arrivo in quella città.
Gli ci volle più di un'ora per trovare il percorso esatto, una stradina sterrata e isolata che s'inerpicava costeggiando le mura.
Faceva molto freddo e un vento gelido sferzava le cime degli abeti e dei lanci, che parevano sibilare o sussurrare, in quel paesaggio quasi irreale, dominato dal silenzio e anche dalla paura.
Quel giorno, più d'ogni altro, il giovane scrittore si sentiva stanco, stremato.

© 2004 Edizioni Baldini Castoldi Dalai


L'autrice

Silvia Andreoli è nata a Verona nel 1970. Vive e lavora a Milano. Nel 2001 ha pubblicato la raccolta di racconti Senza un tempo preciso.


Di Grazia Casagrande


6 febbraio 2004