RACCONTI DELL'ANIMA

Paola Calvetti
Né con te né senza di te
Storia di una passione

"La passeggiata ha inizio tra verticali silenzi. Insolito, per noi. Basterà una parola pronunciata senza l'intonazione che desidero, l'impressione che lui sia distratto da pensieri che non riguardano me, per dare avvio allo stato di patimento. Sequenze che vacillano estranee sullo schermo privato della mia mente".

I fatti di cronaca cruenti attirano sempre l'interesse dei media, che si impadroniscono della storia e inevitabilmente, per far lievitare l'attenzione del pubblico, premono sul tasto del sensazionalismo snaturando l'umanità dei protagonisti. Il divario tra la routine operativa attorno a un caso di omicidio-suicidio a sfondo passionale e i moventi emotivi, remoti e recenti, dello stesso fatto, è al centro del romanzo Né con te né senza di te di Paola Calvetti, giunta alla sua terza prova narrativa. Due sono le voci narranti, due i piani temporali che scandiscono il racconto. Il primo narratore è Francesco, un pubblicitario omosessuale che viene avvisato della tragica fine di una coppia di amici, Nicola e Vera. La donna ha sparato al giovane convivente e poi si è tolta la vita. Francesco segue le indagini, le autopsie, i verbali della polizia e le cronache giornalistiche: dà voce alla disperazione e al risentimento di chi, conoscendo da vicino le persone coinvolte in un fatto di sangue, le sente tradite dal linguaggio burocratico e da quello dei mass-media. L'altra voce è quella di Vera: è la voce del passato, che ripercorre la nascita e l'evolversi di un grande amore che proprio per la sua intensità ha sconvolto due vite. Vera, quasi cinquantenne e amareggiata dal retaggio di precedenti delusioni amorose, non riesce a convincersi che il rapporto con il trentacinquenne Nicola possa durare, nonostante lui si mostri senza incertezze, fino a comprare una casa per viverci insieme. Vera però ha avuto esperienze infantili di abbandono da parte del padre, che tenta inutilmente di esorcizzare nella scrittura, e non riesce a godere del presente perché le sue paure, ingigantite dalla depressione, deformano la realtà fino a renderla letteralmente invivibile. Un noir psicologico che trae dall'alternanza di diversi linguaggi una ben calibrata tensione narrativa.

Né con te né senza di te. Storia di una passione di Paola Calvetti
217 pag., Euro 14,00 - Edizioni Bompiani (Romanzi Bompiani)
ISBN 88-452-0115-5

Le prime righe

FRANCESCO

Stropiccio la carta, friabile come pane secco. Mi chiedo dove trovano le fotografie. Frugano nei cassetti? Mendicano ai famigliari, agli amici o al dirimpettaio? Tentano con quelli della Omicidi? I soli ad avere accesso alla stanza del delitto. Quando non recuperano di meglio, usano quelle della carta d'identità. Decolorate quadrerie di volti senza anima, la foto segnaletica che avrebbe Vera, di fronte e di profilo, al suo ingresso in carcere.
«Me ne dia una qualsiasi, chissà quante ce ne sono in giro, non se ne accorgeranno... »
Li immagino mentre implorano, il viso piegato dilato, il mento proteso da giornalisti d'accatto che baratterebbero quanto hanno di più prezioso per rifilare al caposervizio un trofeo che dia peso alla firma.
Se sta in soggiorno ha un significato: due fantasmi allacciati in una posa che insinua contentezza.
Io li conoscevo così.
Famelici, si appellano al diritto di cronaca senza preoccuparsi di raccontarli con un minimo di decenza.
Perché hanno pubblicato proprio questa e non un ritratto più formale? Vera seduta alla scrivania, lo schermo del portatile acceso dalla radiazione artificiale di un nuovo sogno. Avrebbe reso l'idea non di chi lei fosse ma di che cosa facesse.

© 2004 Edizioni Bompiani


L'autrice

Paola Calvetti giornalista, vive a Milano, dove ha lavorato nella redazione di "La Repubblica". Fino al 1997 è stata capo ufficio stampa del teatro alla Scala. Attualmente è responsabile della comunicazione del Touring Club Italiano. Ha esordito nella narrativa con L'amore segreto a lungo nelle classifiche dei best seller e tradotto in dodici paesi, seguito nel 2000 da L'addio. Romanzo in due atti e un epilogo


Di Daniela Piazzagalli


6 febbraio 2004