IL GIALLO ITALIANO

Marco Bettini
Color sangue

"La luce del giorno gli ferì gli occhi. Quando la vista tornò nitida notò che nel piazzale e davanti ai capannoni lontani non c'era nessuno."

Il romanzo si apre con una scena agghiacciante e si chiude con una sconvolgente rivelazione: eppure non si può dire che le 340 pagine da cui il libro è composto siano prevalentemente condiscendenti con lo splatter o con i colpi di scena sorprendenti. Il maggior pregio di Bettini, e davvero ne possiede più d'uno, è invece la capacità di organizzare una trama complessa con una coerenza narrativa davvero ottima. Si intrecciano infatti più storie parallele che in realtà hanno vari punti di contatto, primo fra tutti il misterioso cadavere straziato con cui si apre il libro. I tre maggiori investigatori sono infatti i personaggi chiave del racconto: il capitano dei carabinieri Pietro Cau, il capo della polizia scientifica Paolo Formino e il cronista Marco Cambi. Proprio a quest'ultimo e alle sue complesse vicende familiari è dato grande spazio: un direttore ricattatorio, un fratello sfortunato, una deliziosa cognata di cui, senza confessarlo, Marco è innamorato. Tutta la vicenda del giornalista è strettamente collegata anche alle diverse traversie dell'ospedale e degli specialisti che vi lavorano. Bettini dimostra una buona competenza dei termini e delle procedure di un intervento chirurgico, così come dell'ambiente medico, e ciò sottolinea la cura del lavoro di scrittura di questo autore che di certo ha curato ogni dettaglio.
La vicenda si colloca in una città (Bologna probabilmente) che vive con difficoltà l'immigrazione massiccia e che soffre tutti i mali della contemporaneità: droga, violenza, razzismo, emarginazione. L'intreccio però non aspira a una funzione "sociologica", ma alla descrizione cruda e realistica della realtà, in altre parole non c'è il riscatto finale, non c'è il buono che rappresenta il modello di comportamento ideale: tutti, assolutamente tutti, sono colpevoli di qualcosa e la giustizia o la legalità non sembrano proprio trionfare. La tensione rimane alta fino all'ultima pagina anche perché la parte finale del romanzo è una rivelazione continua, imprevedibile e spiazzante delle varie vicende narrate.

Color sangue di Marco Bettini
339 pag., Euro 16,50 - Editore Rizzoli, 2003 (Scala italiani)
ISBN: 88-17-87310-1

Le prime righe

I
2000, Novembre

La lama gli apri la pancia da sotto lo sterno fino al pube. Siero e sangue erano colati dentro l'addome. Le budella, trattenute nel loro sacco, furono offese dall'emorragia. Il coltello tagliò di nuovo. Due mani entrarono nel varco, come per strappargli le viscere, e scollarono l'intestino dalla parete muscolare. Sotto, affiorò la carne scura, chiazzata di nero.
Per un caso misterioso, lui era ancora vivo. Nella cavità ristagnava il sangue, che affluiva da ferite profonde. Le mani impietose continuarono a rovistare. Il filo del rasoio colpì ancora, creò dolore e nuovi crateri, rimestò la carne. Le dita frugarono, trovarono il rene sinistro e lo tirarono con forza verso il basso, spezzandolo in monconi. Intensi fiotti di liquido rosso pulsarono, solo per un attimo, e si riversarono sul fondo dell'oscena cavità.
A sacrificio quasi compiuto, il pezzo superiore del rene era rimasto attaccato al peduncolo formato dai principali vasi sanguigni. Il coltello lo tagliò di netto. Dai cavi interrotti la vita fuggiva in fretta. Nel buco spalancato sotto lo stomaco, polpa, muscoli e organi imploravano cecità.
Allora la cavità addominale fu colpita con scariche elettriche.
«Va bene», disse il chirurgo. «L'emorragia si è fermata. Completiamo l'emostasi, mettiamo il drenaggio e chiudiamo.»

Marco chiuse il portone e mentre si girava in direzione della sua auto urtò un ragazzo che stazionava li davanti ogni mattina, da più di una settimana.

© 2003 RCS Libri Edizioni


L'autore

Marco Bettini vive e lavora a Bologna. Ha pubblicato Pentito. Una storia di mafia e ha collaborato ai testi dei programmi Rai "Fuori pericoli", "Ultimo minuto", "Misteri in blu" e "Blu notte". Gioca come centravanti di manovra, del tutto ipotetica, nell'Osvaldo Soriano Football Club, la nazionale di calcio degli scrittori.


Di Grazia Casagrande


6 febbraio 2004