L'ARTE DELLA SCRITTURA

Barbara Pym
Un po' meno che angeli

"Spesso le piccole cose della vita sono tanto più importanti delle grandi, si disse, chiedendosi quanti scrittori e filosofi l'avessero già detto prima di lei; piccoli piaceri, come il cucinare, come la propria casa, le brevi poesie - specialmente tristi - come una passeggiata solitaria, le buffe cose che si vedono e si sentono ogni giorno."

Come spesso accade nei romanzi della Pym, è difficile parlare di protagonista: vi sono alcuni personaggi dominanti, ma è l'intera collettività, l'ambiente sociale nel suo insieme a fungere da protagonista.
Tra le figure centrali vi è comunque Tom: giovane antropologo, piuttosto attraente, ha da tempo una relazione affettivo-amicale con Catherine Oliphant con la quale vive, anche se tale convivenza sembra essere iniziata per pure ragioni di comodità e non per una esplicita scelta di vita. La sua fine, tragica, ma puramente causale, non farà di Tom un martire della ricerca.
Catherine (forse la figura più simpatica del romanzo) è una giornalista che scrive su riviste femminili, ha un forte, sincero affetto per Tom e si dimostra, nonostante la continua disponibilità all'ascolto e l'apparente sottomissione, la più solida della coppia nell'affrontare la separazione dal compagno che decide, tra pianti e titubanze, di lasciare la casa comune per andare a vivere con due amici.
Il terzo personaggio in evidenza è Deirdre: è molto giovane, facile all'innamoramento, soprattutto se l'oggetto su cui si posa la sua attenzione ha il fascino un po' esotico e misterioso del viaggiatore in terre lontane, dello studioso di popoli primitivi. Proprio la sua giovane età però le consentirà una rapida consolazione quando verrà a conoscenza della morte di Tom.
Sono però le figure secondarie a creare il "clima", l'atmosfera del romanzo: dal rito del tè (un errore nella preparazione può anche causare un licenziamento!), al pettegolezzo un po' bigotto, all'arroganza del giornalista affermato e ai dialoghi tra vicini.
Elegante, ironica, sempre con una buona dose di pietà per i suoi personaggi, e l'ultima parte del romanzo sottolinea questo aspetto, Barbara Pym rappresenta un tipo di scrittura che, soprattutto attraverso un ampio uso del dialogo, intende offrire al lettore un brillante affresco, e una velata critica, della società inglese in generale e del suo ambiente intellettuale in particolare.

Un po' meno che angeli di Barbara Pym
Titolo originale: Less than Angels
Traduzione di Nicoletta Rosati
261 pag., Euro 14,40 - Editore La Tartaruga, 2003 (Narrativa)
ISBN: 88-7738-407-7

Le prime righe

1

Una confusa immagine di turisti inglesi che si trascinavano stancamente in una chiesa di Ravenna sbirciando i mosaici sorse davanti agli occhi di Catherine Oliphant, seduta meditabonda di fronte alla teiera. Ma certo, si disse, non era in Italia e quelle figure che si aggiravano con passo stanco non erano turisti ma impiegati degli uffici vicini che si allontanavano dal banco con i loro vassoi, si sedevano a un tavolo senza degnare di uno sguardo i mosaici alle pareti: grandi pavoni dai colori sgargianti che facevano la ruota, ciascuno in una piccola nicchia, quasi la cappella laterale di una cattedrale. Ma perché quella gente con i vassoi non s'inchinava davanti ai pavoni, non deponeva ai loro piedi offerte di ciambelle, uova affogate, insalata? Avrebbe voluto saperlo. Evidentemente, il culto di adorazione dei pavoni, se mai era esistito, era caduto in disuso.
Si versò un'altra tazza di tè che intanto era diventato scuro e denso, come piaceva a lei. Non provava alcun rimorso a starsene seduta oziosa al suo tavolo accanto alla finestra, guardando il sole che filtrava attraverso le vetrate color d'oro e d'ametista, mentre tutti intorno a lei si ingozzavano per poi correre a prendere il treno del ritorno a casa; lei si guadagnava da vivere scrivendo novelle e articoli per i giornali femminili, traendo ispirazione dalla vita quotidiana anche se, a volte, era una vita troppo violenta e grossolana che andava ammorbidita con la fantasia, un po' come ammorbidire la carne macinandola.

© 2004 Edizioni La Tartaruga


L'autrice

Barbara Pym (1913-1980) laureata in lingua e letteratura inglese a Oxford, lavorò come redattore della rivista di antropologia «Africa» all'International African Institute a Londra. Il suo primo romanzo Qualcuno da amare fu pubblicato nel 1950. Dopo un esordio di successo continuò a scrivere una decina di romanzi. Nel 1977 fu citata dal poeta Philip Larkin e dal critico David Cecil come la scrittrice inglese più sottovalutata del secolo. Questo diede nuovo impulso alla sua fama. Ha scritto i romanzi Tutte le virtù, Se una dolce colomba, Quartetto in autunno, Jane e Prudence, Un sacco di benedizioni, Una questione accademica, Qualcuno da amare e Per guarire un cuore infranto.


Di Grazia Casagrande


30 gennaio 2004