LA COSTRUZIONE NARRATIVA

José Pablo Feinmann
Il cadavere impossibile

"Ho letto da qualche parte che, in fin dei conti, un romanzo è un'avventura soggettiva nella quale uno scrittore narra il mondo a modo suo, e che da lui si può solo esigere che abbia lo stile, l'arte, cioè, di organizzare l'universo entro una finzione."

Assistiamo alla nascita di un romanzo: una lettera a un editore, o meglio "l'Editore", in cui il narratore, un aspirante scrittore di cui solo nella firma finale si conosce l'identità, sottopone un suo racconto (che via via si trasforma in romanzo) perché venga accolto in una antologia di prossima pubblicazione. Proprio attraverso questa finzione letteraria Feinmann permette al lettore di osservare come gli ingredienti narrativi possano venire dosati per costruire un testo accattivante e, disseminando di ironia anche le pagine più truculente, come siano le emozioni forti, gli aggettivi ben calibrati (scusandosi per l'ovvietà di certe definizioni), le caratterizzazioni prevedibili dei personaggi a fare di un racconto un bestseller. Le note che costellano il libro, racconto nel racconto, offrono altri spunti narrativi, sottolineano l'elemento "metaletterario" della costruzione della trama, avvertono delle contaminazioni con altre forme di spettacolarizzazione del crimine, in particolare mostrano come il cinema oggi sia da una parte "fonte" e dall'altra "scopo" di chi scrive.
Naturalmente i grandi maestri dell'horror e del giallo sono citati come modelli, Stephen King e Hitchock soprattutto, proprio perché hanno saputo costruire delle "fantasie" diventate nel tempo topoi a cui l'immaginario collettivo fa ormai riferimento. Un esempio per tutti: il coltello non può non collegarsi automaticamente a Psycho e all'agghiacciante scena della doccia…
Così (davvero esilarante questo passaggio) lo zoppismo di Anna, la protagonista, appare a tratti, solo quando la suspence lo richiede, e il sangue che scorre a fiumi o la mano troncata e dimenticata sul tavolo non hanno lo scopo di far rabbrividire il lettore, non sono perturbanti (usiamo anche noi questo aggettivo così ironicamente attribuito al solo García Márquez), ma viene sempre rivelata la loro natura di divertissement, di stratagemma narrativo. Se il cinema (è chiaro l'intento ironico verso chi scrive già pensando alla riduzione cinematografica) è continuamente chiamato in causa, anche il più popolare medium, la televisione, non manca: l'iniziale attesa spasmodica della puntata di una telenovela, la funzione di "educazione sentimentale" affidata al piccolo schermo, l'abitudine che nasce nello spettatore dopo l'ennesima puntata…
Insomma, è evidente il piacere che ho avuto nel leggere quest'ultimo Feinmann, un libro in cui è impossibile non prestarsi al gioco, non entrare nei tanti riferimenti, non cercare insieme allo scrittore l'aggettivo adeguato al momento, non riconoscere le frecciate ironiche rivolte ai tanti che usano la scrittura come prodotto da vendere: l'invito finale (piuttosto inusuale per chi scrive) è davvero quello di non perdersi quest'occasione di vero, intelligente divertimento.

Il cadavere impossibile di José Pablo Feinmann
Titolo originale: El cadáver imposible
Traduzione di Anna Devoto
159 pag., Euro 10,00 - Editore Marcos y Marcos (Le foglie n. 71)
ISBN: 88-7168-385-4

Le prime righe

CAPITOLO UNICO
Lettera all'Editore

Egregio signor Editore,

io sono un uomo che vive appartato, distante. Distante non solo dal rilucente mondo delle lettere, con i suoi principi e cortigiani, ma anche distante e appartato dal mondo in generale. E quando uno dice qualcosa come: il mondo in generale, Lei sa a che cosa si riferisce, si riferisce alla gente, egregio Editore, agli altri. Ebbene, da loro e dalle loro penurie e veemenze, io vivo appartato. Si potrebbe dire, dunque, che gli avvenimenti straordinari che mi accingo a narrarle in questa lettera, sarebbero dovuti capitare a qualcun altro. Tuttavia, sono capitati a me. E se ho scritto una frase che, suppongo, avrà urtato il suo sensibile olfatto letterario; se ho scritto, egregio Editore, avvenimenti straordinari, è proprio perché gli avvenimenti furono tali: stra-ordinari. Così come lo è, se Lei mi perdona la millanteria, la lettera tra le sue mani.
Nonostante la lontananza e la mia condizione di uomo appartato, è giunta fino a me una notizia stimolante: la sua Casa editrice sta preparando un'antologia di racconti polizieschi argentini.

© 2004 Edizioni Marcos y Marcos


L'autore

José Pablo Feinmann vive a Buenos Aires dove è nato nel 1943. Di giorno iinsegna filosofia all'università. La notte vive di cinema e letteratura, setacciando sul piccolo scherma gli anni d'oro di Hollywood. Fra i suoi romanzi, ricordiamo Cinebrivido e L'esercito di cenere.


Di Grazia Casagrande


30 gennaio 2004