ANTROPOLOGIA E SOCIOLOGIA

Marc Augé
Rovine e macerie
Il senso del tempo

"L'antropologo parla di quel che ha sotto gli occhi: città e campagne, colonizzatori e colonizzati, ricchi e poveri, indigeni e immigrati, uomini e donne; e parla, ancor più, di tutto ciò che li unisce e li contrappone, di tutto ciò che li collega e degli effetti indotti da questi modi di relazione."

Antropologo della contemporaneità, Augé propone tematiche e riflessioni che coinvolgono e colpiscono ogni lettore e che lo pongono di fronte a problemi che toccano la sua concezione del presente, della storia, del mondo che lo circonda. Quest'ultimo breve e densissimo saggio è una riflessione sul tempo scaturita da una somma di esperienze che, solo se poste in correlazione, assumono un significato univoco. Dalla Costa d'Avorio (e dai suoi "palazzi") alle rovine maya collocate nel maestoso teatro naturale, dalla superba bellezza dell'Acropoli che rivitalizza lontane memorie scolastiche (è un luogo storico, o pura realtà letteraria?) alle citazioni (Freud, Camus, il regista Wong Kar-wai...), ai dépliants turistici, insomma tutto il bagaglio esperienzale dell'autore conduce a questa riflessione: "L'umanità non è in rovina, è in cantiere. Appartiene ancora alla storia. Una storia spesso tragica, sempre ineguale, ma irrimediabilmente comune". Ne emerge un "mondo in attesa", una storia che dalle rovine del passato si proietta su possibili futuri (quali? migliori o peggiori?) in cui la mano dell'uomo traccia solchi forse letali e inventa una natura fittizia ("l'uomo scopre di appartenere alla natura quando deve fuggire dai siti che aveva ideato per dominarla"). Non si può definire con le categorie di "pessimismo" o "ottimismo" il pensiero di Augé: vuole essere specchio di un presente che, carico del suo passato, indica, a chi vuole vedere, delle strade da percorrere per non portare a compimento l'opera di autodistruzione che l'umanità spesso sembra avere intrapreso.

Rovine e macerie. Il senso del tempo di Marc Augé
Titolo originale: Le temps en ruines
Traduzione di Aldo Serafini
139 pag., Euro 9,50 - Edizioni Bollati Boringhieri (Variantine)
ISBN: 88-339-1516-6

Le prime righe

Gli etnologi sono stati spesso tentati di scrivere le loro memorie (talvolta senza neppure aspettare di essere molto in là con gli anni). A dire il vero, non e tanto alle loro memorie che si sono allora dedicati, quanto all'evocazione della loro prima ricerca sul campo: a quel raro momento della loro vita nel quale tutto fu in gioco, nonostante — in taluni casi — la banalità delle apparenze e la superficialità del quotidiano, anche se esotico. «Tutto fu in gioco» è solo un modo di dire, perché, a voler essere esatti, nulla fu «deciso» in quei primi momenti; ma essi avevano dato il tono, e non sarebbe più avvenuto nulla che non ne recasse il segno e non vi facesse in un modo o nell'altro allusione, sia su un piano professionale (come se le teorie generali non fossero che l'estrapolazione di un'esperienza iniziale particolarmente intensa), sia su un piano esistenziale, perché la partenza per luoghi lontani alcuni decenni or sono era vissuta come una scelta di vita, una forma di impegno, e lo è forse ancor oggi.

© 2004 Edizioni Bollati Boringhieri


L'autore

Marc Augé, professore all' EHESS di Parigi, autore di importanti ricerche culminate nella pubblicazione di Pouvoirs de vie, pouvoirs de mort e Genie du paganisme si dedica ormai da anni a un' « antropologia dei mondi contemporanei ».
Tra le sue numerose opere ricordiamo: Disneyland e altri non luoghi, Il senso degli altri. Attualità dell'antropologia, Finzioni di fine secolo seguito da Cosa succede?, Genio del paganesimo, Diario di guerra, Il Dio oggetto e Diario di guerra.
Nel Café Letterario di libriAlice.it è disponibile l'intervista allo scrittore


Di Grazia Casagrande


30 gennaio 2004