L'ARTE DELLA SCRITTURA

De Rienzo Giorgio
L'indagine

"Montaldo si fermò. Decise di alzarsi. Aveva bisogno di respirare aria, di uscire dal labirinto della propria testa, aveva bisogno di recuperare lucidità. Certo il gioco stava diventando più pericoloso, oltre che sporco. Forse era meglio smettere di giocare, se alla terza mossa si trovava già così spiazzato e in confusione."

L'ex questore Montaldo "aveva accettato l'offerta di usufruire di una ricca pensione prematura".
Siamo nel maggio 1973 e sin dalle prime righe De Rienzo fa capire al lettore che la sua descrizione del personaggio non sarà ipocrita, che la sua scrittura non tralascerà di denunciare situazioni ed eventi "scomodi".
Non per reale mancanza di passione Montaldo aveva deciso il suo pensionamento, ma per quella rassegnazione all'inevitabilità di situazioni corrose dal tempo e dal disincanto maturato con l'esperienza. Ora ripensava ai momenti salienti della sua esistenza, riviveva alcuni episodi fondamentali della sua carriera e, in particolare, la vicenda legata all'Ufficio R., di cui aveva fatto parte: una faccenda mai chiarita fino in fondo e legata ai servizi segreti e alla difesa a oltranza contro il pericolo comunista. "Lo scopo principale del nuovo Ufficio era quello di individuare i comunisti che si erano infiltrati, subito dopo la Liberazione, nell'apparato dello Stato e insieme di controllare le attività del Pci sul territorio [...] L'Ufficio insomma si presentava come una sorta di Superpolizia o, a detta di qualcuno, come un Servizio segreto straniero. Ma la nuova organizzazione si prefiggeva anche altro". Ed era dietro questo "altro" che era difficile vedere cosa vi fosse realmente: corruzione sino ai più altri vertici istituzionali dello Stato? Montaldo cominciava a capire davvero il senso di una storia finita con la "liquidazione" dell'Ufficio R e il distaccamento dei suoi componenti in luoghi molto distanti della penisola. Così era iniziato il suo pensionamento, con riflessioni sul passato e riletture di documenti. Sino alla mattina in cui, nella portineria dell'albergo al mare, era arrivata una "busta gialla senza affrancatura che portava scritto, con un pennarello nero, il suo cognome". Aprire quella busta era spalancare una finestra su una realtà che non poteva essere ignorata: la fotografia di una giovane donna morta con un punto interrogativo sul retro significava solo una cosa: era stato l'assassino a mandargli quella lettera per "intrattenersi con lui in un colloquio che avrebbe certamente continuato".
E arriviamo sino qui a raccontare la trama. Il resto è indagine su due fronti: quello personale legato al passato, ai suoi compagni di un tempo e a trame segrete per sovvertire l'ordine costituito, e quello del "Mostro dei castelli", un assassino seriale che trascina Montaldo a forza dentro l'indagine che lo riguarda. Entrare nella storia è un attimo, uscirne diventa molto, molto più complicato.

L'indagine di Giorgio De Rienzo
270 pag., Euro 16,00 - Edizioni Marsilio, 2004 (Romanzi e racconti)
ISBN: 88-317-8370-X

Le prime righe

In Versilia
1.

Il questore Giovanni Montaldo se ne restò a contemplare il mare inargentato dalla luna davanti a lui. Accoccolato sulla sdraio ascoltava lo sciabordio dell'onda sulla battigia della spiaggia versiliana. Osservava il tremolio della marina, odorava il profumo forte di salmastro e pregustava l'incontro con i pochi e antichi amici, che aveva convocato il giorno dopo per festeggiare il proprio addio alla Polizia.
Aveva voluto che la festa avvenisse li, sulla terrazza del vecchio stabilimento balneare del Lido di Camaiore, in cui aveva vissuto estati sempre serene. A Roma, nel chiasso di una città che non amava, dove aveva raccolto troppe delusioni nella sua carriera interrotta da un nuovo potere che usava guanti per non mostrare artigli, sarebbe stato costretto da ipocrite convenzioni a circondarsi di una folla soffocante. 11 giorno in cui pensava di consacrare la propria piena libertà si sarebbe fatto così pesante per quelle ostentazioni fastidiose di deferenza, di cui gli uomini dell'apparato statale si servono — quasi obbedendo a un riflesso condizionato — per salire qualche gradino in più nelle loro scale immaginarie del potere, o quanto meno per non scivolare giù da dove si erano abbarbicati.

© 2004 Edizioni Marsilio


L'autore

Giorgio De Rienzo è nato e vive a Torino, dove ha insegnato Letteratura italiana moderna e contemporanea all'Università. Collabora al «Corriere della Sera». Studioso dell'Otto e Novecento ha pubblicato numerosi saggi. Fra i più recenti ricordiamo: Breve storia della letteratura italiana, Guida alla scrittura, Guida alla lettura. È al suo secondo romanzo poliziesco, dopo Caccia al ladro in casa Savoia. Nel 2001 ha pubblicato Il dolore di amare.


Di Giulia Mozzato


30 gennaio 2004