LA COSTRUZIONE NARRATIVA

Simona Vinci
Brother and sister

"Eccoli là: sono tre fratelli, tre piccole sagome nere nel nero del bosco che corrono a perdifiato, una dietro l'altra, legate da un filo invisibile."

Come una fiaba terribile e dolcissima al tempo stesso, Brother and sister ricorda celeberrime storie dei fratelli Grimm come Fratellino e sorellina (di cui non a caso viene narrata la storia a tratti nel testo), o Hansel e Gretel, e non solo per l'affinità di titolo, ma soprattutto per la vicinanza di temi. Simona Vinci riesce, come ha saputo fare anche Niccolò Ammaniti, a descrivere abilmente il mondo dell'infanzia e a proporlo con occhi nuovi e giusti. Recentemente solo un libro come Le lucertole hanno l'odore dell'erba di Cristina Sánchez-Andrade mi ha colpito altrettanto nella sua descrizione del crudele mondo infantile e adolescenziale. Lì la storia corre in modi più affini a una vera (e feroce) favola, qui il percorso è maggiormente legato al romanzo e ai suoi elementi fondamentalmente "classici". Ma in entrambi a unire indissolubilmente fratello e sorella è la scomparsa della madre. Morta suicida o no, non è facile a dirsi se non alla fine. Mentre la scrittrice spagnola affianca ai due protagonisti (capaci di qualsiasi efferatezza nella loro finta ingenuità) la figura negativa di una "duplice" nonna, Simona Vinci invece mette in scena un terzo fratello, Billo, molto più piccolo della diciassettenne Cate e del quattordicenne Mat, e un suo amico down, Umpa: due figure assolutamente positive. La scomparsa della madre presuppone la separazione dei tre fratelli, assegnati a chissà quali differenti Istituti e, come nelle migliori favole, i protagonisti si difendono da questo e da un altro misterioso pericolo, un incubo tra sogno e realtà da fronteggiare con il coraggio dell'affetto reciproco e la forza di un fucile.
Vi consiglio di leggere questi due romanzi parallelamente, per scoprire, quasi in una lezione sulla scrittura, come partendo da una traccia molto simile si possa sviluppare una storia così diversa sia dal punto di vista stilistico, della narrazione, del dialogo e del linguaggio, sia da quello creativo e letterario che si evidenzia nella psicologia dei personaggi e nella descrizione dei luoghi in cui la storia si dipana. Tenendo sempre conto che Brother and Sister è nato come radiodramma per il programma "Atto Unico Presente" di Radio Rai Tre e che queste sue radici si percepiscono nella costruzione dei dialoghi e nel rapido susseguirsi di scene mantenuto anche nel libro.

Brother and sister di Simona Vinci
111 pag, Euro 8,50 - Editore Einaudi, 2003 (Einaudi tascabili. Stile libero n. 1185)
ISBN: 88-06-16742-1

Le prime righe

C'è luna piena. Una luce azzurra intorno alla casa, sopra i dorsi degli animali selvatici in rapida corsa attraverso i campi, sui piloni della luce, i tralicci dell'alta tensione che scavalcano le colline con le loro gambe di ferro, i tetti rettangolari e piatti delle fabbriche a valle che scintillano acquosi come fantastiche piscine di mercurio liquido, le rotaie della ferrovia che collega i paesini di montagna e mezza montagna alla città. Un mondo azzurro e ondeggiante simile a quello dei documentati subacquei. E in fondo, proprio dritto davanti alla casa, oltre la gobba nera di una collina, il riverbero cobr latte di Bologna. Una cappa luminosa, quasi fosforescente. Ma nessun palazzo emerge, neanche le torri antiche, né quelle giapponesi degli uffici della Regione, niente. Solo la luce.

Mat è affacciato alla finestra. Gioca a spostare la mano avanti e indietro. A farla uscire dal quadrato luminoso che la luce elettrica disegna su un pezzo di buio là fuori. Volta la testa di pochi gradi verso l'interno della stanza.

© 2003 Edizioni Giulio Einaudi


L'autrice

Simona Vinci è nata il 6 marzo deI 1970. Vive a Budrio, in provincia di Bologna. Ha pubblicato nel 1997 il romanzo Dei bambini non si sa niente, tradotto in varie lingue, e neI 1999 la raccolta di racconti In tutti i sensi come l'amore. Nel 2003 ha pubblicato Come prima delle madri.


Di Giulia Mozzato


30 gennaio 2004