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Dario Argento

Un regista "di culto" per gli appassionati del genere horror (L'uccello dalle piume di cristallo, Profondo rosso, Suspiria...) conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, ci svela il suo rapporto importante, vitale, con i libri, la passione per i saggi di Freud, la voglia di trascorrere ore in biblioteca, i libri sull'occulto... e molto altro.

Qual è il suo rapporto con il libro?

Leggo molto e i libri sono spesso la mia fonte di ispirazione. Ci sono momenti in cui leggo per arricchire la mia mente e altri in cui, invece, utilizzo la lettura per avere apporti sul film.

Ci può citare un esempio?

Per esempio per il film La sindrome di Stendhal. Ero a New York per il casting di un mio film e casualmente su un giornale lessi una recensione del libro di Graziella Magrini intitolato La Sindrome di Stendhal. Il tema mi affascinò immediatamente: l'idea delle opere d'arte che non solo colpiscono ma conturbano mi ha sempre interessato. Tant'è vero che ho girato un film su questo soggetto.

Le è capitato altre volte di rimanere affascinato leggendo un libro?

Sì, in particolare mi è successo con i saggi di Freud.

Qual è il suo primo ricordo legato al mondo dei libri?

Da adolescente ebbi una lunga malattia e rimasi alcuni mesi a casa senza potermi muovere a causa delle febbri reumatiche. Allora "pescai" dalla biblioteca di mio padre dei libri, per passare il tempo, leggendo di tutto. Leggevo in modo onnivoro tutto ciò che trovavo: saggi, Shakespeare... tutto. Finalmente mi capitò un libro con i racconti di Edgar Allan Poe e... un innamoramento pazzesco!

Compra molti libri?

In verità vado molto in biblioteca: credo sia il luogo migliore dove cercare e ampliare le proprie conoscenze.

Ultimamente quali generi di lettura predilige?

Libri sull'occulto, sull'alchimia e sullo gnosticismo.

Legge libri noir?

Il thriller mi piace molto, mi sento a mio agio leggendo libri noir, spesso più che a vivere la "vita di tutti i giorni".

Segue gli scrittori italiani dell'ultima generazione?

Sì sono molto incuriosito e attratto soprattutto dal noir italiano: la cosiddetta "scuola di Bologna", quella di Roma, di Milano e quella toscana.

E autori stranieri?

Ellery Queen.

Scriverebbe una sceneggiatura basata su fatti di cronaca?

No, perché non penso che la mia fantasia potrebbe spaziare molto in un ambito di questo tipo, ma ho invidiato molto Thomas Harris quando ha scritto un romanzo sul mostro di Firenze.

Attualmente ha un libro sul comodino?

No, ho un'enorme libreria da cui attingo continuamente.

Nel suo ultimo film "Il cartaio" ha preso spunto da qualche libro?

Sì da Anatomia del serial killer 2000. In particolar modo la figura di uno dei miei personaggi è tratta da uno dei protagonisti di quel libro.

Di Piera Passalacqua


9 gennaio 2004