NARRATIVA STRANIERA

Patricia D. Cornwell
Calliphora

"Kay controlla al microscopio un vetrino della parete ventricolare sinistra della morta. Se dovesse calcolare le ore che ha passato a osservare vetrini al microscopio nella sua vita, il risultato sarebbe probabilmente nell'ordine delle decine di migliaia."

Con una dozzina di bestseller internazionali Patricia Cornwell può essere considerata uno dei maggiori autori di crime story al mondo e il personaggio di Kay Scarpetta, protagonista di tante storie, è certamente uno dei detective più popolari della letteratura. Come macchine perfettamente costruite i suoi romanzi non "sbandano" ma viaggiano nella traiettoria voluta (e attesa) senza mai deludere il lettore. La costruzione è perfetta. Anche se Calliphora fosse il primo romanzo della scrittrice americana che leggete e se non sapeste nulla di Kay Scarpetta e dei suoi amici e colleghi, del suo lavoro e dei casi precedentemente risolti, non vi trovereste comunque spiazzati. Nei primi capitoli si costruisce l'ambiente, si tracciano le coordinate entro cui la storia si svolgerà, si conoscono alcuni "pezzi" che giocheranno quella partita a scacchi a cui si può paragonare una trama della Cornwell. Lentamente, nei capitoli successivi, riemergono sgradevoli ricordi del passato che Kay Scarpetta credeva di avere per sempre lasciato alle spalle trasferendosi in Florida, come le mosche necrofaghe (incontrate talvolta lungo il suo cammino di inquirente e anatomopatologa presso l'Istituto di medicina legale della Virginia), di nuovo importanti, forse fondamentali per stabilire la data di un decesso... O come la personalità di un terribile criminale rinchiuso in un penitenziario in attesa dell'esecuzione capitale, Jean-Baptiste Chandonne (l'uomo-lupo già protagonista di Cadavere non identificato e L'ultimo distretto), che vuole incontrarla ancora una volta per chiederle qualcosa che assomiglia a un favore, uno stranissimo favore. O, ancora, come la ricomparsa di Benton Wesley, il grande amore della vita creduto morto (e qui i lettori più affezionati avranno un soprassalto). Cosa legherà questi elementi del passato con nuovi casi di sparizioni e morti? E perché la dottoressa detective sarà così coinvolta?
Quelli che già conoscono Kay Scarpetta la troveranno un po' cambiata, più vulnerabile e sensibile di un tempo, forse perché più "compromessa" e implicata nella complessa vicenda. Una caratteristica della scrittura di Patricia Cornwell è proprio questa, saper costruire il carattere dei suoi personaggi con limiti, difetti, debolezze e portarci ad amare quelli "giusti" (come Kay, la sua allieva Nic, la nipote Lucy o Benton) e odiare i cattivi... con qualche eccezione.

Calliphora di Patricia D. Cornwell
Traduzione di Annamaria Biavasco
416 pag., Euro 18,60 - Editore Mondadori (Omnibus)
ISBN: 88-04-52223-2

Le prime righe

1

La dottoressa Kay Scarpetta sposta verso la luce di una candela la provetta di vetro e osserva la larva che galleggia nell'etanolo.
Capisce immediatamente a che stadio della metamorfosi è l'esemplare biancastro, non più grande di un chicco di riso. Se non fosse morto, si sarebbe trasformato in una Calliphora vicina, una mosca dalle sfumature verde bottiglia, e avrebbe presumibilmente deposto le uova nella bocca o negli occhi di un cadavere, oppure nella maleodorante ferita di un vivo. «Molte grazie» dice Kay Scarpetta passando in rassegna con lo sguardo i quattordici poliziotti e tecnici della Scientifica che hanno appena concluso il corso della National Forensic Academy, anno 2003. Il suo sguardo si sofferma sulla faccia innocente di Nic Robilard. «Non so chi si sia preso la briga di raccogliere questo esemplare in posti che è meglio non nominare, visto che siamo a tavola, e di conservarlo per me, ma... »
Tutti la guardano perplessi. Qualcuno alza le spalle.
«Devo dire che è la prima volta che qualcuno mi regala una larva.»
Nessuno si fa avanti, ma Kay Scarpetta sa che un poliziotto deve saper bluffare e, all'occorrenza, mentire spudoratamente. Avendo notato però il mezzo sorriso che Nic Robillard ha accennato prima che la maggior parte dei presenti si accorgesse della larva sul tavolo, sospetta che sia lei l'autrice dello strano dono. La luce della candela si muove sulla provetta che tiene fra le dita.

© 2003 Edizioni Mondadori


L'autrice

Patricia Cornwell è nata a Miami, Florida, nel 1956. È stata cronista di nera prima di diventare analista informatico presso l'ufficio di medicina legale della Virginia. Ha esordito nel 1990 con Postmortem, con cui ha vinto l'Edgar Award americano e il premio per l'opera prima della British Writers Association. Il successo, raggiunto a livello mondiale con Oggetti di reato (1992), è andato crescendo con Quel che rimane, Insolito e crudele, La fabbrica dei corpi, Il cimitero dei senza nome, Il nido dei calabroni, Causa di morte, Morte innaturale, Punto di origine, Croce del sud, Cadavere non identificato, L'Ultimo Distretto, L'isola dei cani e Ritratto di un assassino.


Di Giulia Mozzato


23 gennaio 2004