LETTERATURA E VITA

Alicia Giménez-Bartlett
Una stanza tutta per gli altri

"È progressista, favorevole a un governo di sinistra e di conquiste sociali, ma all'improvviso scopre con sorpresa non priva di un certo orrore che anche la sua serva è un membro di quell'entità astratta chiamata ‘popolo'. Questo la turba, e risorgono in lei vecchi pregiudizi di classe."

Questo particolare romanzo di Alicia Giménez-Bartlett nasce dalla finzione letteraria del ritrovamento, all'interno di alcune ricerche bibliografiche, del diario di una cameriera: ma Nelly, la protagonista indiscussa del libro, non è una qualsiasi cameriera, quanto la donna rimasta a servizio per oltre quindici anni in casa Woolf e che Virginia ricorda molto spesso nel suo diario. Quindi quello che rende appassionante la lettura di Una stanza tutta per gli altri è la possibilità di conoscere da un punto di vista del tutto particolare sia la grande scrittrice che l'ambiente di Bloomsbury nel suo insieme.
Due sono le giovani cameriere che prendono servizio a casa Woolf: Nelly Boxall e Lottie Hope. Ed è attraverso la narrazione delle loro vite parallele che viene costruito il romanzo. Diversi i caratteri delle due: più vivace e battagliera Nelly, più mite e conformista Lottie. Diverse le provenienze: Lottie è cresciuta in un istituto per orfani, mentre Nelly ha una famiglia e delle sorelle che deve anche sostenere economicamente. Diverso il rapporto che si instaura con Virginia: di grande ammirazione e amore (amore che poi si trasformerà in accesi contrasti) quello con Nelly, più guardingo e subordinato con Lottie. Di certo quella famiglia e quella casa erano fuori dal comune. L'intellettualità che la frequentava, gli amici che partecipavano alle numerose cene, i libri che riempivano le stanze, i discorsi che le due cameriere ascoltavano erano davvero una eccezione dentro il clima rigido e puritano dell'Inghilterra di quegli anni. Anche i rapporti con la servitù erano eccezionali: Virginia discute con le ragazze e opera su di loro, magari solo con brevi accenni, una forma di educazione del pensiero. Il risultato conduce a una crescita autonoma che soprattutto in Nelly significa una forte coscienza di sé, come donna e come lavoratrice. Le idee progressiste della signora influenzano notevolmente il suo pensiero, così come la disinibiscono nell'osservare rapporti affettivi inconsueti. L'omosessualità non le appare elemento condannabile in sé, non le vengono fatti esprimere dalla Giménez Bartlett giudizi di tipo moralistico (soprattutto pensando al legame di Virginia con Vita), quanto "estetico" o quasi di gelosia, avendo una considerazione maggiore della propria padrona rispetto all'inconsueto oggetto d'amore, e nello stesso tempo stima e dispiacere per l'umiliazione subita dal signor Woolf. Ciò che colpisce il lettore è invece la contraddizione, che emerge dal quadro offerto dall'autrice, della personalità complessa di Virginia: mai, se non nei momenti più prettamente pedagogici, sembra rompersi una visione classista della vita, assolutamente assente nella elaborazione teorica, ma presente nella pratica quotidiana. Questa riflessione che correttamente evita una rappresentazione agiografica della figura della tormentata scrittrice inglese, è segno della inevitabile ambiguità e distanza tra pensiero e vita, tra teoria e pratica. Molto interessante è anche il punto di osservazione da cui si intravede la malattia che condurrà Virginia al suicidio: le cameriere soffrono per il tormento di cui la vedono preda, non considerano mai un capriccio il tragico malessere che in certe giornate la domina, così come rispettano sacralmente la sua attività di scrittrice. Dall'insieme del romanzo emerge principalmente un itinerario che tre donne, estremamente distanti per cultura, intelligenza e classe sociale compiono: ognuna va incontro al proprio destino, ognuna compie un cammino interiore autonomo. Ed è proprio questo il punto: la ricerca di sé quasi mai porta alla felicità, ma è una necessaria via di libertà, anche per chi non ha e non avrà mai "una stanza tutta per sé".

Una stanza tutta per gli altri di Alicia Giménez-Bartlett
Titolo originale: Una habitación ajena
Traduzione di Maria Nicola
295 pag., Euro 14,00 - Edizioni Sellerio di Giorgianni (Il contesto n. 4)
ISBN: 88-389-1903-8

Le prime righe

Credo di essere affascinata dal cosiddetto gruppo di Bloomsbury come molti miei contemporanei di ogni nazionalità. Il motivo mi appare semplice. Al di là di qualunque considerazione artistica o letteraria, quel pugno di intellettuali anticipò un sogno che coniuga la dimensione personale con quella sociale e che ha fatto e farà sempre sospirare tutta la generazione rimasta in qualche modo segnata dal maggio del ‘68. Mi riferisco al sogno della libertà. Libertà sessuale, di pensiero, di creazione. Libertà nei rapporti umani, nel modo di vivere, nel rifiuto delle convenzioni.
Da tempo vado leggendo tutto quello che si pubblica su Bloomsbury e i suoi protagonisti, ma devo riconoscere che la miniera di informazioni più ricca, più diretta e affidabile è costituita dai diari di Virginia Woolf. Li si trova l'essenza, il midollo, il nucleo della questione. Nessuno come la scrittrice incarna lo spirito di Bloomsbury, in tutta la sua grandezza, la sua bellezza, il suo genio, ma anche nelle sue miserie e nelle sue contraddizioni. Le contraddizioni mi hanno sempre interessata, e ho trovato particolarmente illuminanti al riguardo i passi del diario della Woolf che menzionano i suoi rapporti con le due domestiche di tutta una vita: Nelly Boxall e Lottie Hope.

© 2003 Edizioni Sellerio


L'autrice

Alicia Giménez-Bartlett (Almansa, 1951) è la creatrice della serie poliziesca dell'ispettrice Petra Delicado: Giorno da cani, Messaggeri dell'oscurità, Morti di carta, Riti di morte, Serpenti nel Paradiso.


Di Grazia Casagrande


16 gennaio 2004