DISPERAZIONE E DISPERANZA

Álvaro Mutis
Storie della disperanza

"La perenne armonia di un corpo e, attraverso quella, l'urlo solitario di un altro essere che ha tentato di comunicare con la persona che ama e ci è riuscito, sia pure in modo vago e imperfetto, gli bastarono per entrare nella morte con una gran gioia, che si confondeva con il sangue che sgorgava a fiotti. Un'ultima freccia lo inchiodò a terra spaccandogli il cuore. Ma era ormai in preda a quella disordinata. sfuggente allegria di chi si sa padrone dell'illusorio vuoto della morte."

Splendida questa definizione del lavoro di Mutis scritta da Octavio Paz e perfetta per presentarne l'opera: "Al di sopra delle influenze e degli echi, o detto meglio, al di sotto, facendosi strada tra le acque suntuose e dense di quella retorica che proviene dal miglior Neruda, non è difficile riconoscere in Alvaro Mutis la voce di un vero poeta. E aggiungo un poeta della stirpe più rara in spagnolo: ricco senza ostentazione e senza spreco".
Nato poeta, appunto, Mutis si è poi cimentato nella narrativa e, come in questo caso, nel racconto breve sospeso tra realtà e fantasia, costruito con una prosa curatissima, elegante e scorrevole utilizzata per rappresentare le tematiche e i personaggi a lui più cari. La "disperanza" è il tema centrale della sua visione del mondo: un sentimento di lucida accettazione dell'idea della morte, incomunicabile al prossimo, eppure privo di nichilismo e rassegnazione. Nel commento La disperanza della storia di Gaetano Longo, pubblicato al termine del volume, vengono ricordate le parole-chiave della "disperanza": la lucidità, l'incomunicabilità, la solitudine, il rapporto ravvicinato con la morte, il diniego di qualsiasi speranza che vada al di là dei limiti dei sensi. Di fronte alla "disperanza" il Gabbiere Maqroll, personaggio che i lettori di Mutis già conosceranno bene (principale artefice tra l'altro del passaggio dello scrittore colombiano dalla poesia alla prosa), reagisce con parziale ottimismo. Il protagonista di Un Re Mago a Pollensa infatti, pur confinato in ospedale, ricorda con allegria un episodio legato al figlio di un amico, che lo ha portato ad amare le feste natalizie. Ma c'è chi, come Alar l'Illirico, Stratega dell'Imperatrice Irene e protagonista de La morte della strega, pervaso dalla "disperanza" affronta le vicende della propria vita con freddo distacco e al tempo stesso, paradossalmente, con partecipazione.
Il libro si conclude con gli Intervalli, brevi "poesie in prosa", "fotografie" di un momento e di una sensazione a cavallo fra realtà e fantasia in cui compaiono Napoleone Bonaparte, Carlo V e Mamometto II.
Si tratta di testi, ricordiamo, solo parzialmente inediti, ma comunque quasi sempre introvabili.

Storie della disperanza di Álvaro Mutis
Titolo originale: Cuentos
A cura e traduzione di Gaetano Longo
161 pag., Euro 11,50 - Editore Einaudi (L'Arcipelago Einaudi n. 40)
ISBN: 88-06-16687-5

Le prime righe

Un Re Mago a Pollensa

Non lo avevo più rivisto da quando mia moglie e io eravamo andati a trovano a Pollensa, e lì Maqroll ci aveva raccontato della sua storia con Jamil, il figlio di Abdul Bashur e di Lina Vicente, e dell'irrimediabile tristezza che gli aveva causato la separazione dal bambino quando questo era partito per il Libano con sua madre.
Vari anni dopo andai ad Anversa, invitato dalla televisione belga per partecipare a un programma su belgi illustri emigrati in America Latina. In un intervallo della registrazione, mi si avvicinò uno degli aiutoregisti e sottovoce mi disse velocemente: « Il suo amico Maqroll si trova all'Ospedale della Marina Mercantile. Vada a trovano. Non è niente di grave, ma la sua visita gli farà bene». Non ottenni altri dettagli perché immediatamente ricominciò la mia chiacchierata con il presentatore e, al termine, non riuscii a sapere chi era colui che mi aveva parlato. All'uscita degli studi fermai un taxi e, quando spiegai dove volevo andare, il taxista mi rispose in un eccesso di onestà poco frequente in tale professione: « Quell'ospedale si trova dietro agli studi, in fondo a una strada senza uscita. A piedi ci arriverà in tre minuti».

© 2003 Edizioni Einaudi


L'autore

Álvaro Mutis (Bogotà nel 1923) è considerato uno dei maestri della letteratura latinoamericana contemporanea. Le sue opere di narrativa sono: La neve dell' Ammiraglio, Ilona arriva con la pioggia, Un bel morir, Abdul Bashur, sognatore di navi, Amirbar, Trittico di mare e di terra, la raccolta poetica Summa di Maqroll il Gabbiere, L'ultimo scalo del Tramp Steamer e la raccolta di racconti Storie della disperanza («L'Arcipelago Einaudi»). Tra i vari premi a lui assegnati ricordiamo: nel 1989, in Francia il Premio Medicis, in Spagna il Premio Cervantes (2001), oltre al Principe de Asturias e il Premio Reina Sofia, entrambi nel 1997; in Italia ha ricevuto il Premio Nonino (1991), il premio IILA (1992), il Premio Grinzane Cavour e il Premio Internazionale Trieste-Poesia (2000).


Di Giulia Mozzato


16 gennaio 2004