PAROLE E MUSICA

Roberto Cotroneo
Chiedimi chi erano i Beatles
Lettera a mio figlio sull'amore per la musica

"Non c'è nulla che viaggi meglio e più velocemente della musica. Nulla che si sappia mescolare meglio. Pensa al jazz, la musica nera, che è oggi una musica universale, che appartiene a tutti. Pensa alla musica che arriva da lontano, suonata da strumenti sconosciuti, che finisce spesso per entrare nel patrimonio di ognuno di noi."

In questa lunga lettera al figlio Andrea di sette anni Roberto Cotroneo riprende una modalità narrativa già utilizzata in precedenza scrivendo un intenso libro sulla letteratura dedicato a Francesco, il figlio maggiore (Se una mattina d'estate un bambino. Lettera a mio figlio sull'amore per i libri), testo che l'autore cita indicando però la diversa anima delle due opere: più concreta la prima, più astratta quest'ultima.
Non si tratta però di un saggio di critica musicale o puramente memorialistico (anche se è sempre da una propria esperienza interiore che l'autore fa partire la propria riflessione: Cotroneo osserva, da un punto di vista particolare, stimolato da un brano musicale o dal nome di un cantante e di un gruppo, la società italiana, la sua generazione e ciò che resta del folklore e della tradizione locale attraverso un percorso di suoni, canzoni e ritmi davvero esemplare (pur in tutta la soggettività da cui è espresso).
Ma, grazie alla competenza che i suoi studi gli hanno fornito, l'autore sa anche raccontare con altrettanta emozione la musica di Mozart o di Brahms, indicando quindi come la grande classicità è, e sarà sempre, una fonte inesauribile di esperienze interiori e intellettuali, di emozioni e di stimoli da cui ogni generazione e ogni età può trarre arricchimento.
Un ultimo messaggio che da questo libro viene (una specie di metamessaggio) è l'indicazione che la comunicazione, anche con figli ancora molto piccoli, è non solo possibile ma anche più facile se si parte dalle proprie esperienze culturali, pur nel rispetto delle loro, sapendo entrare nel mondo interiore dei ragazzi, nei loro processi cognitivi e nel loro specifico mondo emozionale, spesso così diverso da quello della generazione precedente: solo così si impara a trovare il punto di contatto e la chiave comunicativa attraverso la quale il rapporto diventa più intimo e duraturo.

Chiedimi chi erano i Beatles. Lettera a mio figlio sull'amore per la musica di Roberto Cotroneo
119 pag., Euro 15,00 - Edizioni Mondadori (Saggi)
ISBN: 88-04-51265-2

Le prime righe

Caro Andrea, l'altro ieri eravamo in macchina, come ogni mattina. Quei cinque minuti di strada per arrivare alla vostra scuola, tua e di tuo fratello. Ogni volta volete che io accenda la musica. E tuo fratello Francesco qualche volta si porta anche dietro un cd. L'altro ieri non ricordo cosa volesse sentire per quei cinque minuti, uno dei gruppi che ascoltate voi, e che io seguo con curiosità, giusto per non fare il solito padre che non ha interesse per la musica dei figli. Poi però vi guardo e mi chiedo: già da adesso? Come è possibile? Come è possibile che tu, Andrea, che hai sette anni e Francesco che ne ha undici abbiate lo stesso atteggiamento verso la musica di quando io ne avevo quindici? Sembrate quasi degli adolescenti, vi piacciono le chitarre elettriche, vi piace sentire il ritmo, imparate immediatamente le parole. Vi concentrate. Anche tu, Andrea, che sei il più piccolo e in queste cose segui tuo fratello come fossi una piccola ruotina della sua bicicletta. E vedo che anche i vostri compagni di scuola sentono la musica, spesso con i lettori di compact disc portatili.
Ammetto che all'inizio mi stupiva. Io ho un ricordo diverso della musica, non mi avvolgeva ovunque, non mi raggiungeva così facilmente se non l'andavo a cercare. Spesso dovevo suonarla io, le radio diffondevano musica ma non erano mai accese come lo sono oggi. Agli occhi di un bambino, i giradischi stereofonici erano oggetti mastodontici, che non si potevano maneggiare con troppa facilità.

© 2003 Arnoldo Mondadori Editore


L'autore

Roberto Cotroneo ha 42 anni e vive a Roma. Giornalista e scrittore, ha due figli: Francesco, di 11 anni, e Andrea, di 7. Ha pubblicato Se una mattina d'estate un bambino. Lettera a mio figlio sull'amore per i libri, Eco: due o tre cose che so di lui, e i romanzi Presto con fuoco, Otranto, L'età perfetta, Per un attimo immenso ho dimenticato il mio nome... I suoi libri sono tradotti in dieci lingue.


Di Grazia Casagrande


16 gennaio 2004