La biografia


Mario Vargas Llosa
Il Paradiso è Altrove

"...in cerca di un mondo puro e primitivo, nella cui terra dai cieli senza inverno, l'arte non sarebbe stata un ennesimo affare da mercanti, ma un lavoro vitale, religioso e sportivo, e dove un artista, per mangiare, avrebbe dovuto soltanto, come Adamo ed Eva nel giardino dell'Eden, sollevare le braccia e staccare di che alimentarsi dai fertili alberi. La realtà non era stata all'altezza dei tuoi sogni, Koke."

Evocativo e poetico in francese, "Paradis, un peu plus loin", il titolo originale "El Paraíso en la otra esquina", all'altro angolo, è diventato nell'edizione italiana "Il Paradiso è Altrove", a sottolineare con quel freddo, insindacabile avverbio che il paradiso non è qui, non è ora. È in un luogo sconosciuto e, soprattutto, indefinito.
Se ne accorgono a proprie spese i due protagonisti di questo romanzo: Flora Tristán, proto-femminista e agitatrice sociale, e Paul Gaugin, il pittore che tutti conosciamo e nipote di Flora. Centrato sugli ultimi mesi di vita della donna e sugli ultimi dieci anni di quella del nipote, il racconto ricostruisce grazie a frequentissimi flash back l'intera esistenza di queste due figure tanto diverse e tanto simili.
Figlia illegittima di un notabile peruviano, fuggita da un marito che le ha lasciato tre figli, un fisico debilitato e un ribrezzo totale per ogni rapporto amoroso, Flora sperimenta umiliazioni di ogni tipo prima di decidere quale sarà il suo destino: lottare per una società più giusta in cui la donna e i più deboli non siano più sfruttati e discriminati, una società da costruire attraverso un'Unione Operaia. Per raggiungere questo Paradiso Flora sfida la misogina società ottocentesca scrivendo libri e opuscoli di propaganda, girando instancabilmente la Francia (e non solo), visitando fabbriche, laboratori, ospedali psichiatrici, carceri, bordelli per spiegare le sue idee di rivoluzione sociale. Pacifista convinta ma schietta e decisa a non lasciarsi intimidire e a far conoscere le proprie idee, Flora incontra l'opposizione del clero, delle autorità civili (per cui è non solo un'agitatrice, ma anche una moglie che ha abbandonato il marito legittimo, e poi i figli), quella dei tanti che vorrebbe aiutare e di altri gruppi rivoluzionari, per cui è, in fondo, solo una donna. Il Paradiso sociale che Flora cerca è davvero lontano dal realizzarsi, e di un paradiso privato non c'è neanche l'ombra. Completamente impegnata nella lotta, rinuncia anche all'unica esperienza erotica che l'abbia mai gratificata: quella con la bella e mondana Olympia Maleszewska.
Estetico, privato, a tratti egoistico, è il Paradiso cercato da Gaugin. Nato da Aline, figlia di Flora, e da un giornalista liberale, Paul è marinaio, poi agente di cambio di successo, sposo di una rigida danese e padre di cinque figli prima di scoprire la passione totalizzante per l'arte. Per questa abbandona lavoro e famiglia, viaggia, frequenta pittori affermati e ancora poco conosciuti (da Pizzarro a Manet a Van Gogh, "l'Olandese Pazzo"), stringe relazioni libere e liberatorie con donne-ragazzine. In cerca di un mondo puro, primitivo, libero dagli opprimenti vincoli della società civilizzata, dove l'arte non sia sottoposta alle leggi del denaro e dove un artista, per mangiare, debba soltanto godere dei beni della natura, abbandona la Francia e raggiunge Tahiti. Qui dipinge i suoi capolavori dai colori intensi e dalla sensualità primigenia e incorrotta. Per scoprire infine che il Paradiso è, ancora una volta, altrove: la bellezza della natura e delle native compensano solo in parte la cronica mancanza di denaro e la progressiva scomparsa di quella purezza primitiva tanto agognata. E, soprattutto, l'avanzare della malattia innominabile che lo ridurrà praticamente cieco e ricoperto di dolorose piaghe che neppure le giovanissime compagne (che avrà prevedibilmente contagiato) osano più guardare.
Vargas Llosa ricostruisce con il suo racconto le vicende dei due protagonisti e, attraverso il loro sguardo, quelle di un'intero secolo, l'Ottocento: un secolo di stridenti contraddizioni sociali, percorso da fermenti di grande rinnovamento, animato da utopisti volenterosi, rivoluzionari indomiti, ma anche impressionisti illustri e artisti folli. E proprio nella descrizione dei tanti personaggi, storici e non, che popolano il libro si scopre uno degli aspetti più interessanti di questo romanzo in cui lo scrittore (nato nella città peruviana dove Flora e Paul hanno per qualche tempo vissuto) fonde i temi che gli sono cari: il sesso, l'impegno sociale e politico, l'arte.

Il Paradiso è altrove di Mario Vargas Llosa
Titolo originale: El Paraíso en la otra esquina
Traduzione di Glauco Felici
408 pag., Euro 18.50 – Edizioni Einaudi
ISBN 88-06-16649-2

Di Paola Di Giampaolo

le prime pagine
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I. Flora ad Auxerre
Aprile 1844

Aprì gli occhi alle quattro del mattino e pensò: «Oggi inizi a cambiare il mondo, Floritaº. Non era intimorita dalla prospettiva di mettere in moto la macchina che in qualche anno avrebbe trasformato l'umanità, facendo scomparire l'ingiustizia. Si sentiva tranquilla, con le forze necessarie ad affrontare gli ostacoli che avrebbe trovato sulla propria strada. Come quel pomeriggio a Saint-Germain, dal quale erano passati dieci anni, durante la prima riunione di sansimoniani cui prese parte, quando, sentendo Prosper Enfantin descrivere la coppia-messia avrebbe redento il mondo, aveva promesso a se stessa, con forza: «La donna-messia sarai tuº. Poveri sansimoniani, con le loro gerarchie impazzite, quel fanatico amore per la scienza e l'idea che bastasse mettere al governo gli industriali e amministrare la società come un'impresa per raggiungere il progresso! Com'erano rimasti indietro, Andalusa.
Si alzò, si lavò e si vestì, senza fretta. La notte precedente, dopo la visita del pittore Jules Laure che le faceva gli auguri per quel viaggio, aveva finito di preparare le valigie, e con Marie-Madeleine, la domestica, e l'acquaiolo Noël Taphanel le avevano portate di sotto, ai piedi delle scale. Lei stessa si era occupata della sacca con le copie appena stampate de L'Unione Operaia; non riusciva a scendere più di tanti gradini senza fermarsi e prendere fiato, in quanto pesava moltissimo. Quando la carrozza giunse a casa di rue du Bac per portarla all'imbarcadero, Flora era ormai sveglia da diverse ore.
Era ancora notte fonda. Avevano spento i lampioni a gas agli angoli delle strade e il cocchiere, sommerso in un cappotto che gli lasciava scoperti solo gli occhi, incitava i cavalli con una frusta sibilante.

© 2003 Giulio Einaudi editore

biografia dell'autore
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Mario Vargas Llosa è nato ad Arequipa, in Perù, nel 1936. Compiuti gli studi universitari a Lima e a Madrid, soggiornò a lungo in Europa. Dopo aver lavorato come giornalista, esordì con un'opera di teatro e un volume di racconti. La fama internazionale gli venne però dal primo romanzo, La città e i cani, del 1963. Su Café Letterario potete leggere le recensioni di Lettere a un aspirante romanziere, I quaderni di don Rigoberto, La festa del Caprone e un'intervista all'autore.





9 gennaio 2004