VARIETA' DI SCRITTURE

Tahar Ben Jelloun
Amori stregati
Passione, amicizia, tradimento

"La stregoneria costituisce un mondo a parte, un mondo parallelo e impenetrabile. Sa che è , un mondo parallelo e impenetrabile. Sa che è complesso e misterioso come certi aspetti della fisica. Sa che esistono gradi diversi nella manipolazione degli spiriti."

Un libro che, in modo prodigioso, sa accostare Oriente e Occidente, razionalità e mistero, magia e scienza. L'amore, nelle sue varie sfaccettature, è un tema che ben si presta ad essere territorio d'indagine che lasci all'irrazionale tanto spazio e che indichi la forza di cui sono vittime anche coloro che, per professione e per età, dovrebbero avere pieno controllo delle proprie emozioni.
Gli uomini in particolare sembrano vivere con paura le passioni troppo invasive, sembrano più fragili delle donne davanti al misterioso processo di "possessione" di cui si sentono vittime quando il desiderio dell'altro diventa ingovernabile. La maturità non è uno schermo sufficiente, anzi sembra rendere più penetrabile la personalità di chi ama, una professione autorevole non difende l'anima contro le insidie della passione: tutto questo è stregoneria? Forse no, ma solo le arti magiche sembrano in grado di liberare chi è caduto come in un baratro nella passione, da quei lacci. Il corpo sembra soffrire, indebolirsi, ammalarsi quando ci si sente presi, posseduti: un filtro, un amuleto, un talismano può salvarlo.
Così l'interprete dei sogni è sconvolto da una scoperta: l'amore incompreso e il desiderio di possesso dell'altro soffocano gli uomini ed è il desiderio di libertà che li rende malvagi e aggressivi. Bisogna vivere in libertà i propri sentimenti: "bisogna amare senza soffocare". In fondo è questa la vera magia, la lezione più difficile che gli uomini non sanno ascoltare. Con il tono dell'antica fiaba Tahar Ben Jelloun descrive situazioni contemporanee ed eterne e soprattutto tormenti dell'anima che non hanno necessità di collocazione spaziale e temporale specifica per essere autentici.

Amori stregati. Passione, amicizia, tradimento di Tahar Ben Jelloun
Titolo originale: Amuors sorcières
Traduzione di Anna Maria Lorusso
236 pag., Euro 15,00 - Edizioni Bompiani (Narratori stranieri Bompiani)
ISBN: 88-452-5517-4

Le prime righe

Parte prima

Amori stregati

L'amore stregato

Najat mi ha chiesto di raccontare questa storia a voce bassa e, se possibile, con una luce flebile. Ha osservato che sarebbe meglio aggiungervi un po' di umorismo e di fantasia: i fatti ne sono carenti. Ma perché a voce bassa? Perché in Marocco abbiamo la fastidiosa tendenza ad amare il rumore, o quanto meno a fare rumore senza preoccuparci del fastidio che può provocare; ce ne infischiamo del vicino che reclama un po' di silenzio per riposarsi dopo una lunga giornata di lavoro o subito dopo il malessere lasciato da un litigio con la moglie che gli chiede di prendere posizione nella discussione con la cugina che le ha preso in prestito il caftano rosso ocra, lo ha sporcato e glielo ha restituito senza farlo lavare...
La nonna di Najat ha passato la sua giovinezza in un quartiere spagnolo a Melffia, e nota che i marocchini urlano più degli spagnoli - cosa non facile. Questa mania di fare baccano è segno di uno squilibrio, di una debolezza. Si grida invece di riflettere. Ci si agita invece di agire.
Per Najat, troppa luce è come troppo rumore. Ma come si fa a raccontare la sua storia con dolcezza, senza innervosirsi, senza urlare? Mi ha detto: "Mettimi in uno dei tuoi romanzi, non nel tuo letto."

© 2003 Edizioni Bompiani


L'autore

Tahar Ben Jelloun è nato a Fès (Marocco) nel 1944. Vive a Parigi ed è padre di quattro figli. Poeta, romanziere e giornalista, è noto in Italia per i suoi numerosi libri, fra cui citiamo Corrotto; L'ultimo amore è sempre il primo?; Nadia; Il razzismo spiegato a mia figlia; L'estrema solitudine; La scuola o la scarpa; L'Islam spiegato ai nostri figli; Il libro del buio; Jenin; Creatura di sabbia; L'amicizia; L'albergo dei poveri. Per il profondo messaggio contenuto nel volume Il razzismo spiegato a mia figlia, il 16 novembre 1998 gli è stato conferito dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, il "Global Tolerance Award". Nel 2002 ha ricevuto dal Centro Pio Manzù la Medaglia del Senato della Repubblica Italiana.
Nell'archivio del Café Letterario di libriAlice.it è presente l'intervista allo scrittore.


Di Grazia Casagrande


9 gennaio 2004