VARIETA' DI SCRITTURE

Geminello Alvi
Ai padri perdóno
Diario di viaggio

"Non parlo di vittoria o di sconfitta, ma del deposito misterioso che deve evolvere: quell'ira del nonno, o il gesto ampio, venerante e però alla buona, con cui gli altri zii mi descrivevano ogni volta la Russia, la pietà delle donne che perdonavano ricordando il marito o il padre."

Da Roma a Tbilisi, dall'Adriatico al Mar Nero, da Costantinopoli a Mosca, il viaggio che le pagine di Alvi ripercorrono in brevi sentenziosi capitoli è tutto attraversato da un nostalgico, anche se asciutto e spesso duro argomentare. Il linguaggio aulico, volutamente e quasi arditamente letterario, sembra coincidere con un pensiero che affonda in radici culturali classiche, tutte occidentali: Roma, pur in questo secolo oscuro, sembra essere ancora la naturale culla della civiltà. Una diffusa misoginia sembra quasi pura conseguenza di un costante richiamo ai padri e a un passato che certamente è ben più lontano di quello della generazione che ha preceduto lo scrittore, un passato che è nello sguardo antico del vecchio Manlio o nella tradizione latina, in una romanità che nulla ha a che vedere con la volgarità tragica del fascismo. I drammi del Novecento hanno lasciato ferite ovunque: dalla Russia, alla Georgia, alla Croazia o, ancor più vicino, nell'Istria dove l'italianità ha saputo permanere accanto a quella che l'autore sente essere stata la violenza culturale oltre che politica dei regimi dell'est.
La Storia ritorna nei discorsi dei vecchi, e il perdono che lo scrittore concede è dovuto: la brutalità e la crudeltà sono parte integrante dell'agire umano e c'è sofferenza negli occhi dei vecchi, ma anche un'ingenuità e una purezza che Alvi non sembra ritrovare nei giovani. Il pretesto da cui ha origine il libro è il Giubileo, ma in realtà la cristianità rappresenta per l'autore ben più che un tema religioso: è civiltà e pensiero, è arte e letteratura, è tutto ciò da cui ha origine e in cui sembra trovare senso e radici.

Ai padri perdóno. Diario di viaggio di Geminello Alvi
167 pag, Euro 17,00 - Edizioni Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)
ISBN: 88-04-51858-8

Le prime righe

Roma - L'ufficio ha un soffitto alto, da poco imbiancato e uno se ne sente sollevato, come fosse via d'uscita, in questo vecchio palazzo ch'è labirinto di scale per mani portieri. Fino all'ultimo piano di stanze vicarie, adatte a rimirare sui tetti cieli sempre bassi. Spio l'aria celeste, mentre m'illustrano un contratto. Sono stato onorato dall'incarico di scrivere un libro sul Giubileo. In pace scandire con garbo note a riscontro, sottolineature da vocabolarista. Rimiro di nuovo il soffitto e amabile converso col responsabile ai contratti mio coetaneo. Annoto: "Il Giubileo vi sarà infatti sacro; potrete mangiare quanto daranno spontaneamente i campi. In questo anno ciascuno tornerà in possesso del suo". Levitico, 25, 13-14. Ma intanto lo stridio delle strade di Roma tormenta i tendini.

Roma - L'abitudine di leggere i giornali di prima mattina è nociva. Invece la lettura domestica quieta dopo cena, accanto al gatto in torneo che con salto arrischiante varca il vuoto, tra la poltrona e le teste delle figliolette. Sui giornali tutti profittano del Giubileo per dispensare elogi ai più nocivi umanitarismi con cui il Vaticano fa politica.

© 2003 Arnoldo Mondadori Editore


L'autore

Geminello Alvi è nato nel 1955. Economista e letterato, ha pubblicato: Le seduzioni economiche di Faust; Il secolo americano; Uomini del Novecento e Vite fuori del mondo. Collabora al "Corriere della Sera".


Di Grazia Casagrande


9 gennaio 2004