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Il grande libro dei fantasmi


Perché le storie di fantasmi continuano ad affascinare i lettori? Forse perché tutti temono, ma anche sperano, di incontrane qualcuno? O perché questi spiriti vaganti ci fanno pensare che continui ad esistere una possibilità di comunicare con l'aldilà?
In ogni caso leggere le storie fantastiche che il sostanzioso volume propone, scritte da tante scrittrici più o meno note, ci coinvolge in un crescendo di tensione e di paura che ne fa sconsigliare la lettura serale ai meno coraggiosi. Da Charlotte Brontë, da Edith Wharton, da Ann Bridge o da Angela Carter, ognuna con uno stile personalissimo, veniamo trasportati in un universo fitto di mistero che apre le porte al paranormale e lo rappresenta (ed è questo l'elemento più perturbante) come se fosse realtà quotidiana.

Il grande libro dei fantasmi
A cura di Richard Dalby
Traduzione di Katia Bagnoli e Antonella Leoni
708 p., ill., Euro 19,90 - Edizioni La Tartaruga (Narrativa)
ISBN: 88-7738-403-4



Le prime righe

VIOLET HUNT

La preghiera

« Venite, Mrs Arne, venite, mia cara, non dovete lasciarvi andare così! Non potete resistere, davvero, non ce la farete! Lasciate che Miss Kate vi porti via, coraggio! » esortò l'infermiera con il più materno dei suoi toni.
« Sì, Alice, Mrs Joyce ha ragione. Vieni via, ti prego, ti stai facendo del male. È tutto finito, non c'è più niente che tu possa fare! Oh, vieni via! » implorò la sorella di Mrs Arne tremando per l'inquietudine e l'ansia.
Pochi minuti prima il dottor Graham aveva lasciato il polso di Edward Arne, e l'inappellabile aggrottarsi delle sue sopracciglia stava a significare: la fine. L'infermiera aveva a sua volta decretato formalmente la chiusura della vicenda con un piccolo gesto di rassegnazione. La giovane cognata aveva nascosto il volto tra le mani. La moglie, con un grido raggelante per tutti i presenti, si era gettata sul letto, sul corpo del marito morto. Lì giaceva; le sue grida erano terrificanti, e in tutte le membra era scossa dai singhiozzi.
I tre la fissavano pieni di compassione, non sapendo quale risoluzione prendere. L'infermiera, a mani giunte, guardava il dottore in attesa di ricevere un ordine e il dottore tamburellava le dita su una colonna del letto. La giovane sorella accarezzava timidamente la spalla di Mrs Arne che, sotto il suo tocco, si alzava e abbassava scossa dai singulti.
« Andate via, andate via! » ripeteva Mrs Arne senza sosta, con voce arrochita dalla stanchezza e dalla passione.
« Lasciatela stare, Miss Kate, » mormorò infine l'infermiera. « Forse si sfogherà meglio da sola. »
Abbassò la luce della lampada come se volesse far scendere un velo sull'intera scena. Mrs Arne si appoggiò su un gomito mostrando il volto solcato di lacrime e arrossato dall'emozione.

© 2003 Edizioni La Tartaruga

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dicembre 2003