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Melani Le Bris
La cucina della filibusta


Un libro che fa venire "l'acquolina in bocca" non solo agli amanti della buona cucina, ma anche agli storici. Melani Le Bris ha infatti raccolto tutte le ricette presentate nel volume senza dimenticare un'accurata presentazione storica, scritta in collaborazione con il padre Michel, studioso francese della pirateria. Un centinaio di ricette si alternano ad altrettanti aneddoti e approfondimenti e rendono la lettura del libro particolarmente curiosa e piacevole. Immaginiamo i feroci filibustieri caraibici alle prese con fuochi e spezie, in cui scopriamo che erano molto ferrati. Li immaginiamo sulle spiagge delle Barbados attorno alla brace (inventarono la grigliata) intenti a mangiare un'aragosta arrostita di dieci chili! Oppure in Louisiana alle prese con la Jambalaya, un piatto creolo vagamente simile alla paella, adattissimo a stupire piacevolmente gli ospiti e da servire con accompagnamento di storie originali sui pirati di Santo Domingo che guidarono Pierre Le Moyne d'Iberville fino alle sponde del Mississippi, o sui coloni creoli e il celeberrimo Lafitte.

La cucina della filibusta di Melani Le Bris
320 pag, ill., Euro 18,00 - Edizioni Eleuthera
ISBN: 88-85060-85-4



Alcune righe

STUFATO DI TARTARUGA VERDE
Isole Caiman

«Non ho mai mangiato niente di così appetitoso e gustoso», dichiara padre Labat dopo aver ingerito un piastrone di tartaruga lungo più di due piedi e mezzo e largo un piede e mezzo. La carne della tartaruga si presta a tutte le preparazioni, prosegue ammirato, «se ne fanno brodi, come se fosse bue o montone, si fa arrostire allo spiedo, se ne fanno braciole, stufati, ragù, brasati, fricassee». Ma la cosa più apprezzabile è che «questa carne ha l'ammirevole proprietà di poter essere mangiata a volontà senza timore di sentirsi appesantiti, perché, per quanto molto nutriente, è di facilissima digestione». Se ne è mangiata talmente tanta che oggi nelle isole la tartaruga è una specie protetta. Dunque è per pura nostalgia che diamo al lettore la ricetta seguente.

1 kg di carne di tartaruga
2 limoni verdi
4 cipolle
6 pomodori
4 ciuffi d'erba cipollina
2 spicchi d'aglio
250 ml di vino rosso
1/2 peperoncino antillano
375 ml d'acqua
sale, pepe, olio

Lavare la carne di tartaruga con i limoni verdi. Poi far marinare la carne con le cipolle tagliate a fette sottili, i pomodori spezzettati, l'aglio e il vino. Conservare una notte nel frigorifero. Scolare la carne e filtrare la marinata per recuperare gli aromi. Farla rosolare in qualche cucchiaiata di olio, poi aggiungere la carne di tartaruga e rosolare il tutto per un'altra decina di minuti. Aggiungere il peperoncino e lasciar sobbollire per 2 ore a fuoco basso. Salare e pepare a fine cottura. Lo stufato è generalmente servito accompagnato da riso bianco.

© 2003 Editrice Elèuthera


L'autore

Melani Le Bris, trentenne, dirige per le edizioni Gallimars la collana "Cartoville" e le guide "Aller-Retour" ed è inoltre autrice di diversi titoli pubblicati in quelle collane. È anche una cuoca eccellente, che si ispira a tutte le tradizioni dell'"altrove" ed è pronta ad osare mille innovazioni… purché radicate nell'uso onesto dei prodotti locali.

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dicembre 2003