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Tahar Ben Jelloun
La bella addormentata
Una fiaba d'autore per parlare di razzismo ai nostri figli


Tahar Ben Jelloun, grande scrittore marocchino, ha riscritto "rivisitandola" la celeberrima fiaba della Bella addormentata nel bosco di Perrault. Pur affascinante per la straordinaria capacità narrativa dell'autore, la prima parte riporta semplicemente la storia, così come la conosciamo. Ma la seconda parte intitolata Cent'anni dopo, prende un'altra direzione: il principe Qaiss, entrando nel castello in cui la principessa Jawhara dorme, incontra strani animali che richiamano alla memoria preghiere e tradizioni arabe; la pelle della bella addormentata al suo risveglio è diventata molto scura e ciò scatena la rabbia della madre del principe, razzista e convinta che i neri debbano solo essere schiavi. Su questo tema si sviluppa l'ultima parte del racconto, con un finale catartico tipico delle storie antiche: la morte della regina cattiva e la felicità finale dei due sposi, con i loro figli, un maschietto nero e una femminuccia bianca. Splendidi anche i disegni di Giovanni Manna.

La bella addormentata. Una fiaba d'autore per parlare di razzismo ai nostri figli di Tahar Ben Jelloun
Titolo originale: La Belle au bois dormant
Traduzione di Anna Maria Lorusso
Illustrazioni di Giovanni Manna
106 pag., ill., Euro 15,00 - Edizioni Fabbri
ISBN: 88-451-8350-5



Un'immagine

Le sette fate erano lì, intorno al letto su cui dormiva Jawhara. Ciascuna teneva in mano una bugia accesa. Il principe avanzò esitante, si inginocchiò e vide una ragazza di sorprendente bellezza. Quando si avvicinò al suo viso per baciarlo, sentì la terra mancargli sotto i piedi. Quando le sue labbra toccarono la fronte della principessa, un potente getto d'acqua sorse dal letto sollevando Jawhara. Il principe indietreggiò, tutto bagnato. Aveva aperto le chiuse di una sorgente d'acqua magnifica. Lacqua circolava dappertutto e irrigava la campagna e il paese. La sorgente era inesauribile.


© 2003, RCS Libri Edizioni


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dicembre 2003