MUSICA CINEMA E LETTERATURA

Davide Dileo
dianablu

"Comunque le mie vasche nel corso della città insieme agli amici le ho fatte, le sigarette di nascosto con il mio migliore amico le ho fumate, le dianablu, non costavano un cazzo e facevano pure schifo, e poi andavo alle feste."

Otto racconti più uno: storie un po' sgangherate e senza fatti cruciali a giustificarle. Ragazzi qualsiasi, frustrati, arroganti, spaventati, insofferenti con tanta musica nelle orecchie. Musica che suonano, che cantano o che semplicemente ascoltano, incapaci di vivere senza lasciarsi dietro una scia di malessere. Inadatti a vivere, inadeguati, sconfitti, con la malattia come sfogo esistenziale e una reattività esasperata. Ragazzi che sono gruppo e sembrano sempre soli, che non trovano contatti fuori dal loro mondo, ma del loro mondo sono insoddisfatti. E il linguaggio spezzato, interrotto, gergale e povero che li descrive, o meglio che li fa parlare, è l'esempio dell'alienazione in cui questi normali rappresentanti di una generazione di adolescenti senza età vivono.
Ragazze e ragazzi: non cambia molto il male di vivere sia che si tratti dell'universo maschile o di quello femminile. Dianablu è una marca di sigarette ed è anche un nome, ma sopratutto è un colore nuovo che attraversa i racconti e ne costruisce un filo conduttore. L'autore è un musicista ed è proprio dall'ambiente di chi pratica e di chi ascolta la musica che ha tratto molto del ricco materiale del primo libro. Una prova, quella di Boosta che al di là dello sperimentalismo linguistico, forse un po' scoperto, mostra una interessante capacità di fondere atmosfere nostrane con la recente tradizione letteraria americana.

dianablu di Davide Dileo
167 pag., Euro 12.40 - Edizioni Baldini Castoldi Dalai (Romanzi e Racconti n. 269) ISBN 88-8490-477-3

Le prime righe

Quando entri

Una volta ho avuto una fidanzata.
Una volta non ho saputo dire che faccia aveva il mio male.
Una volta ho preso la penna e ho incominciato a scrivere.
Sul furgone, mentre andavo a suonare, in albergo dopo i concerti, sui treni che mi portavano in giro a vanvera per l'Italia.
Per ricongiungermi con la mia metà così simile e difforme.
Non sono uno scrittore.
Volevo solo leggere un po' di storie della gente che avevo nella testa.
Ho voluto essere il primo a raccontare le loro storie e i loro pensieri.
Mi hanno fatto ridere e incazzare, mi hanno fatto compassione e un po' mi hanno fatto bene, perché ci siamo presentati.
Ufficialmente e per la prima volta.
È un po' come quando senti tanto parlare di qualcuno e non lo incontri mai. Poi un terzo agente ti procura un incontro.
Allora arriva il giorno in questione e sai che nell'arco di poche ore avverrà questo rendez-vous.
Qualunque sia la situazione che ti aspetta.
Fondamentalmente non te ne importa molto perché il tale di cui si parla rimane piuttosto tangenziale alla tua esistenza.

© 2003 Edizioni Baldini Castoldi Dalai


L'autore

Davide Dileo. In arte Boosta. In arte produttore, musicista, dj, ora anche scrittore. In arte vive a Torino, in fede ci lavora. Tastierista dei Subsonica, ha scritto dianablu prima, durante e dopo un anno di tour, la scrittura di un soggetto cinematografico, i lavori di mixaggio di un disco dal vivo, la preparazione del suo disco solista, una fidanzata destabilizzante e un lungo mese di eremitaggio nella terra di Francesco d'Assisi. In arte, a chiacchierare con gli animali.


Di Grazia Casagrande


5 dicembre 2003