OLTRE IL DOLORE

Banana Yoshimoto
Arcobaleno

"Capii chiaramente a cosa mi stavo aggrappando in quel periodo. Era quello che mi aveva insegnato mia madre... per continuare a vivere, bisognava lavorare con serenità e procedere per la propria strada facendo attenzione a dove mettere i piedi per non restare coinvolti in questioni intricate."

Ancora una volta lo sguardo di Banana Yoshimoto si sofferma su un personaggio femminile, su una giovane donna sola: Minagami Eiko. I rapporti con la madre, molto amata e scomparsa improvvisamente per un infarto, e con la nonna, morta poco prima della figlia, si intrecciano con quelli più difficili con gli uomini: il padre, innanzitutto, e poi il proprietario dell'Arcobaleno, il ristorante tahitiano di Tokyo in cui lavora, il signor Takada. Tra nostalgia e speranza per il futuro, Minagami decide di prendersi una vacanza e visitare finalmente Tahiti, di staccare per un po' da una serie di situazioni abbastanza intricate e difficili da superare: la dichiarazione d'amore del signor Takada, l'antipatia provata per sua moglie sin dal primo giorno, l'imbarazzo nel trovarsi testimone di un rapporto di coppia basato sulla falsità e il tradimento ed esserne in qualche modo coinvolta. La fuga a Tahiti, in un paesaggio idilliaco ben diverso dal caos cittadino della metropoli giapponese, riconcilia Minagami con il suo passato, l'aiuta a superare il dolore e il lutto e a fare una scelta sul suo futuro: accettare la proposta di Takada e contribuire alla fine di un matrimonio, o prendere un'altra strada? La risposta viene da un arcobaleno che appare improvvisamente poco prima del suo rientro a Tokyo.
Gelo e calore, passione e ritrosia: lo spirito giapponese, pieno di reticenze e di imbarazzi in queste pagine lascia spesso il posto a una libertà sentimentale che chiede prepotentemente il suo spazio, senza timore per la forma e per la convenienza. E la Yoshimoto sembra prendere una direzione leggermente diversa dai suoi romanzi precedenti. Anche qui si parte da un lutto importante, dalla forza della morte, presenza ingombrante nell'animo della protagonista, ma in Arcobaleno, rispetto a molti romanzi precedenti, prevale una prospettiva positiva, un'apertura verso il futuro nuova e particolarmente ottimistica, quasi che l'autrice senta la necessità, in un'epoca già così travagliata, di lanciare un messaggio positivo, almeno nell'ambito del privato.

Arcobaleno di Banana Yoshimoto
Titolo originale: Niji
Traduzione di Alessandro Giovanni Gerevini
135 pag., Euro 10.00 - Edizioni Feltrinelli (I canguri)
ISBN 88-07-70151-0

Le prime righe

"Al Tour della laguna si può nuotare insieme a tartarughe marine, razze e squali in cattività all'interno di una riserva naturale marina."
Vi avevano preso parte molti turisti provenienti da tutti gli alberghi di Bora Bora; io, però, ero l'unica a parteciparvi da sola. Per quanto mi guardassi intorno, gli altri erano tutti francesi o italiani riuniti in piccole comitive formate nei rispettivi hotel. Di giapponesi non ce n'era nemmeno uno. Non che la cosa mi preoccupasse più di tanto, tuttavia — piccola di statura come sono — stare in coda in mezzo a quella confusione mi faceva sentire un po' fuori luogo. Dopo essere stati divisi nei vari gruppi, finalmente venne il mio turno. Insieme a me c'era una famiglia di francesi.
La moglie era incinta, per cui decisero di entrare in acqua soltanto il marito e il figlio di circa dieci anni. Le dissero in coro qualcosa come "torniamo subito!" oppure "aspettaci, eh!" e scesero verso la spiaggia.
Ah, beati loro! Come li invidio, pensai.
Dopodiché la signora aprì un ombrellino da sole e, sotto i raggi trasparenti, piano piano si sedette a terra facendo attenzione al pancione.

© 2003 Edizioni Giangiacomo Feltrinelli


L'autrice

Banana Yoshimoto (Tokyo, 1964) ha conquistato un grandissimo numero di lettori in Italia a partire da Kitchen ed è subito diventata un autentico caso letterario. Dei suoi libri ricordiamo N.P., Sonno profondo, Tsuguìni, Lucertola, In rito, Sly, Amrita, L'ultima amante di Hachito, Honeymoon, H.H., La piccola ombra e Presagio triste. Banana Yoshimoto ha vinto il Premio Maschera d'Argento 1999.


Di Giulia Mozzato


5 dicembre 2003