INDIA E OCCIDENTE

Anita Desai
Polvere di Diamante
e altri racconti

"Se quel mendicante avesse suonato in Occidente, i grandi teatri di ogni metropoli gli avrebbero spalancato le porte. Avrebbe suonato sotto i riflettori e il suo nome sarebbe stato sui manifesti, sui giornali, sulle labbra di tutti. Avrebbe fatto fortuna... ma in tal caso, sarebbe stato il cantante che era adesso, un'anima pellegrina, felice di sedere all'ombra della tomba di marmo un po' corroso del grande santo Nizamuddin, e di fargli omaggio della sua canzone?"

Un vento caldo ci travolge e ci trascina con sé nelle strade di Delhi sin dalla prima pagina di questa straordinaria raccolta di racconti. La scrittura della Desai è trascinante, avvolgente, non una brezza ma un vero tornado. Con pochissimi tratti di penna si forma l'affresco di una civiltà, con poche frasi si ricostruisce un mondo e si penetra dentro di esso, come se lo si conoscesse da sempre. Finisce un racconto, ne inizia un altro e il vento caldo si trasforma in bufera gelata, l'afa opprimente in ghiaccio, l'India diventa Canada, Cornovaglia, Stati Uniti, Messico, ma la delicatezza e la profondità del testo rimangono invariati.
Che siano in patria o all'estero, le famiglie indiane della Desai mantengono un fortissimo legame, quasi mistico, con le proprie origini, pur sapendo acquisire abitudini e modi di vita di altre civiltà. Tipicamente indiana è l'ambientazione e il rapporto familiare di Sua Altezza, in cui troviamo un senso dell'ospitalità talmente sacro da superare ogni impedimento e ogni volontà, così come molti riferimenti tradizionali, in netto contrasto con la modernità, emergono in Gli abitanti dei tetti, che racconta la vita dei quartieri nei dintorni di New Delhi.
Splendido è il ritratto di Asha e Anu, protagoniste di Paesaggio invernale, due ragazze del Punjab, nate in una famiglia "progressista" ma ancorate inevitabilmente alle tradizioni locali, legate indissolubilmente nella vita tanto da allevare Rakesh, il figlio unico di una delle due emigrato poi in Canada, come fosse di entrambe. L'immagine delle sorelle anziane di fronte alla finestra, spaesate e indifese in un pese sconosciuto con un clima inimmaginabile per loro, avvolte da un sari bianco appena visibile sullo sfondo della neve esterna è così semplicemente struggente da essere indimenticabile.
Si coglie in questi racconti una scrittura lenta, profonda, talmente intima da diventare palesemente istintiva.
Ma Anita Desai, formatasi su testi inglesi e divisa nella sua duplice identità indiana e tedesca, si cimenta anche con protagonisti occidentali riuscendo a mantenere in ogni caso il medesimo livello qualitativo della narrazione, senza scadere nella retorica del conformismo né nella banalità dei modelli precostituiti. È un'autrice analitica: ogni suo protagonista è un personaggio a sé stante e, pur comparendo per poche pagine (talvolta per poche righe) nella storia, è tratteggiato con una tale raffinatezza psicologica, ne vengono colti così bene gli aspetti salienti da farcelo conoscere come e meglio del protagonista di un romanzo.
E, infine, ci propone anche storie "spiazzanti", come nel racconto che dà il titolo al volume: la polvere di Diamante non è un residuo della lavorazione del prezioso minerale, ma si riferisce a un cagnolino nero bizzarro e goffo di nome Diamante (ma al quale si addirrebbe di più il nome Carbone) che, crescendo, si trasforma in un mordace cane da guardia poco incline a rimanere in famiglia, per la disperazione dell'affezionatissimo padrone.

Polvere di Diamante e altri racconti di Anita Desai
Titolo originale: Diamond Dust
Traduzione di Anna Nadotti e Bianca Piazzese
199 pag., Euro 16.50 - Edizioni Einaudi (Supercoralli)
ISBN 88-06-14926-1

Le prime righe

Sua Altezza

Era tutto predisposto per l'esodo estivo: riempiti i bauli, avvolti nei teli tutti i mobili, la casa pronta per essere abbandonata per tre mesi nelle spire soffocanti del caldo e della polvere mentre i proprietari trovavano rifugio tra i monti. Gli ultimi giorni comportavano sempre qualche disagio, abiti già chiusi nelle valigie, libri e carte già impacchettati per il temporaneo trasloco. La casa sembrava improvvisamente nuda: riposta 1' argenteria, svuotati i vasi di fiori, stuoie e tappeti arrotolati; era difficile superare quel guado che per una ragione o per l'altra si protraeva, un ultimo controllo dal dentista, le ultime istruzioni agli operatori di borsa, un nipote in viaggio per Oxford che bisognava ospitare. Solo la prospettiva della fuga dal calore abbacinante che già martellava porte e finestre e inondava tetto e veranda, la prospettiva di ritirarsi nella frescura dei monti, li aiutava a sopportare. Sprofondati in poltrona sulla veranda, sorseggiando limonata da alti bicchieri, sospiravano: - Be , presto ne saremo fuori.
Fu in quel disagevole interludio che arrivò una cartolina, una di quelle cartoline postali gialline a poco prezzo che, per qualche ragione attinente all'età, alla generazione, Raja continuava a usare. Le mani di Sarla ebbero un tremito: notizie di Raja.

© 2003 Edizioni Giulio Einaudi


L'autrice

Anita Desai, nata a Mussoorie in India nel 1937 da madre tedesca e padre bengalese, è cresciuta e ha studiato a Delhi. Vive tra l'India, gli Stati Uniti, dove insegna, e il Messico. Ha scritto Notte e nebbia a Bombay, Chiara luce del giorno, In custodia, Digiunare e divorare, Il villaggio sul mare.


Di Giulia Mozzato


5 dicembre 2003