SAGGISTICA

Nicolas Witkowski
Storia sentimentale della scienza
Le passioni all'origine del pensiero scientifico

"Dalle idee meno geniali di Leonardo da Vinci alle intuizioni più fruttuose degli scienziati romantici, i nostri viaggiatori potranno seguire gli sviluppi del pensiero scientifico e prendere la misura della profondità vertiginosa a cui si spingono le sue radici poetiche, mistiche e magiche."

"Perché la normale storia della scienza, quella che rende pesantissime le opere specialistiche e inietta dosi quasi letali di sedativi nei manuali scolastici, è così noiosa?" questa è la domanda che si pone nella Prefazione Nicolas Witkowski, dandosi anche una spiegazione generale: forse perché si ricerca un approccio scientifico anche a certi aspetti della storia personale dello scienziato, in realtà molto utile per la comprensione del senso delle sue analisi e delle sue scoperte, ma non sempre classificabile all'interno di binari strutturati. L'uomo vive "dentro" il suo tempo, risente degli influssi socio-culturali di un'epoca e delle vicende private di un'esistenza intera: elementi che spesso rifuggono dalla logica. Ecco dunque che all'interno di questo volume prendono corpo i protagonisti delle scoperte scientifiche di molti secoli, incredibilmente affascinanti, magari più vulnerabili o incerti di come la storia ufficiale li abbia tramandati, ma sicuramente più divertenti. C'è spazio per l'intelligenza emotiva, di cui tanto si parla negli ultimi anni (finalmente rivalutata), per le piccole caratteristiche fisiche o psicologiche, per le curiosità legate agli scienziati e alle loro famiglie. Scopriamo che Benjamin Franklin, immortale inventore del parafulmine, era "un uomo alto con i capelli bianchi, un berretto di pelliccia e certi strani occhiali senza i quali non vedeva assolutamente nulla, uno che detestava i pedanti e considerava il cattivo umore sudiciume dell'anima", schivo e poco incline a godersi il successo pubblico, preferendo le conversazioni informali nei salotti. Conosciamo il nonno di Darwin, Erasmus, un natural philosopher che in qualche modo influenzò il lavoro del nipote e scatenò grandi battaglie ideologiche nel suo paese. Ci divertiamo a seguire le vicissitudini di Ferdinand Plateau, che provò la teoria della "persistenza retinica" su di se, fissando il Sole per 25 secondi e rimanendo cieco per alcuni giorni, ma diventando uno dei "precursori (completamente dimenticati) del cinematografo". Un capitolo che si chiude in modo alquanto sentimentale: "Quanto Plateau perse definitivamente le vista, il suo amico Faraday gli mandò questi versi scritti da un poeta cieco:
Possa la luce invadere il tuo spazio interiore
E lo spirito irradiarlo con tutta la sua potenza..."
Scopriamo che il nipote di Victor Hugo, Léopold, liberò all'improvviso 150 colombi al funerale dello zio di fronte a migliaia di facce sbalordite. Ma anche le vostre lo saranno quando scoprirete che fu un matematico insigne e riformatore della geometria, malgrado la sua "allergia" per la sfera, "scomunicata in quanto non filosofica".
E così, tra una curiosità e l'altra, arriviamo alla fine del saggio avendo compreso molto di più sul senso della ricerca scientifica, sui suoi perché e, soprattutto, ricordando finalmente quello che a scuola ci sfuggiva sempre: l'essenza umana delle scoperte.

Storia sentimentale della scienza. Le passioni all'origine del pensiero scientifico di Nicolas Witkowski
Titolo originale: Une histoire sentimentale des sciences
Traduzione di Alessandro Serra
322 pag., ill., Euro 23.50 - Edizioni Raffaello Cortina (Scienza e idee n. 113)
ISBN 88-7078-860-1

Le prime righe

PREFAZIONE
L'EFFETTO TAUNI

È forse in un'altra vita che con Manuel, la guida indiana, e un amico botanico ho percorso, a caccia di piante rare, un piccolo lembo della foresta equatoriale. Ci furono partenze all'alba, affilature di machete nel fumo di fuochi umidi, perigliose scivolate su sentieri fangosi, in cui si impara a camminare a piccoli passi, serpenti sessanta-secondi che uscivano inquieti dal cuore molle dei tronchi caduti, cerbiatti mimetici che schizzavano via al nostro avvicinarci, scimmie urlatrici e strani uccelli silenziosi poi finiti allo spiedo. E ruscelli da giardino dell'Eden, luccicanti, spartiacque sbarrati da formiche rosse. E l'improvviso apparire degli imperiosi inselberg (pani di zucchero) di granito grigio che emergono, fuori del tempo, dall'oceano vegetale.
L'amico botanico (come uno dei personaggi di questo libro, Aimé Bonpland) era alla ricerca di piante da cui estrarre molecole di interesse farmaceutico. La meta ultima della spedizione era costituita, in particolare, da un albero mitico: il tauni — Brosimum acutifolium per gli amici — la cui linfa sembra avere un suo impiego nell'iniziazione sciamanica. Ci era stato detto che i suoi effetti, preceduti da contrazioni muscolari dolorose e da una sensazione di febbre, si esprimono nella «presenza, per lo più sulla schiena dell'iniziato, degli spiriti dell'albero sorto forme diverse, una delle quali è sempre un giaguaro; l'altra, meno frequente, un bruco mostruoso. Queste apparizioni manifestano la loro presenza con il respiro, fruscii varie, nel caso del giaguaro, con ruggiti".

© 2003 Edizioni Raffaello Cortina


L'autore

Nicolas Witkowski, fisico, autore di opere e articoli sulla storia della scienza ha già pubblicato La vasca di Archimede.


Di Giulia Mozzato


28 novembre 2003