NUOVI AUTORI ITALIANI

Tullio Avoledo
Mare di Bering

"Questa casa è un rifugio, un grembo, una nicchia sicura nel flusso del tempo che altrimenti mi levigherebbe come un ciottolo, giorno per giorno, secondo dopo secondo in una corrente uguale e inutile."

Quanto interesse suscita una seconda opera dopo un esordio di straordinario successo e come spinge alla severità nel giudizio! Infatti non appena uscito questo romanzo di Avoledo ha creato intorno a sé una evidente curiosità. Leggendolo si può subito notare come ci siano dei punti di continuità, ma anche molte novità rispetto a L'elenco telefonico di Atlantide un'opera prima entrata rapidamente nelle classifiche dei libri più venduti e tale da incoronare il suo autore come "grande outsider" della letteratura italiana. Continuità nell'uso dell'ironia, nel presentare eventi apparentemente insensati mescolati in uno straordinario carosello a fatti "normali", il caso, o se si vuole la "pazzia", come componente della vita quotidiana. Anche il corrispondente vorticoso intreccio di vicende, ben dominato anche in questa occasione dall'autore, riprende un motivo caratteristico del precedente romanzo, cioè la complessità della realtà proposta al lettore sotto personaggi o situazioni estremamente varie. Elemento di novità è la scelta temporale che fa supporre un vago futuro che si intreccia ancora con l'oggi senza però riprodurlo. I personaggi forse sono, in quest'ultima prova, più paradossali o paradigmatici, sicuramente più estremi. Dietro all'elemento fantastico appare chiaramente la realtà ("la società è la loro vera protagonista" ci ha detto l'autore parlando dei suoi romanzi): un Nordest contraddittorio e corrotto, eticamente debole e culturalmente povero pur in una ricchezza e in una modernità esibite ("un tessuto molle, lacerato, peraltro capace a volte di imprevedibili sussulti di dignità"). Certamente in questa visione pessimistica si aprono degli spiragli positivi ("Mika, Amanda e gli altri cercano di fare qualcosa di buono") e la stessa immagine finale del bimbetto che raccoglie la tartaruga contrasta in modo emblematico con l'apocalisse preannunciata poche righe prima.

Mare di Bering di Tullio Avoledo
447 pag., Euro 17.00 - Edizioni Sironi (Questo e altri mondi)
ISBN 88-518-0026-X

Le prime righe

1

Non vado mai alle feste.
Mai andato a una festa così, con la musica.

Daniele B., nastro 54

Dalla parte del mare, stamattina, è apparso un muro di nuvole. Scuro e compatto, occupava tutto l'arco visibile a sud e a ovest. Cumuli e nembostrati a bassa quota formavano un'illusoria catena di montagne, identiche a quelle vere che chiudono a semi- cerchio l'orizzonte a nord e a est.
Per un attimo ho provato la sensazione di muovermi nel cratere aperto dall'impatto di un gigantesco meteorite.
Uno di quelli che estinguono i dinosauri, o affondano Atlantide. Poi invece, per via del traffico e dei feroci colpi di clacson dietro la mia auto lentissima, ho pensato a un anfiteatro, tipo quello del film Il gladiatore.
Avrei voluto avere in auto una penna, per tirare giù i miei pensieri, che sono fatti di qualcosa di leggero come i sogni. Basta un battito di ciglia per vederli sparire.
A volte ho dei pensieri che mi piacerebbe ricordare.
Più che pensieri, sono dei segnali.
La mia idea è che siamo come delle radio. Solo che ognuno è sintonizzato in modo diverso.

© 2003 Edizioni Alpha Test


L'autore

Tullio Avoledo è nato nel 1957 a Valvasone, in Friuli. Vive a Pordenone dove lavora presso l'ufficio legale di una banca. All'inizio del 2003 ha esordito con L'elenco telefonico di Atlantide riscuotendo molto successo di pubblico e di critica e vincendo il premio "Forte Village-Montblanc scrittore emergente dell'anno". Questo è il suo secondo roimanzo.


Di Grazia Casagrande


28 novembre 2003