SAGGISTICA

Enzo Bianchi
Nuove apocalissi
La guerra in Iraq, l'islam, l'Europa e la barbarie

"Sì, apocalisse è anche questo alzarsi del velo sulle intenzioni e sugli interessi di chi sta facendo una guerra mascherandola con l'assurda spaccatura tra antiamericani e filoamericani: purtroppo questo scontro per il domani della civiltà è qui, in mezzo a noi, nel mondo occidentale."

Priore della Comunità Monastica di Bose Enzo Bianchi rappresenta un punto di riferimento per tutto un particolare universo di credenti, ma anche per molti non credenti che però osservano con appassionata attenzione ciò che viene detto dalle personalità più sensibili del mondo cattolico. Prima di tutto l'invito alla riflessione: "Fermarci a pensare aiuta a leggere in modo diverso noi stessi e gli altri, a porre un freno al degenerare dell'autodifesa in ritorsione, all'imbarbarirsi della giustizia in vedetta", un invito che in epoca di velocità di cultura che esalta il prodotto "in tempo reale" può apparire davvero rivoluzionario. Il messaggio a porre argine alle nuove apocalissi e alla barbarie incalzante diventa ancora più pressante se "il perdono, la giustizia, la pace, sono patrimonio e responsabilità comune, di ogni uomo, nessuno escluso. Su di essi ogni uomo misura la propria umanità, ovvero la propria compassione con il sofferente, la propria solidarietà con il povero, il proprio rifiuto dell'indifferenza al male". I temi dominanti sono la guerra e la pace, lo straniero e il rifiuto del diverso. Accogliendo l'invito dei monaci trappisti d'Algeria, "Signore, disarmaci e disarmali!", Bianchi rifiuta la guerra, e in particolare quell'orrore logico che è la guerra preventiva, in nome della stessa civiltà che si finge di voler difendere, dopo aver tracciato un breve itinerario delle due grandi religioni nel cui nome si dichiara di combattere, quella cristiana e quella islamica. Il grido inascoltato del Papa aveva oltre che una valenza etica anche una immensa capacità di premonizione politica, e questo ben lo si può affermare oggi, alla luce degli orrori del cosiddetto "dopoguerra". L'altro tema, quello della xenofobia o dell'egoismo etnico viene analizzato con straordinaria acutezza e ciò che viene detto non può non toccare molte sensibilità: citando Edmond Jabès ("Lo straniero ti permette di essere te stesso, facendo di te uno straniero") si dimostra che in realtà la paura dell'altro è la paura dell'altro che si ha in sé ("La paura dello straniero è lo specchio di una stranierità che ci abita") e proprio per questo bisogna assumere la paura dell'altro, leggere le proprie pulsioni difensive e intraprendere la strada dell'elaborazione dei nostri sentimenti e mettendo a confronto due paure, la mia e l'altrui, può nascere la conoscenza quindi il vero incontro. Si può concludere con un suggerimento che è risposta sia alla tematica bellica che a quella dell'accoglienza: "La sofferenza dell'altro uomo è appello alla responsabilità e alla solidarietà e memoria della fratellanza".

Nuove apocalissi. La guerra in Iraq, l'islam, l'Europa e la barbarie di Enzo Bianchi
115 pag., Euro 12.300 - Edizioni Rizzoli (I mandorli)
ISBN 88-17-00015-9

Le prime righe

Nell'ora del buio dell'umanità

Ancora una volta è apparso il Male, il male assoluto, il male come azione di uomini contro uomini, un'azione che provoca carneficina, devastazione, angoscia. Aver potuto assistere a questa epifania del male in diretta, alla sua manifestazione in un luogo che simbolicamente sentiamo come «nostro», come «casa nostra» quasi un emblema del nostro Occidente -, ha significato un'angoscia che forse non ha sperimentato neppure chi è stato vittima diretta di quell'evento mortifero. Quest'angoscia, che attraversa tutto l'Occidente, di fatto spinge i cristiani a pregare, e già nella sera stessa di quel giorno buio per tutta l'umanità si sono celebrate veglie di preghiera...
Sì, il cristiano nell'ora dell'angoscia cerca il Signore, cerca di aprire una comunicazione con lui, per riversare davanti a lui il suo lamento e invocarne l'aiuto, proprio perché il credente sa che questo mondo è stato voluto da Dio, che l'umanità è creata a immagine e somiglianza di Dio, e che la storia è stata pensata da Dio come il luogo della salvezza, essendo destinata a sfociare nel Regno. Il cristiano dunque prega, è per lui spontaneo cercare di leggere davanti a Dio, oserei dire con gli occhi di Dio, gli eventi e il loro significato, il loro insegnamento.

© 2003 Libri Edizioni


L'autore

Enzo Bianchi (Castel Boglione, Monferrato 1943), fondatore e priore della Comunità Monastica di Bose. Direttore della rivista biblica "Parola. Spirito e Vita", membro della redazione della rivista internazionale "Concilium", è autore di numerosi testi, tradotti in molte lingue sulla spiritualità cristiana e sulla grande tradizione della chiesa, scritti tenendo sempre conto del vastoe multiforme mondo di oggi. Collabora a "La Stampa", "Avvenire" e "Luoghi dell'infinito".
Tra i suoi libri ricordiamo: Adamo dove sei?, Pregare i Salmi, Pregare la Parola, Lontano da chi?, Il radicalismo cristiano, Vivere la morte, Da forestiero, Altrimenti, Non siamo migliori, Ricominciare, Il libro delle preghiere, Poesie di Dio.


Di Grazia Casagrande


28 novembre 2003