PADRI E FIGLIE

Nicoletta Vallorani
Il cuore finto di DR

"Gli umani sono gente strana. Si giocano la morte e la vita come fossero solo un momento di passaggio, un tempo di luce tra due momenti di ombra."

Che differenza c'è tra naturale e artificiale? Possono essere più "veri" gli esseri sintetici, soprattutto se un po' mal riusciti, di esseri umani gelidi e spietati? Milano del futuro sarà una città desolata e popolata da un'umanità degradata e pericolosa? Le impressioni che restano nella mente dei lettori di questo romanzo possono essere queste e Nicoletta Vallorani offre un quadro davvero angosciante della città, dei suoi abitanti e della violenza cupa che circonda la vicenda. Primo romanzo di questa eclettica scrittrice che ha nel tempo arricchito il proprio registro narrativo, ma che già aveva sperimentato l'uso del "genere" come strumento da utilizzare con originalità, pur rispettandone i canoni, tanto che Il cuore finto di DR riuscì a vincere nel 1993 il prestigioso Premio Urania per la fantascienza.
La galleria di personaggi femminili qui proposti è molto varia e in un certo senso riproduce le varie tipologie di donne che ognuno ha classificato nel proprio immaginario, senza operare grandi distinzioni se si parla di esseri reali o "sintetici": brutta e intelligente, bella e perfida, mite e fragile, saggia e prudente, astuta e simpatica, insomma una rassegna di psicologie diverse e coerenti al loro interno. Ma è la descrizione della città l'elemento più inquietante: si citano vie note del centro di Milano, ma la ricchezza e l'eleganza dell'oggi sembrano annientate da una trasformazione "morale" più che materiale dell'assetto urbano. Oscurità, sporcizia, scarafaggi e altri animali immondi hanno invaso le vie sempre più insicure e per questo ben poco frequentate dagli uomini: un futuro quindi che non sembra risparmiare i luoghi del privilegio e se c'è una nota rassicurante questa è affidata al canto di strane piante extraterrestri. Chi abbia seguito l'interessante itinerario di Nicoletta Vallorani non può perdersi quest'opera prima, che giustamente è stata oggi riproposta nella collana Meteore curata con grande competenza da Tecla Dozio.

Il cuore finto di DR di Nicoletta Vallorani
205 pag., Euro 13.50 – Edizioni Todaro (Meteore)
ISBN 88-86981-50-3

Le prime righe

1

Willy non riesce a crederci. Strizza gli occhi sotto le lenti degli occhiali a specchio, e quando li riapre si aspetta che non ci sia più niente. Invece è tutto lì, tutto come prima, dentro la stanza d’albergo dove si è nascosto, adesso che ha crediti a sufficienza’ per permettersi di pagare.
Willy si ricorda tutto, anche se la casa di Topo Sin non gli sembra reale come un’ora fa, quando si è chiuso la porta alle spalle e se n è andato dopo aver fatto quello che doveva. Si ricorda anche tutto di quello che c’era dentro, dentro alla casa, cioè, comprese le piccole chiazze di sangue sulla carta da parati nella camera da letto di quello schifoso, e la macchia rossa sul copriletto di raso, fucsia come piaceva ad Amanda.
Quando è uscito dalla stanza, Amanda aveva il cervello spappolato. Ci aveva pensato lui, Willy, a ridurglielo in quel modo, proprio mentre Topo Sin nella saletta dei giochi firmava la sua condanna a morte. Willy non gli serviva più, e così lui se ne liberava. Pollice ritto si vive, pollice verso si muore. Così va il mondo, e se uno non conosce le regole, finisce che si trova dentro una gabbia prima ancora di sapere chi ha tirato su le sbarre. Ma Willy è furbo, anche se nessuno se n’è mai accorto, prima. Willy sa che Topo Sin voterà contro di lui, e allora agisce da professionista: si muove in anticipo.

© 2003 Todaro Edizioni


L'autrice

Nicoletta Vallorani, marchigiana di nascita, ma da tempo residente a Milano, insegna, traduce, scrive saggi, legge di tutto e passa il tempo che resta con le sue figlie. Scrive letteratura di genere non per ripiego ma per scelta, perché è convinta che sia l’unica capace di compromettersi con la realtà. In aprile è uscito il suo ultimo romanzo: Eva. Proponiamo inoltre la recensione ad un altro romanzo, Cuore meticcio.


Di Grazia Casagrande


21 novembre 2003