HORROR E NOIR

Chantal Pellitier
Il canto del capro

"Maurice sentì un brivido lungo la schiena: capì che il giorno in cui si sarebbe trovato di fronte all'assassino sarebbe stato colto da una tristezza e una disperazione infinite."

Parigi, Moulin Rouge, Montmartre... sembrerebbe un palese déjà-vue letterario: quanti romanzi gialli hanno questa ambientazione e vivono dello spirito affascinante e "nebbioso" della Francia più classica? E invece Il canto del capro non è il solito romanzo, ma una rivisitazione in chiave moderna, originale e femminile, del noir d'autore, non a caso vincitore del Grand Prix du Roman Noir. Maurice Laice, detto Momo, ispettore di polizia malinconico e taciturno, ridicolizzato dalla collega Aline Lefèvre, all'opposto energica, godereccia e vitale, è incaricato di condurre le indagini destinate a svelare l'intricata vicenda che sta alle spalle di alcuni omicidi. Innanzitutto quelli di Manfred Godalier, primo ballerino al Moulin Rouge e omosessuale ed Elsa Suppini, giovanissima costumista di origine corsa, innamorata del bel Manfred. Poi quello di un fumatore di crack, nel quartiere periferico di Abbesses. Momo indaga su queste morti sentendone il peso, partecipando con dolore e frustrazione a vicende di amore e morte, emarginazione, emigrazione e "male di vivere".
Si tratta del secondo romanzo di una serie iniziata con Eros e Thalasso e proseguita dopo Il canto del capro con More is less, che vede protagonista il nostro ispettore sempre alle prese con vicende che collegano il contesto locale ai grandi problemi e alle questioni internazionali. Nel primo romanzo i riferimenti sono al Ruanda, in questo troviamo l'Algeria (e scoprirete perché, non voglio anticiparvi una trama piena di colpi di scena), nel terzo Taiwan. Speriamo che la casa editrice e/o decida di tradurre anche gli altri due titoli, consentendoci di seguire ancora Momo nelle sue umanissime indagini.

Il canto del capro di Chantal Pellitier
Titolo originale: Le chant du bouc
Traduzione di Franca Doriguzzi
181 pag., Euro 14.50 - Edizioni E/O (Le Rose)
ISBN 88-7641-553-X

Le prime righe

Odore freddo di sudore, di tabacco, di acido, puzza di candeggina e ammoniaca. Elsa attraversò la hall del Moulin Rouge senza salutare le donne delle pulizie. Il music-hall che aveva fatto battere il cuore della Montmartre leggendaria, dove Lautrec e Picasso si erano dati troppo al cancan e beccati lo scolo, alle dieci del mattino non aveva niente di una cartolina. La ragazza con l'impermeabile rosso entrò all'improvviso nell'ufficio di quell'imbecille del direttore del personale che stava sempre a bocca aperta, per stupidità e sinusite cronica.
«Rose se ne va, voglio sostituirla con i due primi ballerini».
«Ah... ah...».
«Voglio diventare costumista. Me lo insegnerà Rose, lei non avrà bisogno di istruire nessuno. La regista è d'accordo, il direttore di scena pure, gliene ho già parlato».
«Una rompipalle di meno in sartoria! Perché no?».
«Farò la brava, glielo prometto!».
Urlò un grazie, si arrampicò su per la scala a chiocciola verso i camerini degli uomini per annunciare a Manfred che presto si sarebbe presa cura di lui ogni sera. Mentre vestiva il suo amato, avrebbe dato inizio alla loro storia con le mani e con gli occhi.
Dietro la porta del camerino, Manu Chao urlava: je ne t'aime plus mon amaur, je ne t'aime plus tous les jours. Bussò. Manfred non rispose. Aprì la porta.

© 2003 E/O Editrice


L'autrice

Chantal Pelletier, nata a Lione nel 1949, vive attualmente a Parigi. Con questo libro ha vinto il Grand Prix du Roman Noir.


Di Giulia Mozzato


21 novembre 2003