HORROR E NOIR

Laurent de Graeve
Sono un assassino

"Certe persone abitano in città che non dormono mai. William, invece, abitava in una città che non si svegliava mai. Il giorno prima, dalla finestra dell'ufficio, aveva visto un piccione lanciarsi da un tetto vicino. Invece di spiegare le ali si era accartocciato su sé stesso e si era lasciato cadere. William aveva contemplato a lungo ciò che restava della povera bestia sul marciapiede. A Bruxelles anche i piccioni si toglievano la vita."

"Ripeschiamo" dalle uscite dei mesi scorsi un titolo interessante per i lettori che amano le storie gialle intrise di horror e fortemente radicate nel romanzo psicologico. Ingiustamente poco recensito e segnalato, questo romanzo breve di Laurent de Graeve pubblicato in Italia dalla rinata Instar Libri, racconta la terrificante storia di William de Leeuw, un ispettore di polizia belga poco più che trentenne che si trova improvvisamente alle prese con una difficile, angosciosa indagine. Elemento centrale della storia l'identificazione omosessuale del protagonista, la sua vita privata e le frequentazioni. Si aggiunge con questo libro un capitolo in quel "genere nel genere", il Gay and Lesbian Detective, che ormai conta tantissimi titoli in un quadro generale di notevoli vendite, specie nel mercato americano. Viene generalmente indicato come capostipite di questo filone narrativo A Queer Kind of Love, di George Baxt (1966). Da allora innumerevoli personaggi analoghi si sono succeduti creando eventi "seriali" o singole opere, come in questo caso.
Laurent deve indagare su una serie di omicidi con caratteristiche comuni a partire dalla medesima tipologia di vittime, uomini giovani, belli e sensuali. Per tutti la stessa stanca e dolente volontà di morire, che accompagna anche Laurent: "La morte mi si avvicina ogni giorno di più. È in agguato. Sento che a poco a poco mi sto distaccando dal mondo dei vivi", confessa all'amica Élisabeth, ma al contempo Laurent dimostra di essere possibile vittima e feroce carnefice. "Pare che io e la morte abbiamo in comune la stessa passione per gli uomini giovani. Non siamo mai sazi. Ne vogliamo sempre di più". Il misterioso legame tra Laurent e l'assassino sarà svelato solo alla fine. È necessario sottolineare che Sono un assassino è un libro incompiuto o, più esattamente, non "riletto", perché nel luglio del 2001 l'autore è morto di Aids. Questa notizia, data solo alla fine del testo, in realtà è una chiave di lettura fondamentale dell'opera e, a mio parere, dovrebbe essere la premessa indispensabile per il lettore, che forse potrebbe apprezzare ancora di più la visceralità e la forza di questo scritto.

Sono un assassino di Laurent de Graeve
Titolo originale: Je suis un assassin
Traduzione di Andrea Bajani
122-XI pag., Euro 11.00 - Edizioni Instar Libri (Le frecce n.2)
ISBN 88-461-0048-4

Le prime righe

Martedì 29 ottobre

Ore 3:17
Il telefono ruppe il silenzio. William non dormiva. Prima del secondo squillo aveva già risposto. Di fianco a lui si levarono dei grugniti. Scese dal letto con il telefono in mano e andò in soggiorno. Cattive notizie. Doveva recarsi d'urgenza nella zona nord della città.
Il vantaggio dei cadaveri, per quanto freschi, è che possono aspettare. William si prese il tempo di un caffè e di una doccia. Aveva una brutta cera, una faccia terribile. Un po' di riposo non gli avrebbe certo fatto male, ma con tutta la buona volontà non riusciva a dormire con qualcuno nel letto. Era più forte di lui. È incredibile quanta fiducia ci voglia per addormentarsi accanto a un uomo. William si stava domandando in che momento della sua vita l'avesse persa quando si rese conto di non averla mai avuta.
Tornò in camera, deciso a svegliare il ragazzo per dirgli di andarsene. Di fronte a quel corpo maestoso, completamente abbandonato al sonno, così vulnerabile e al tempo stesso segreto, fu assalito da una spaventosa tentazione. Non avrebbe dovuto guardare l'orologio.

© 2003 Instar Libri Edizioni


L'autore

Laurent de Graeve è nato a Rabat nel 1969 ed è cresciuto a Liegi, dove a studiato filosofia. Nel 1992 si è trasferito a Bruxelles. Oltre a questo romanzo ha pubblicato Les orchidées du bel Edouard, Ego, ego (Prix de l'Association des gens de lettres e Prix NCR), La mauvais genre e Grégoire et le téléphone portable. Lo scrittore è morto nel 2001, a trentun anni, lasciando sul tavolo questo romanzo, la cronistoria straziante di una fuga dal mondo e di una condanna firmata all'anagrafe.


Di Giulia Mozzato


21 novembre 2003