PADRI E FIGLIE

Elizabeth von Arnim
La moglie del pastore

"Mentre si fidanzava con lei, i suoi pensieri sobbalzavano impazziti finendo annodati in un groviglio inestricabile. Era strabiliata per i trucchi che il destino talvolta si divertiva a giocare. Una torta e gli occhi di sette signore. L'intero suo futuro veniva deciso da una torta e da un manipolo di occhi femminili."

Ingeborg, la brillante figlia del vescovo di Redchester, è una ragazza piena di iniziativa e il desiderio di libertà la induce a compiere un gesto molto coraggioso e trasgressivo, a intraprendere cioè un viaggio in Svizzera di nascosto dai genitori che la credono tranquilla presso una zia.
Ma la divertente avventura molto rapidamente cambia connotazione: un simpatico pastore protestante prussiano si innamora di lei e decide di sposarla. La ragazza non sa sottrarsi all'entusiasmo dello spasimante e si trova, senza assolutamente volerlo, fidanzata con lui. Tornata a casa, la notizia della breve fuga e del fidanzamento provocano un vero cataclisma: il vescovo è furibondo, ma la sua ira non riuscirà a sottrarre Ingeborg al matrimonio, anzi la spingerà alle nozze. In tutto ciò la protagonista sembra più frastornata e sbalordita che attiva nel decidere la propria vita: tirata da una parte dall'impetuoso fidanzato e allontanata dall'altra dal severissimo padre, il matrimonio le sembra la via d'uscita più semplice.
Ma la vita da novella sposa e l'atteggiamento del marito nel succedersi dei giorni non è davvero entusiasmante: il pastore, con tutti i suoi molteplici impegni, finisce con il coinvolgerla in noiosissime incombenze, deve mantenere un contegno irreprensibile e il prussiano si dimostra piuttosto ossessivo e rigido (qualcosa di molto simile al padre da cui era fuggita).
La situazione però per vari motivi si trasforma: passano gli anni,i rapporti si modificano, entrano nuovi amici nella sua vita, la sua esuberanza cercherà degli sbocchi... Ma in fondo capirà di volere davvero bene all'uomo che le è al fianco.
Ironica e brillante Elizabeth von Arnim riesce a costruire con grande semplicità le diverse psicologie femminili delle sue protagoniste. Donne serene anche nelle situazioni più complesse, donne forti anche se apparentemente fragili, ma soprattutto vere, autentiche, non condizionate dall'ipocrisia sociale e mai dominate dalle personalità maschili che, solo superficialmente, appaiono più forti.

La moglie del pastore di Elizabeth von Arnim
Titolo originale: The pastor's wife
Traduzione di Simona Garavelli
436 pag., Euro 20.00 - Edizioni Bollati Boringhieri (Varianti)
ISBN 88-339-1440-2

Le prime righe

Parte prima

Capitolo I

Al suo corpo affrancato dal dolore parve, quel pomeriggio d'aprile, che tutte le violaciocche del mondo si fossero ammassate all'imbocco di Regent Street, affinché lei potesse camminare immersa nel loro profumo.
Quella ragazza dalla figura esile e dagli abiti grigio topo, che scivolava in direzione sud provenendo da Harley Street, si trovava in uno stato di esaltazione, poiché si era appena fatta estrarre un dente. Dopo settimane di miserabile indifferenza la sua gamma di reazioni tornava nuovamente a palpitare, e ora riassaporava gusto della vita, il suo aroma pungente e l'allegria che le comunicavano il trambusto della città e quei passanti frettolosi che la superavano. E la bellezza di tutto ciò, l'incredibile bellezza, pensò, combattendo il desiderio di indugiare nel bel mezzo del traffico per concedersi un appagante attimo di osservazione: la meraviglia del cielo oltre i tetti delle case, la delicatezza della foschia che aleggiava laggiù, passata la curva della strada, l'incanto conferito dalle luci che iniziavano a sfolgorare nelle vetrine. Senza dubbio, la tavolozza dei colori di Londra era cosa sublime. Mentre sfumava nel tramonto, quel pomeriggio sembrava di madreperla, ricco di sfumature pallide e preziose, ornate da leggere ombre azzurrastre. Per quanto riguardava il profumo, poi, si chiese se persino in paradiso esistesse fragranza più soave; e se si, non doveva certo essere un odore altrettanto interessante.

© 2003 Bollati Boringhieri Editore


L'autrice

Elizabeth von Arnim (Mary Annette Beauchamp) nasce a Sydney, in Australia, nel 1866, ma trascorre l'infanzia e la giovinezza in Inghilterra. Nel 1890 sposa il conte Henning August von Arnim Schlagenthin, figlio adottivo di Cosima Wagner, e si trasferisce con lui a Berlino e dopo qualche anno nella loro proprietà di Nassenheide in Pomerania. Quando, nel 1908, il conte von Arnim è costretto a vendere la tenuta per debiti, la famiglia si trasferisce a Londra. Dopo la morte del marito Elizabeth è in Svizzera, dove ha una relazione con H. G. Wells. Tornata in Inghilterra allo scoppio della guerra, sposa Francis Russell, fratello di Bertrand Russell, ma il matrimonio fallisce dopo appena un anno. Conduce da allora vita errabonda, tra Stati Uniti, Svizzera, Inghilterra e Francia. Muore nel 1941 negli Stati Uniti, dove si era trasferita allo scoppio della seconda guerra mondiale. Cugina di Katherine Mansfield, amica di E. M. Forster e di Hugh Walpole, descritta da Wells come «la donna più intelligente della sua epoca», Elizabeth von Arnim è autrice di una venticinquina di opere, tra le quali: Il giardino di Elizabeth, I cani della mia vita, Un incantevole aprile, La memorabile vacanza del barone Otto, Elizabeth a Rügen, Amore, Un'estate da sola, Mr Skeffington.


Di Grazia Casagrande


21 novembre 2003