IL ROMANZO ITALIANO

Danila Comastri Montanari
Istigazione a delinquere

"Dunque non esiste alcun dubbio: morte accidentale!" disse il commissario.
"Morte accidentale!" ripeté il preside con un largo sorriso, porgendo sollecitamente la penna al poliziotto perché firmasse alla svelta il rapporto.

In questa raccolta di racconti Danila Comastri Montanari si è proprio voluta divertire: la nota dominante infatti è senza dubbio l'ironia e un certo houmor nero davvero irresistibile. Il tema di tutti i brevi racconti (talvolta anche di sole due pagine) è questo: ci sono persone che sarebbe meglio sparissero dalla faccia della terra; tutti ne conosciamo e le vorremmo eliminare, ma per fortuna abbiamo un'etica che ci impedisce di farlo e pur pensando spesso a come sarebbe liberatorio per l'intera umanità ucciderle, non lo commettiamo crimini. Siamo in fondo piccoli eroi della morale: a tutti noi e a tutti coloro che mettono a tacere i propri istinti omicidi è dedicato questo libro.
Le storie infatti mostrano spesso dei delitti congegnati in modo da non apparire tali: la curiosità della moglie odiosa punita con la caduta di un enorme cassa che la uccide; la carne avvelenata destinata ai gatti dalla perfida vecchietta che "per errore" le viene invece fatta mangiare; fialette scambiate "incidentalmente" tolgono di mezzo la professoressa insopportabile... Oppure gli assassini sono persone che impediscono la felicità altrui: riuscire ad incastrarli diventa per chi sopravvive fonte di felicità e il morto è una specie di vittima sacrificale che permette di togliere dalla società un individuo insopportabile. Molti, e tra loro diversissimi, sono i casi, di ordinaria insofferenza descritti. In tutti non c'è un evento particolarmente grave che scateni la furia omicida, perché non c'è mai vera furia omicida, solo esasperazione maturata quasi inconsapevolmente giorno dopo giorno: è per questo che il libro è davvero una istigazione a delinquere piuttosto pericolosa se non fosse evidente il carattere di gioco letterario e di omaggio, lo dichiara l'autrice nella prefazione, a tutti gli eroi che sopportano, senza uccidere, le angherie quotidiane del vicino di casa, della suocera, del collega, del portiere, del coniuge, del vecchio zio, insomma di tutte quelle persone di cui si desidera con tutto il cuore la scomparsa dalla faccia della terra.

Istigazione a delinquere di Danila Comastri Montanari
138 pag., Euro 12.50 – Edizioni Todaro
ISBN 88-86981-51-1

Le prime righe

INTRODUZIONE

Già nel titolo, "Istigazione a delinquere" si prospetta come un'antologia di racconti gialli che sconfina nel manuale: una specie di prontuario del "fai da te" del delitto, insomma, dove anche i dilettanti - mogli sfruttate, bambini timidi, mariti sottomessi, nuore vilipese, insegnanti con l'hobby dell'investigazione, pensionati che tirano stentatamente la fine del mese - possono trarre utili consigli su come sventare un omicidio, o, in casi estremi, come commetterlo senza finire in galera. In linea teorica, naturalmente: è dimostrato infatti che uccidere in effigie fa bene alla salute.
L'autrice conosce bene, per esperienza diretta, l'ineffabile potere della fiction. grazie al quale è concesso allo scrittore e al lettore - dì libri gialli di ammazzare a piacimento personaggi scomodi e antipatici: l'annosa pratica di questo esercizio, le offre da lustri l'agio di fingere una certa stabilità mentale, risparmiandole ingenti spese di psicoterapia e lunghi soggiorni dietro alle sbarre. È quindi intimamente persuasa che il dar corso sulla carta ai rancori sopiti, alle invidie inconfessate, agli odi inveterati e alle riprovevoli meschinità, serva da deterrente per evitare l'esplosione di reali e irreversibili scoppi di violenza.
Una soluzione alla portata di tutti, dunque, ma utile soprattutto ai dilettanti.

© 2003 Todaro Edizioni


L'autrice

Danila Comastri Montanari, bolognese, è l'autrice dei gialli "latini" della serie "Publio Aurelio, un investigatore nell'antica Roma", iniziata con Mars tua. Nel 2002 ha pubblicato la raccolta di racconti gialli a sfondo gastronomico intitolata Ricette per un delitto. Inoltre sul Café Letterario è possibile leggere la recensione a Spes, ultima dea


Di Grazia Casagrande


14 novembre 2003