GIOVANI E ANZIANI

Sergio Tramma
I nuovi anziani
Storia, memoria e formazione nell'Italia del grande cambiamento

"Il tentativo di cogliere alcuni tratti distintivi degli anziani attuali, così come di un qualsiasi altro settore di popolazione, è sempre un'operazione utile, se non necessaria, soprattutto quando si vogliono acquisire elementi per formulare un pensiero e pronunciare delle parole 'generali'".

Sin troppo facile parlare oggi di anziani, dopo l'estate appena trascorsa che ha visto proporsi drammaticamente all'ordine del giorno la questione della solitudine e dell'isolamento in cui spesso l'uomo termina i propri giorni di vita. Ma in un'ottica più ampia Sergio Tramma affronta il tema dell'età avanzata con un taglio più centrato sulla psicologia sociale che sull'attualità cronachistica. Chi sono i nuovi anziani? Com'è cambiato il modo di invecchiare rispetto ai decenni passati? "Oggi diventare anziani significa portare nel proprio bagaglio culturale e d'esperienza la storia, vissuta 'in diretta' e in 'prima persona', delle grandi trasformazioni che hanno interessato la produzione e il lavoro, la famiglia e le relazioni, le tradizioni e il territorio, la cultura e l'educazione". Se le precedenti generazioni di anziani (l'attuale fascia d'età più alta) erano reduci dall'esperienza della prima e della seconda guerra mondiale, quelli che da oggi costituiranno il gruppo di popolazione più vecchio portano un vissuto completamente differente, una formazione culturale in genere più forte che va di pari passo con l'attitudine ad analizzare la realtà circostante, la capacità di interagire con il territorio (quasi tutti sono in possesso della patente di guida, ad esempio) e con la conoscenza essenziale dei prodotti tecnologici (molti anziani posseggono un telefonino o un computer e li sanno usare) nata anche da anni e anni di utilizzo televisivo, di benessere e di consumi stabilizzati. Non temono di esporsi e di trascorre il proprio tempo libero, spesso molto superiore al passato, svolgendo le attività che più amano: il ballo o i viaggi, il giardinaggio o la frequentazione di varie conferenze o delle lezioni organizzate dalle tante università della terza età dislocate sul territorio. Tuttavia temono più che in passato la definizione stessa di "anziano", che "genera (non poche) preoccupazioni riguardo al proprio posto nel mondo e alla percezione propria e degli altri". Il saggio (che parte da un excursus storico della situazione degli anziani in tutto il Novecento) si chiude su un'interessante riflessione sulla memoria e su cosa costituirà la memoria collettiva della prossima generazione di anziani. Una provocazione l'elenco finale dei possibili monumenti alla memoria del futuro: "alla valigia di cartone", "al sindacalista", "all'Unione Donne Italiane", "all'idea di una società più giusta"...

I nuovi anziani. Storia, memoria e formazione nell'Italia del grande cambiamento di Sergio Tramma
119 pag., Euro 13.75 – Edizioni Meltemi (Cura di sé n. 24)
ISBN 88-8353-270-8

Le prime righe

Introduzione

In questo libro si tratta di nuovi anziani, e per farlo è necessario chiedersi se e quanto siano differenti dagli anziani che, prima di loro, si sono affacciati a quest'età della vita. Innanzitutto va detto che tali nuovi anziani sono i coetanei del processo di modernizzazione diffusa e radicale che ha interessato l'Italia nella seconda metà del secolo scorso. Sono nati in un paese ancora prevalentemente agricolo e paleoindustriale, hanno intrecciato le loro vite individuali e collettive, la loro crescita e formazione, ai processi di sviluppo economico e sociale e si affacciano ora ai traguardi anagrafici tradizionalmente associati all'età anziana, mentre la modernizzazione compiuta e imperante interroga se stessa, per cogliere il senso di ciò che è stata e di ciò che può, se può, e deve, se deve, ancora essere. Tra i nuovi anziani e la modernizzazione dell'Italia si è quasi stabilito uno strano rapporto tra intrecciate "vite parallele", rapporto che è necessario indagare per cogliere ciò che differenzia i nuovi anziani attuali da coloro che anziani sono diventati prima di loro e da coloro che anziani diventeranno dopo di loro. I nuovi anziani presentano forti tratti di diversità rispetto alle precedenti coorti di anziani, in particolare da quegli anziani che, attorno agli anni Settanta del Novecento, hanno visto associare i loro corsi di vita individuali alla "scoperta" dell'invecchiamento come importante processo sociale, e per le condizioni e i bisogni dei quali sono stati pensati e attivati nuove politiche e servizi sociali.

© 2003 Meltemi Editore


L'autore

Sergio Tramma è docente di Pedagogia sociale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Milano-Bicocca. Tra le sue opere più recenti: Pedagogia sociale, Inventare la vecchiaia, L'educatore imperfetto. Senso e complessità del lavoro educativo.


Di Giulia Mozzato


7 novembre 2003