I RISCHI DEL POTERE


Il prezzo della tangente
La corruzione come sistema a dieci anni da "mani pulite"

"Il prezzo vero della tangente è [...] la paura. La paura innanzi tutto delle classi dirigenti di un paese: paura della concorrenza, paura della perdita del potere politico o dell'esserne esclusi, paura dell'innovazione e del confronto, paura di perdere uno status, un 'rispetto di sé' che un perverso cortocircuito culturale porta a identificare nella affluenza e nel potere"

Sei interventi, diversi punti di vista per tentare di analizzare, come indica il sottotitolo, la "corruzione come sistema" a poco più di dieci anni da mani pulite. Sette gli autori. Cinque, docenti universitari o ricercatori di scienza politica, criminologia, diritto penale, diritto internazionale. Due, magistrati: Piercamillo Davigo e Elisabetta Rosi.
Dichiaratamente lontano da intenti commemorativi, il volume si apre ripercorrendo la storia di mani pulite ma passa presto a studiare i rigidi meccanismi che regolano la corruzione, passata e presente, la sua trasversalità politica e, soprattutto, le conseguenze che essa ha a livello giuridico, politico, etico e civile. Perché, sottolinea il curatore Gabrio Forti nell'introduzione, il prezzo della tangente va ben al di là della somma corrisposta per corrompere. Il prezzo che l'intera comunità paga come conseguenza di questo sistema tuttora generalizzato è ben più salato: non solo sottrae risorse al sistema produttivo, aggrava la spesa pubblica, distorce i meccanismi di mercato favorendo aziende non necessariamente meritorie e ostacolando imprese prive della "professionalità della tangente"; ma soprattutto mina le basi della democrazia stessa: il principio dell'uguale accesso dei cittadini ai benefici dello Stato cede il passo a una diffusa sacralizzazione dei "buoni contatti" - sempre più vissuti come indispensabili -, viene meno la fiducia nella Pubblica Amministrazione, nelle istituzioni e nella loro imparzialità. E ancora, la corruzione trasforma il cittadino in consumatore, promettendogli la soluzione di ogni problema con una "medicina" da acquistare.
Pubblicato da Vita e Pensiero - casa editrice dell'Università Cattolica di Milano - il libro ha del testo universitario la volontà di capire, di analizzare, di argomentare, di supportare le proprie affermazioni con "prove", citazioni, facendo tesoro di quanti hanno affrontato lo stesso argomento, siano essi giuristi, giornalisti, sociologi, filosofi, economisti o uomini di spettacolo.
Ma l'attualità del tema, l'urgenza etica e politica di una riflessione che sfugga alle semplificazioni degli slogan e delle frasi fatte, la necessità di capire - al di là delle contrapposizioni "politici corrotti" contro "magistrati politicizzati" - un fenomeno così nefasto per il nostro passato ma soprattutto per il nostro presente, fanno del libro un momento di approfondimento, impegnativo quanto "impegnato", per chiunque non voglia considerare la corruzione una prassi normale.

Il prezzo della tangente. La corruzione come sistema a dieci anni da "mani pulite"
A cura di Gabrio Forti
XXX-282 pag., Euro 20.00 - Edizioni Vita e Pensiero (Transizioni n. 10)
ISBN 88-343-1020-9

Le prime righe

Introduzione
Il volto di Medusa: la tangente come prezzo della paura

Parlare di 'prezzo della tangente' può sembrare tautologico, visto che la tangente è di per sé il prezzo pagato per corrompere, è, come si legge in un dizionario della lingua italiana, la "quota di denaro versata illegalmente in cambio della concessione di appalti, favori e vantaggi vari".
Eppure tutti i saggi raccolti nel presente volume ci mostrano, da varie angolature e con accenti diversi, che la tangente ha avuto e ha un prezzo per una cerchia di persone ben più ampia dei soggetti direttamente avviluppati dallo 'scambio occulto' della corruzione. Solo per i corruttori infatti la tangente è semplicemente un prezzo: per tutti gli altri (ivi compresi coloro che, nel lasciarsi corrompere, pensano di trarne solo profitti personali), la tangente ha avuto e ha un prezzo altissimo.
La difficoltà di comprendere appieno quanto la tangente, ben più che un prezzo per qualcuno, sia soprattutto un prezzo tanto elevato per tutti, nasce, paradossalmente, anche dalla profondità e vastità delle sfere sociali destinate e portarne il fardello. Come spesso accade, il 'tutto', il 'troppo' e il 'più' pure esistenti, tendono a far perdere di vista la 'parte', il 'poco' e il 'meno' e, con questi, forse l' 'essenziale' della realtà che si ha di fronte.

© 2003 Vita e Pensiero


Gli autori

Alberto Vannucci, ricercatore confermato di Scienza politica nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Pisa.
Gabrio Forti, professore ordinario di Diritto penale e Criminologia nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Piercamillo Davigo, magistrato presso la Corte d'Appello di Milano.
Nicoletta Parisi, professore associato di Diritto internazionale nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Catania.
Dino Rinoldi, professore associato di Diritto internazionale nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.
Elisabetta Rosi, magistrato presso la Corte di Cassazione, Ufficio del massimario.
Maria Francesca Fontanella, dottore in Giurisprudenza.


Di Paola Di Giampaolo


7 novembre 2003