ALTRI MONDI DA SCOPRIRE

Ettore Mo
I dimenticati
Un grande cronista nei mondi al margine della globalizzazione

"Ma l'emozione è inevitabile quando sul tavolo di una stanzuccia disadorna vedi allineati libri e manuali che hanno contribuito a sottrarre gradualmente queste sperdute comunità montane al torpore millenario dell'ignoranza."

Il titolo del volume già indica quali potranno essere i temi di cui si parlerà e le figure reali dalle cui storie Ettore Mo ha tratto riflessioni che, condivise dal lettore, non possono lasciare indifferenti. Esiste ovunque, nel Sud del mondo, come in certe parti del Nord, una realtà umana dimenticata: parlarne, farne sentire la voce, ridarle un volto è un compito arduo che solo la sensibilità o la generosità di un giornalista o di un fotografo osa accollarsi.
Ettore Mo ha conosciuto, come inviato speciale del Corriere, guerre e innumerevoli situazioni a rischio di cui è riuscito a comunicare la drammaticità in splendidi reportage giornalistici. Ora sono raccolte in volume diciannove inchieste su altrettanti paesi proposte nel tempo dal quotidiano milanese, ma che solo nella completezza del saggio assumono una particolare organicità. Diversissime le situazioni descritte si va dalla tragedia degli agonizzanti per Aids accuditi da due monaci in Thailandia, alla cecità a cui sono condannati tanti cittadini nigeriani a causa di un parassita che potrebbe essere combattuto facilmente, ai bambini soldato colombiani, all'inferno delle miniere di sale del Mali, alle conseguenze terribili dei bombardamenti americani in Vietnam ancora pagati da migliaia di vietnamiti... Ma vi sono anche storie più rincuoranti come la descrizione di un ospedale psichiatrico vicino a Vienna che ospita pazienti artisti, o la straordinaria esperienza delle Biblioteche Rurali, grazie alle quali si portano libri ai campesinos in sperduti villaggi andini del Perù, anomala biblioteca che vede tra i suoi best seller un libro che si chiama Donde no hay doctor, preziosissimo per chi non può certo andare in ospedale o a farsi visitare dal medico. Ma altrettanto affascinanti sono le pagine sulla comunità sciamanica della Siberia o sull'"uomo semaforo" boliviano che, senza alcun rendiconto personale, si colloca in un punto cruciale della strada impedendo ai camion che trasportano merci di precipitare in un burrone. Altre ancora sono le vicende narrate, tutte intense, tutte coinvolgenti, sempre meno "lontane", perché essere "al margine della globalizzazione" significa, oltre che subirne spesso le conseguenze disastrose, anche avere chi, pur dall'altra parte del mondo, ne sa soffrire e può fare qualcosa: Ettore Mo ne parla e questo è il primo essenziale passo per una presa di coscienza collettiva.

I dimenticati. Un grande cronista nei mondi al margine della globalizzazione di Ettore Mo
218 pag., ill., Euro 15.50 - Edizioni Rizzoli
ISBN 88-17-87270-9

Le prime righe

PREMESSA

ORA CHE QUESTE DICIANNOVE STORIE, Apparse sul "Corriere della Sera" negli ultimi tre anni, sono state messe insieme in un libro, viene spontaneo chiedersi se vi sia tra di esse un filo conduttore che in qualche modo giustifichi l'accostamento tra esperienze, ambienti e contenuti così diversi: e il primo a chiederselo dovrei essere proprio io, che le ho scritte.
Non vorrei dare una risposta troppo vaga. Ciò che credo di poter dire è che questa scorribanda nel mondo attraverso un itinerario che mi ha portato dalla Danimarca alla Terra del Fuoco, dalla Nigeria al Vietnam non è stata pianificata a freddo, a tavolino; né è stata promossa dalla vanità di un globetrotter insaziabile che aspira a raggiungere traguardi sempre nuovi, estendendo ovunque la sua presenza sulla mappa dell'universo.
Più semplicemente, lo stimolo per ogni viaggio, anche nei luoghi più remoti della terra, è stato sempre quello di "andare sul posto" per poter raccontare, dai bordi del ring, una vicenda che le agenzie avevano sbrigativamente segnalato con poche righe, ma che a noi – a me e al fotografo Luigi Baldelli – sembrava piena di suggestione e di fascino e non poteva quindi essere ignorata.

© 2003 RCS Libri Edizioni


L'autore

Ettore Mo è stato per vent'anni inviato speciale del "Corriere della Sera", a cui ancora collabora. Ha pubblicato Sporche guerre, Gulag e altri inferni e Kabul. I reportage raccolti in questo libro sono usciti sul "Corriere della Sera". Nel 2003 Ettore Mo ha ricevuto a Fucecchio il Premio Montanelli.


Di Grazia Casagrande


7 novembre 2003