CALENDARIO E WEEK END

Alfredo Cattabiani
Calendario
Le feste, i miti, le leggende e i riti dell'anno

"Anche il destino del Carnevale sembra ricalcare quello di San Valentino e delle feste del consumo indotto. Un tempo il Carnevale era una meteorite che sconvolgeva la struttura dell'antico februarius, e meteorite è stato anche per il calendario liturgico cristiano col quale armonizza solo superficialmente, per non dire con difficoltà, come testimoniano i tentativi di esorcizzarlo persino da un punto di vista etimologico."

Un calendario davvero speciale questo che consulteremo negli ultimi mesi del 2003: feste, tradizioni, riti, che, nell'ultimo anno della sua vita, Alfredo Cattabiani, forte di una competenza e di una passione uniche, ha riproposto ai lettori, rivedendo completamente e ampliando le precedenti edizioni del "Calendario". Si parte dal Capodanno, come avviene per ogni calendario che si rispetti: ma viene subito chiarito che la data del primo gennaio non è assolutamente scontata, non solo presso altre civiltà e culture, ma neppure in Italia, infatti è variata molte volte tra l'epoca di Roma antica e i nostri giorni, così come variava anche da regione a regione (a Venezia ad esempio fino al 1797 l'anno iniziava il primo marzo). Il viaggio che ci apprestiamo a fare nel corso delle festività dei dodici mesi avrà inizio davvero sul finire dell'autunno, tempo d'Avvento "tempo di attesa del nuovo sole solstiziale, del sole bambino destinato a crescere nel cielo sino a risorgere". Ed è all'inizio di dicembre che sono collocate alcune feste importanti, dall'Immacolata Concezione a Sant'Ambrogio, da Santa Lucia a San Nicola. Se la valenza religiosa delle prime due festività è dominante, non è così per le altre due: Nicola, diventerà Babbo Natale, laico portatore di doni e per Santa Lucia il tema mitico di "messaggera di luce" creerà riti fortemente simbolici anche in paesi riformati come Danimarca o Svezia e, in molte regioni italiane, sarà portatrice di regali ai bambini. Affascinanti le pagine relative al Natale e all'Epifania, ma mi soffermerei su due date di recente entrate nei festeggiamenti celebrati in Occidente: S. Valentino e la Festa della donna. Festa del consumo, viene definita la prima, ma forse pochi sanno le belle leggende collegate a questo giovane santo della cristianità, donatore di rose rosse, di fiori riconcilianti o della morte invocata dall'amato per non lasciare la propria promessa sposa, festa che, approdata in America si è rapidamente trasformata in vera festa del consumo come quella dedicata alla Mamma o al Papà. Diverso il discorso per la Festa della Donna, per quell'8 marzo che dal 1946 è diventato anche in Italia un simbolo di battaglie per la parità e per l'affermazione nel lavoro e nel privato di tutte le donne, anche se la data era nel mondo già significativa a partire dalla Prima guerra mondiale e dalla Rivoluzione bolscevica. Di grande interesse, nel volume, l'analisi delle antiche figure mitologiche egizie o greche da collegarsi al mistero della Resurrezione, o ad altre festività cristiane.
Consiglierei di utilizzare questo volume non solo come piacevole lettura, ma anche come un utile repertorio capace di chiarire dubbi o curiosità in modo esaustivo e di fornire informazioni su molti aspetti del nostro vivere di cui spesso non capiamo il senso.

Calendario. Le feste, i miti, le leggende e i riti dell'anno di Alfredo Cattabiani
397 pag., Euro 18.00 - Edizioni Mondadori
ISBN 88-0451239-3

Le prime righe

CALENDARIO

PREFAZIONE

Con l'inizio del nuovo millennio molte tradizioni, ancora vive fino a cento anni fa benché presentassero già segni di disfacimento, sembrano dissolversi nella ormai predominante concezione del tempo lineare e strumentale dove le feste stanno perdendo la funzione di ponti fra la dimensione atemporale e quella temporale e sono ridotte, tranne in ambienti limitati, a comportamenti genericamente e talvolta tetramente festosi o a semplici occasioni di vacanza — dal verbo vacare, essere vuoto, privo di impegni — e di compere affannose.
Forse siamo sulla soglia di una mutazione epocale. Se così fosse, non sarebbe del tutto inutile ripercorrere a futura memoria, come fece Macrobio al tramonto della religione e della civiltà romane, l'intreccio di feste che hanno formato il nostro popolo cercando di spiegarne le origini e i significati spesso appannati da interpretazioni fuorvianti.
Per rivisitarle occorre intraprendere un viaggio nel calendario, ovvero nel tempo circolare dell'anno con le sue stratificazioni storiche da dove emergono libri sacri, tradizioni, simboli e leggende; viaggio non solo terrestre ma anche celeste perché l'anno è determinato dalla rivoluzione della terra intorno al sole e da quella della luna intorno al nostro pianeta, come spiega d'altronde la Genesi narrando che «Dio disse: "Vi siano luminari nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte e siano segni dei tempi, dei giorni e degli anni, e risplendano nel firmamento del cielo per illuminare la terra". E così fu. E Dio fece i due grandi luminari; il luminare maggiore affinché presiedesse al giorno; il luminare minore affinché presiedesse alla notte; e fece pure le stelle. E le mise nel firmamento del cielo perché dessero luce alla terra e presiedessero al giorno e alla notte, e separassero la luce dalle tenebre. E Dio vide che ciò era buono».

© 2003 Arnoldo Mondadori Editore


L'autore

Alfredo Cattabiani (1937-2003), studioso di storia delle religioni, di simbolismo e di tradizioni popolari ha pubblicato: Bestiario, dialogo su animali simbolici; Erbario, dialoghi su piante e fiori simbolici; Bestiario di Roma, un viaggio alla riscoperta dei mitici e simbolici animali raffigurati in piazze, strade, monumenti e angoli nascosti della città Premio Tevere 1996); Simboli, miti e misteri di Roma; Santi d'Italia; Lunario, dodici mesi di miti, feste e leggende e simboli di fiori e piante; Planetario, simboli, miti e misteri di astri e pianeti; Brevi storie dei giubilei; Volario, simboli, miti e misteri degli esseri alati; insettoi, uccelli e creature fantastiche; Zoario, storie di gatti, aironi, cicale e altri animali misteriosi, illustrate con acqueforti di Sigfrido Bartolini (premio Basilicata); Acquario, simboli, miti, credenze e curiosità sugli esseri delle acque. Ha inoltre tradotto o creato opere di Antonio Rosmini, Joseph de Maistre, Simone Weil, Georges Bernanos, Jules Barbey d'Aurevilly, Pierre Drieu La Rochelle e Baltasar Gracian. È stato direttore editoriale di tre case editrici dal 1962 al 1970 e ha collaborato a vari quotidiani e periodici italiani e stranieri.


Di Grazia Casagrande


7 novembre 2003