FILOSOFIA

Pietro Emanuele
I cento talleri di Kant
La filosofia attraverso gli esempi dei filosofi

"L'americano Daniel Dennett riprende in versione fantascientifica l'ipotesi cartesiana del genio maligno. Come faccio a essere sicuro che scienziati malvagi non mi abbiano asportato il cervello e lo mantengano in vita in una vasca?"

Per chi ha studiato filosofia molti anni fa e ha dimenticato quasi tutto, per chi non ha mai avuto l'occasione di studiarla e vuole avere una panoramica generale dei concetti basilari, ma anche per tutti quelli che ricordano i passaggi fondamentali della storia del pensiero e sono curiosi di rileggerli sotto un'altra prospettiva, ecco un libro semplice ma molto efficace. Si tratta di cinquanta esempi e paradossi che i filosofi hanno utilizzato nel corso dei secoli per rendere più comprensibile il senso di concetti talvolta molto complessi e articolati. Impossibile elencare qui tutti i temi che vengono trattati nel saggio, alcuni più celebri, pensiamo al paradosso di Achille e della tartaruga di Zenone di Elea con cui si apre il volume, o l'asino che non sa decidersi di fronte a due fasci di fieno di eguale quantità e muore di fame, apologo di Buridano, altri meno conosciuti. Come Il cane di Crisippo, spunto per una breve analisi dell'ambiguo e oscillante atteggiamento degli uomini nei confronti degli animali: dotati di intelligenza e sensibilità per alcuni (Crisippo appunto o, molto dopo, Montaigne) o semplici macchine come sostenuto da Cartesio che in questo modo "autorizzò implicitamente qualunque forma di maltrattamento nei loro confronti". Divertenti La spilla della signora, o gli scherzi dell'immaginazione, in cui Pietro Emanuele ci racconta un esempio di suggestione eclatante tratto da Montaigne con una conclusione "che potrebbe piacere anche a uno psicologo d'oggi" e La torta al cioccolato della signora Mary, ovvero la verità che non c'è, storiella di Nelson Goodman per spiegare la relatività legata alla visione soggettiva delle cose. Da Galileo Galilei a Locke, da Hume a Hegel, da Adorno a McLuhan l'autore ha "pescato" esempi in ogni epoca e in ogni scuola filosofica, sotto il titolo comune I cento talleri di Kant, affascinante e pratica dimostrazione che "col solo pensiero non posso far sì che la mia tasca sia piena anziché vuota".

I cento talleri di Kant. La filosofia attraverso gli esempi dei filosofi di Pietro Emanuele
236 pag., Euro 13.00 - Edizioni Salani
ISBN 88-7782-799-8

Le prime righe

Parte prima

1. Achille e la tartaruga:
esplode l'infinito

Zenone di Elea (V secolo a. C.), allievo di Parmenide, rimase celebre per i suoi paradossi. Con il più famoso di essi, quello di Achille, mostrò che, come teorizzava il suo maestro, il concetto di divenire non è più rispondente alla realtà di quello di essere. Zenone fu il primo a fare della meditazione filosofica una tecnica logica, rovesciando così il modo comune di pensare.

Zenone ebbe l'impudenza di sostenere che in una gara di corsa Achille sarebbe stato sconfitto da una tartaruga. Eppure la tartaruga è un animale molto lento — chi non lo sa? — mentre Achille era un fulmine, anche se non tutti lo sanno. Ma chiunque abbia letto Omero lo sa benissimo. Nell'Iliade ogni personaggio ha un suo appellativo caratteristico: Patrodo detto «divino », la dea Atena «occhio azzurro », Ettore «glorioso ». E Achille? Stranamente Omero, invece di definirlo «invincibile» o «invulnerabile », lo chiama «piede veloce ». I Greci del V secolo a.C. conoscevano bene questo epiteto omerico. Essi compivano i loro primi studi e addirittura imparavano a leggere sui poemi di Omero. E le opere di Platone e Aristotele sono intessute di citazioni omeriche. Ecco perché Zenone sceglie proprio Achille per farne il protagonista di un esempio paradossale, destinato a passare alla storia. Zenone era l'allievo prediletto di Parmenide, fondatore della scuola di Elea, attiva per tutto il V secolo a.C. Con Parmenide, che introdusse il germe dell'astrazione nell'interpretazione della realtà, la filosofia per la prima volta stravolse il senso comune.

© 2003 Adriano Salani Editrice


L'autore

Pietro Emanuele è nato a Palermo nel 1948. Professore ordinario di filosofia all'Università di Messina, è autore di numerose opere di carattere scientifico. Recentemente si è dedicato a opere di divulgazione, pubblicando Nel meraviglioso mondo della filosofia e Il filosofo racconta. Cogito ergo sum è ormai giunto alla terza edizione.


Di Giulia Mozzato


31 ottobre 2003