ROMANZO STORICO

Valeria Montaldi
Il Signore del Falco

"Troppi erano stati negli ultimi due anni gli avvenimenti rimasti senza spiegazione e il loro misterioso susseguirsi aveva tracciato la strada che lui, suo malgrado, aveva dovuto percorrere."

Anche chi non sia un abituale lettore di romanzi storici, non può non riconoscere in Valeria Montaldi una grande capacità di narratrice e una estrema serietà di ricercatrice. Romanzo dotto Il Signore del Falco mantiene le promesse già annunciate con la prima opera di questa scrittrice, Il mercante di lana che aveva ottenuto un buon successo tra i lettori e molti riconoscimenti della critica e che ugualmente indicava una encomiabile precisione storica nell'intrecciare elementi di fiction a dati reali. Ricordare l'opera precedente è necessario proprio perché alcuni personaggi ritornano in questo secondo romanzo, anche se l'autonomia della vicenda è assoluta. Direi che la scelta di riproporre figure già note e amate dal lettore sia corretta perché crea maggiore familiarità e affezione tanto da far presupporre un seguito anche a quest'ultima opera in cui si vede il monaco Matthew o il nobile Aimone nel proseguo della loro vicenda esistenziale.
Collocare a Milano la storia e nei primi decenni del 1200, periodo poco noto e studiato solo da specialisti, è segno di un certo coraggio: per le vicende storiche complesse, per una realtà sociale e culturale affascinante ma poco approfondita, per l'intreccio complesso di tematiche religiose e politiche, infine per aver acceso i riflettori su figure femminili socialmente deboli (quando si parla di una scrittrice si nota sempre un'attenzione particolare per aspetti del costume che emarginano o vessano le donne), vere vittime di una cultura maschile arrogante, ma dai caratteri forti e dai comportamenti liberi (esempio sommo è la giovane Rachele).
La trama in breve: il frate Matthew è incaricato di indagare sulla scomparsa di una nobile fanciulla, con ogni probabilità assassinata dal suo violento amante, e di ritrovare la figlia nata da quella relazione, miracolosamente messa in salvo da una cameriera. La vicenda cioè è consona a un romanzo giallo di tipo investigativo e quindi è avvincente e "prende", come si suol dire. Ma altrettanto interessante è scoprire le abitudini di vita di un popolo senza diritti, o alcune notazioni sull'abbigliamento e sulle differenze tra l'aristocrazia milanese (già allora molto attenta all'apparenza!) e quella più modesta valdostana o conoscere l'antica realtà urbanistica di Milano (soprattutto per chi è nato e vive in questa città), il ruolo dei conventi, l'emarginazione degli ebrei, la pratica medica medievale e i mestieri che venivano esercitati: così, senza fatica, a fine lettura si può affermare di saperne un po' di più su di un periodo davvero oscuro della grande Storia. Due sono i personaggi realmente vissuti presenti nel romanzo, l'imperatore Federico II (Il Signore del falco), che appare direttamente solo nell'ultima parte ma che ha la funzione del deus ex machina e Guglielma la Boema (indimenticabili i suoi occhi penetranti e le sue parole profetiche), di certo una figura che aveva affascinato l'autrice perché la propone ai lettori con grande intensità.
Tra eresie, rapporti di forza pubblici e vicende private ricche di emozioni le quasi cinquecento pagine del romanzo scorrono piacevolmente, anche grazie alla scelta dei brevi capitoli che consentono una facile e agile lettura.

Il Signore del Falco di Valeria Montaldi
Titolo originale: Vagabond
476 pag., Euro 17.90 - Edizioni Piemme
ISBN 88-384-8169-5

Le prime righe

Prologo

Milano, 1226

L'acqua torbida del canale formava mulinelli scuri che si allargavano a poco a poco in onde lente e pigre: tra i ciottoli della riva, un'erba stenta assorbiva a mala pena frange di schiuma untuosa. Le bolle biancastre brillavano solo per un attimo, prima di esplodere, depositandosi sulle ultime bave d'acqua. Serrando fra i denti un bastoncino di legno, un cane dal pelo fulvo correva lungo l'argine, inseguito da un bambino che lo chiamava a gran voce. L'animale si voltava di tanto m tanto, come a valutare la distanza che lo separava dal suo piccolo padrone, poi riprendeva la corsa. Dopo aver evitato di misura le ruote di un carro carico di merci, il cane parve calmarsi e, lasciato cadere a terra il legnetto, scese cautamente verso il canale, attento a non scivolare tra i sassi viscidi. Era assetato, e la sua lingua stava già per lappare l'acqua della riva, quando la sua coda si abbassò e il suo pelo si fece ritto: era immobile come una scultura di pietra, con il muso proteso. Soltanto le narici vibravano, odorando frenetiche la superficie della corrente. D'improvviso dalle sue fauci si levò un latrato possente: il bambino, che lo aveva quasi raggiunto, si bloccò sull'argine, spaventato.

© 2003 Piemme Edizioni


L'autrice

Valeria Montaldi giornalista e critica d'arte, vive e lavora a Milano. Il suo precedente romanzo, Il Mercante di Lana, ha vinto il Premio Internazionale Ostia Mare di Roma, il Premio Frignano e il Premio Città di Cuneo, riscuotendo un ampio successo di pubblico. Ne Il Signore del Falco ritornano alcuni personaggi de Il Mercante di Lana, in un ambientazione originale, suggestiva e storicamente accurata che fa della Milano duecentesca un'autentica protagonista.


Di Grazia Casagrande


31 ottobre 2003