BESTSELLER

Andrea Camilleri
La presa di Macallè

"Dopo mangiato, tutti dettero come cosa cògnita il fatto che Michelino si andava a corcare con Marietta nello stesso letto. Mentre la cuscina lo spogliava, Michilino la taliava."

Ormai da settimane quest'ultimo romanzo di Camilleri svetta ai primi posti della classifica. Ogni opera del nostro grande siciliano attira innumerevoli lettori che lo apprezzano come autore di polizieschi, di romanzi storici e, come in questo caso, di romanzi di argomento sociopolitico. Si può infatti parlare di un testo che, nell'esasperazione della descrizione dell'infanzia di Michelino, il protagonista, traccia un quadro simbolico di una cultura dominata dal fanatismo, dalla contaminazione arbitraria tra sacro e profano e dall'esasperata presenza del sesso in un contesto bigotto e perbenista. Il padre, un fascista che in paese ha un riconosciuto potere, appare fin dalle prime pagine il principale responsabile di una mentalità che in famiglia (ma questa famiglia è specchio dell'intero paese, preti inclusi) domina: i comunisti non sono uomini, sono bestie, ucciderli quindi non è peccato; l'amore ancillare può essere accettato nell'uomo (che deve dar sempre prova di virilità anche con la moglie tradita) che si fa perdonare con qualche dono e qualche attenzione in più; l'adulterio invece per la donna è da punire con le botte e l'esilio; la violenza sessuale su di un bambino deve essere risolta con una vendetta privata e mai denunciata pubblicamente; le armi sono emanazione della virilità e del coraggio e quindi possono essere date in mano a chi si prepara a diventare un buon fascista. La mitologia che circonda il regime, le parate, le mascherate, l'orgoglio imperiale e il disprezzo per i popoli vinti così come una concezione distorta di peccato e di fede riempiono la testa di questo bambino di sei anni di cui tutti gli adulti abusano e che viene violato nel profondo della sua stessa coscienza così da renderlo un pluriassassino. La crudezza delle descrizioni, sia che riguardino i numerosi rapporti sessuali presenti nel romanzo o i delitti compiuti con tanta inconsapevolezza da Michelino, non è nell'abituale stile di Camilleri e può spiazzare il lettore che conosce la delicatezza narrativa di questo autore, ma una cosa è certa: la finalità non è attrarre il lettore con scene audaci quanto mostrare la violenza e l'ipocrisia di un momento della nostra storia recente che ha segnato con forza anche il costume e la cultura dell'intero Paese per più generazioni e denunciare l'opera distruttiva compiuta sulla psicologia di un bambino, un tradimento che vede alleati due fondamentali simboli della morale: la chiesa e la famiglia.

La presa di Macallè di Andrea Camilleri
274 pag., Euro 10.00 – Edizioni Sellerio di Giorgianni (La memoria n. 585)
ISBN 88-389-1896-1

Le prime righe

Uno

Venne arrisbigliato, a notti funna, da un gran catunio di vociate e di chianti che veniva dalla càmmara di mangiari. Ma era cosa stramma assà pirchì tanto le vociate quanto i chianti erano assufficati, squasiche chi stava facendo catunio non vulisse fari sentiri il catunio che stava facendo.
Michilino, che era un picciliddro vicino a se' anni ma sperto, di subito, dal lettino dove stava corcato, taliò nel letto granni indovi dormivano sò patre e sè matte. Non c'erano, si erano susuti e quindi dovevano essere loro a catuniare: infatti, appizzate le grecchie, sentì distintamente che a fare vociate che non si capivano e a chiangiri era ‘a mamà, mentre inveci ‘u papà ogni tanto interveniva a mezza voce:
«Basta, Ernesti! Basta che stai arrisbigliando ‘u palsi! Accura, Ernestì, che se m'incazzo io finisce a schifìo!».
Levatosi a mezzo, si sforzò di vedere che ora era, la sveglia stava sul comodino della matre, quello più vicino alla sò branna, allato a una statueddra della Madonna con un lumino sempri addrumato per divozione.

© 2003 Sellerio Edizioni


L'autore

Andrea Camilleri è nato a Porto Empedocle nel 1925. Ha lavorato a lungo come sceneggiatore e regista teatrale e televisivo, producendo le famose serie del commissario Maigret e del tenente Sheridan. Esordisce come romanziere nel 1978, con Il corso delle cose. Sulle pagine di Café Letterario è possibile leggere le recensioni di questi titoli: Gli arancini di Montalbano, La concessione del telefono, Il corso delle cose, Un mese con Montalbano, La mossa del cavallo, La voce del violino, La gita a Tindari, La scomparsa di Patò, Storie di Montalbano, La paura di Montalbano, Il re di Girgenti, Biografia del figlio cambiato, L'odore della notte e Racconti quotidiani.
Inoltre il Café Letterario di libriAlice.it propone l'intervista all'autore.


Di Grazia Casagrande


24 ottobre 2003