BESTSELLER

Michael Connelly
La città delle ossa

"Bosch la capiva. Quello che raccontava era toccato a tutti i poliziotti che portavano l'uniforme. Si sguazzava in una fogna giorno dopo giorno con la sensazione che al mondo non ci fosse altro. Ecco perché non sarebbe mai più tornato al lavoro di pattuglia. Era come curare una ferita da arma da fuoco con un cerotto."

L'abilità indiscussa di Connelly riesce a costruire storie sempre appassionanti senza mai cadere nello scontato o nel ripetitivo. Questo giudizio vale in particolare per quest'ultimo romanzo che propone scenari assolutamente inconsueti per un poliziesco: l'omicidio di cui si ricerca il colpevole infatti risale a più di vent'anni prima rispetto alle indagini eppure l'interesse del lettore e il suo coinvolgimento è tenuto vivissimo sia dal ritmo narrativo che dalla capacità del detective Bosch nel condurre un'inchiesta molto difficile, considerando il lasso di tempo intercorso e l'inevitabile fuga di prove.
Il detective Bosch appunto: personaggio ormai familiare ai lettori di Connelly che hanno sofferto per le sue disavventure private, lo hanno accompagnato negli abissi della depressione, sono risaliti con lui dall'abisso accogliendo i suoi spiragli vitali e ora, in questo romanzo, ne osservano una rinnovata pietas, una leggerezza insolita, anche nei rapporti con le donne.
La storia in breve: vengono ritrovate casualmente delle ossa umane, precisamente ossa appartenute a un ragazzino di circa dieci anni morto assassinato più di vent'anni prima. La difficoltà iniziale consiste nell'identificare il bambino, quindi nel trovare, dopo così tanto tempo, il colpevole. Naturalmente la soluzione sarà molto diversa da quella che il lettore riesce a immaginare seguendo il corso delle indagini, ma è assolutamente congruente e logica. Alcuni temi della narrazione sono da segnalare: l'invasività della stampa che è in grado di distruggere le persone ponendo "il mostro in prima pagina", la difficoltà di riscattarsi anche a distanza di anni da un'accusa infamante, la patologia di molti rapporti familiari proposti al di fuori di ogni convenzione.
Connelly è davvero magistrale nel non abbandonarsi mai all'effetto facile e teatrale per far evolvere una vicenda, così come sa costruire personaggi fragili e autentici ed evita di proporre in modo didascalico modelli comportamentali perfetti o fastidiosi eroi.

La città delle ossa di Michael Connelly
Titolo originale: City of Bones
Traduzione di Mariagiulia Castagnone
392 pag., Euro 18.90 – Edizioni Piemme
ISBN 88-384-7216-5

Le prime righe

1

LA VECCHIA SIGNORA AVEVA CAMBIATO IDEA. Non voleva più morire. Ma quando l'aveva deciso era ormai troppo tardi. Aveva conficcato le unghie nell'intonaco della parete fino a spezzarsele, poi aveva portato le mani al collo, cercando di infilarle sotto la corda. Si era rotta quattro dita dei piedi sferrando calci al muro. Tutto questo rivelava una disperata voglia di vivere, tanto che Harry Bosch si chiese cosa l'avesse spinta a suicidarsi. Perché il gusto della vita l'aveva abbandonata, per ripresentarsi solo al momento in cui aveva infilato la testa nel nodo scorsoio e aveva fatto cadere la sedia?
Era una domanda che non avrebbe scritto nel suo rapporto, ma non poté fare a meno di porsela mentre se ne stava in macchina fuori dalla Casa di Riposo sul Sunset Boulevard, a est della Hollywood Freeway. Erano le quattro e venti del pomeriggio del primo dell'anno quando l'avevano convocato. Bosch era in vacanza, con possibilità di essere reperito.
La giornata era quasi finita e il motivo della convocazione erano due suicidi, uno con arma da fuoco e l'altro per impiccagione. Entrambe le vittime erano donne, e in entrambi i casi il motivo era lo stesso. Solitudine e disperazione. Il primo dell'anno era un gran giorno per i suicidi.

© 2003 Piemme Edizioni


L'autore

Michael Connelly, ex giornalista di cronaca nera del "Los Angeles Times", è autore di romanzi di straordinario successo che hanno raggiunto i vertici delle classifiche di tutto il mondo. Considerato ormai uno dei grandi maestri del thriller, ha pubblicato Debito di sangue, Il poeta, Il ragno (Premio Bancarella 2000), Vuoto di luna, Musica dura, La memoria del topo, L'ombra del coyote, Ghiaccio nero, Il buio oltre la notte e La bionda di cemento.
Poponiamo inoltre due interviste all'autore, una del novembre 1999 e l'altra dell'ottobre 2002.


Di Grazia Casagrande


24 ottobre 2003