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Annamaria Barbera

Abbiamo imparato a conoscerla a Zelig nei panni intelligenti, ironici e divertenti di Sconsolata (detta Sconsi), una giovane donna insoddisfatta della vita matrimoniale e desiderosa di un'esistenza più "gratificante", che comunica con un linguaggio molto particolare, mi sono spiegata? Ecco i gusti letterari di Annamaria Barbera e della sua Sconsi.

Pensi di essere una buona lettrice?

No assolutamente; non perché non ami leggere ma perché non ho tempo... non è vero perché un lettore il tempo lo trova sempre. Deve capitarmi... In certi periodi i libri li divoro, ma sono una buonissima lettrice soprattutto, credo, della vita che passa negli occhi della gente. Anche se spesso mi rifugio nella lettura, "me ne vado dentro il libro". Mio fratello è un buon lettore: lui vive con i libri. Potrei dire di essere una lettrice occasionale, che nel momento in cui compra un libro lo ama e lo rispetta.

I libri importanti della tua vita?

Chissà quali tesori giacciono da me inesplorati! Sono consapevole di questo e mi prefiggo di colmare prima o poi qualche piccola lacuna. Se ci penso mi dispiace, con la meraviglia che c'è da cogliere... Mi sembra di aver letto così poco! L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera è il primo titolo che mi viene in mente. Poi penso a Lettere dal deserto di Carlo Carretto, un frate. E ancora, La città della gioia di Dominique Lapierre, L'incredibile e triste storia della candida Erendira e della sua nonna snaturata di Gabriel García Márquez e, naturalmente, Cent'anni di solitudine.

Cosa ti attrae?

Non sono attratta da qualunque cosa. Mi interessano le vicende umane e possibilmente autentiche. Non mi interessano molto i romanzi, anche se questi possono comunque "irrompere" nella mia vita. Non mi piace fantasticare con il libro. Devo sentire che c'è una verità che mi "ingrandisce" umanamente, meglio se è raccontata con umorismo. Mi vengono in mente le avventure di Matilda, per esempio, un libro per ragazzi, comico ma serio, molto serio incentrato sull'incomunicabilità fra bambini e genitori. Mi interessano le vite e anche la poesia che si può trovare nella vita, ma non sono attratta dal fantasticare fine a sé stesso. Devo avere un ponte fra una realtà e l'altra.

Qualche titolo?

La profezia di Celestino ad esempio, un titolo che può essere considerato surreale, ma fa accedere a una forma di conoscenza. Ho letto anche molte testimonianze che raccontano strani rapporti con i trapassati o saggi che vogliono presentare una dimensione spirituale più alta, magari perché il protagonista è stato colpito dalla malattia. Devo "crescere" dentro un libro. Deve esserci una motivazione profonda per leggere

Cosa stai leggendo?

Randagi, la storia di Milou fantasista francese che ha recuperato i bambini randagi, appunto, di Bucarest.

Qualcosa da consigliare, che ricordi particolarmente.

Un testo che mi è piaciuto (ma non per elevare l'anima ma perché comunque esprime qualcosa di violentemente vitale e al tempo stesso violenta nell'intimo) è un racconto dentro Storie di ordinaria follia, in cui lei ama gli animali. Non vorrei segnalare unicamente questo perché ha una tinta un po' dura... Cambiando genere anche Il tè nel deserto è da leggere. E non mi possono mancare i libri di Borges.

Cosa legge o leggerebbe Sconsi?

Sconsi vorrebbe leggere... vorrebbe qualcosa che la fa volare con la fantasia, la fa sognare. Lei sì, perché sente il peso della realtà.

Un romanzo d'amore?

Ma che sia un amore vero, non un amore a metà. Forse sì. Non l'ha mai detto ma è attratta da Il dottor Zivago.

Amori impossibili, difficili, profondissimi...

Profondissimi, sì. Una cosa che ti fa credere nell'eternità e che ti da forza per sopravvivere.

Che rapporti hai con Sconsi? Siete amiche?

Sì, ma devo ritrovare me stessa perché Sconsi mi ha presa in ostaggio.

Di Giulia Mozzato


10 ottobre 2003